ASSEMBLEA

Lavoratori Melegatti:
Basta parole, solo fatti

11/05/2018 19:09

“Per essere chiari, oggi Melegatti e Nuova Marelli sono esposte al rischio di fallimento. Questi sono i fatti concreti”. Lo scrivono, in una nota congiunta, i segretari provinciali Fail-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Verona, a conclusione dell’assemblea dei lavoratori che si è tenuta oggi a San Giovanni Lupatoto, all’indomani della decisione del giudice del Tribunale scaligero di fissare per il 25 maggio l’udienza decisiva per il salvataggio di Melegatti.

“Sul tavolo istituzionale - prosegue la nota sindacale - non c’è nessuna domanda di concordato e Melegatti ha esaurito il periodo di tutela di 120 giorni che il Tribunale di Verona le ha concesso a partire dal 7 novembre scorso e che poi ha autorizzato ad un’ulteriore proroga di 60 giorni”.


I rappresentanti sindacali accusano Melegatti “di incapacità e mancanza di responsabilità e di rispetto nei confronti di tutti i creditori, che ha danneggiato, a partire dalla forza lavoro”.

Ricordando che “in occasione dell’incontro in Tribunale, il fondo americano D.E. Shaw & Co. non ha depositato alcun documento ufficiale per una domanda di concordato”, i sindacati Cgil, Cisl e Uil evidenziano tuttavia che “la notizia della manifestazione d’interesse ha destato nuove aspettative. La speranza si è accesa nel cuore delle lavoratrici e dei lavoratori. Ma non ci si può più affidare agli annunci. I fatti concreti sono la presentazione, da parte di Melegatti, con il sostegno economico del fondo, di una domanda di concordato credibile entro la data del 24 maggio”.


Solo su queste basi Cgil, Cisl e Uil saranno disponibili ad incontrare eventuali nuovi soggetti interessati e ad ascoltare il piano industriale da proporre, precisando però che un tavolo dovrà essere aperto all’Ufficio del Lavoro, sezione Unità di Crisi della Regione Veneto, a cui il sindacato ha chiesto un supporto tecnico e politico. A fine assemblea i lavoratori del Gruppo Melegatti hanno deciso di attendere l’udienza in tribunale del 25 maggio senza assumere iniziative sindacali.


 
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