LAVORO NERO

Caporalato: 6 arresti,
in manette un finanziere

09/08/2018 11:46

L’indagine, coordinata dalla Procura scaligera, si inserisce nell’ambito dei controlli svolti dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Verona finalizzati al contrasto del fenomeno del “caporalato”, è scaturita da un grave incidente stradale avvenuto nel novembre 2017 nel ferrarese, che ha coinvolto 12 lavoratori, residenti nel veronese e impiegati in cooperative della provincia scaligera, che ha fatto subito sorgere il sospetto che si potesse trattare di una forma di sfruttamento o comunque di modalità di impiego dei lavoratori non in linea con le normative del settore. Così i Finanzieri della Compagnia di Soave (Verona) hanno avviato un’indagine investigativa e fiscale sui alcune società cooperative, tutte riconducibili ad un soggetto di ordine marocchina, stabilmente stanziato nell’est veronese, che fornivano manodopera alle attività agricole del territorio. Le indagini hanno fatto emergere un sistema di sfruttamento dei lavoratori, prevalentemente di origine africana, quasi tutti privi di documenti d’identità o del permesso di soggiorno, ma anche italiani assunti in nero. Il “caporale” ed i suoi sodali, grazie alla connivenza di un medico del lavoro, Alfio Lanzafame di San Bonifacio (Verona), che rilasciata certificati di idoneità anche nei confronti di soggetti privi dei requisiti sanitari, riuscivano a far dichiarare abili al faticoso tipo di lavoro richiesto extracomunitari che non si erano mai presentati alla visite mediche ed erano irregolari in Italia. Per il cittadino marocchino è stato così chiesto il giudizio immediato per il reato di favoreggiamento all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, mentre sono ancora in corso le verifiche fiscali nei confronti di tutte le società coinvolte


Le Fiamme Gialle hanno scoperto che il medico, con la collaborazione di un collega, produceva documentazione sanitaria attestante false patologie invalidanti, ha consentito a circa 50 persone di ottenere pensioni di invalidità o indennità di accompagnamento non dovute. Il medico istruita i pazienti su come comportarsi davanti alla Commissione di verifica dell’Inps e il disegno criminologo si completava con l’opera necessaria di due funzionari dell’Inps che, in continuo contatto con il medico e i suoi collaboratori, seguivano le pratiche dei pazienti.


 
Nessun commento per questo articolo.