ALLARME AGROALIMENTARE

La guerra di Trump costa
1,4 miliardi a Verona

04/06/2018 14:36

Caso dazi statunitensi. La decisione del presidente Donald Trump scatena una guerra commerciale che mette a rischio 1,4 miliardi di euro di agroalimentare veronese per le esportazioni di cibo e bevande, secondo i dati della Camera di Commercio di Verona. Gli Usa, infatti, sono tra i principali destinatari dei prodotti agroalimentari veronesi.

Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha annunciato l’imposizione di contromisure da parte dell’Unione Europea che aveva già varato una black list di prodotti statunitensi da colpire, quali manufatti in ferro, acciaio e ghisa, barche a vela e a motore, abiti, cosmetici e motociclette ma anche i prodotti dell’agroalimentare, dal mais al riso, dal bourbon al succo di arancia fino al burro di arachidi. Si apre uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati.

«Occorre scongiurare una guerra commerciale che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati – evidenzia il direttore della Coldiretti di Verona Giuseppe Ruffini nel sottolineare che – si rende necessario ripensare alle norme sul commercio in una chiave più etica che tenga conto anche del rispetto dell’ambiente, della tutela sociale dei lavoratori e della sicurezza dei cittadini».

«Ci auguriamo – afferma Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona - che i prodotti veronesi, particolarmente apprezzati dai consumatori americani, non vengano penalizzati dai dazi annunciati da Trump. Come me, tanti imprenditori scaligeri da anni frequentano le principali fiere dell’agroalimentare, come il Fancy Food Summer Show, che ogni anno si tiene a New York, con l’obiettivo di consolidare le relazioni commerciali e di promuovere il Made in Italy». «Sarebbe un vero peccato – conclude Salvagno – chiudere la strada ai nostri prodotti, anche in considerazione del fatto che il Presidente Trump apprezza la qualità dell’olio delle nostre colline e del vino Amarone, avendoli ricevuti in omaggio in occasione del suo insediamento alla Casa Bianca».


 
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