ELEZIONI PROVINCIALI/2

Nel manicomio Italia
ora si vota...a rate

10/09/2018 17:14

In quel manicomio chiamato Italia succede davvero di tutto.

Il 31 ottobre si voterà il nuovo presidente della Provincia. A farlo saranno i consiglieri di tutti i 98 Comuni veronesi, e i loro partiti stanno pensando alle alleanze da fare.

Nel manicomio Italia, però, i 16 consiglieri provinciali, che affiancheranno il nuovo presidente, saranno eletti solo nel prossimo febbraio: quattro mesi dopo l’elezione del presidente.

E nel manicomio Italia, si sa che le alleanze politiche cambiano spesso.

Facciamo un esempio: il Pd, alle comunali 2017 di Verona, ha perso (anche) perché non era affatto sicuro se allearsi o non con Flavio Tosi. E adesso si è riaperta la discussione: votare il candidato di Tosi (Arturo Alberti, sindaco di Grezzana) o lasciare che vinca tranquillamente il candidato della Lega (probabilmente Manuel Scalzotto, sindaco di Cologna Veneta)?

Qualsiasi cosa decida sul presidente, la domanda è un’altra: il Pd è sicuro che quattro mesi più tardi, quando si voteranno i consiglieri, manterrà le stesse alleanze che deciderà adesso?

E Forza Italia, che in questo periodo, come si dice a Verona, “un giorno l’è da òvi e un giorno l’è da latte”, è sicura che in febbraio avrà gli stessi amici che ha oggi?

E la stessa Lega, in febbraio avrà un Salvini antiforzista, come adesso, o un Salvini ridiventato amico di Berlusconi?

Come vedete, un gran casino.

Votare il presidente in ottobre e i “suoi” consiglieri in febbraio è una cosa che solo una legge da manicomio può aver stabilito.

Ma nel manicomio chiamato Italia, è quasi la normalità.

LILLO ALDEGHERI


 
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