A FORTE SOFIA

Giornata mondiale
del rifugiato a Verona

24/06/2018 14:55

Grande partecipazione di pubblico per la Giornata Mondiale del Rifugiato, mercoledì scorso al Forte Santa Sofia. Oltre 600 i partecipanti di questa edizione che per il terzo anno consecutivo ha visto One Bridge To Idomeni (OBTI) come organizzazione capofila.

Il presidente di OBTI, Giulio Saturni ha spiegato che “il luogo scelto per questa giornata non è banale, siamo infatti dentro il muro costruito per difendere la città. In origine il muro era simbolo di conflitto, di zona militare, stigmatizzato sempre dai paesi cosiddetti democratici. Dagli anni Novanta il muro è invece diventato simbolo di sicurezza e protezione, desiderato dagli stessi cittadini spaventati dalle minacce esterne e sfruttato dai politici. Non è un caso se dalla caduta di quello di Berlino, il numero di muri nel mondo si è quadruplicato. Tra 2015 e 2016 sono morte più di 10.000 persone provando a passare un confine, senza contare il Mediterraneo dove, solo nel 2016 sono morte più di 5.000 persone. Un vero e proprio atto di guerra contro milioni di persone che scappano da guerre e povertà".

Il Rapporto Onu infatti ci ricorda che nel 2017 abbiamo raggiunto il record di 68,5 milioni di profughi nel mondo: una persona ogni 110 è costretta alla fuga dal proprio Paese. Ben trecentomila sono i minori non accompagnati. Ma da dove provengono queste persone? I tre principali paesi sono Siria, Afghanistan, Iraq. Paesi dove sono promosse guerre dall'Occidente e saccheggiate risorse. Nessuno ne è escluso, anche l’Italia, che con questi paesi fa affari d’oro vendendo sempre più armi. Solo nel 2016 l’export italiano di armi è cresciuto dell’85%.

Giulio Saturni ribadisce che “Quello che sta succedendo è la diretta conseguenza del nostro agire, della nostra politica che ha considerato sempre l’Africa e il Medio Oriente terra di conquista e sfruttamento".


 
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