TRIBUNALE VALUTA FONDO AMERICANO

Melegatti, 15 giorni
per evitare fallimento

11/05/2018 10:43

Solamente 15 giorni di tempo per evitare il fallimento di Melegatti. Questo il tempo concesso dal giudice della Seconda sezione civile del Tribunale di Verona, Silvia Rizzuto: il 25 maggio è stata fissata l’udienza per deliberare sul futuro della storica azienda dolciaria.

Lunedì il fondo americano D.E Show & Co. ha presentato una manifestazione d’interesse per il salvataggio di Melegatti.

Il giudice, dopo un iniziale scetticismo, davanti al rappresentanti del fondo e agli advisor di Melegatti, compresa la presidente Emanuela Perazzoli, si è riservato di decidere, e adesso ha fissato per il 25 maggio la dead line, senza possibilità di proroga.

I tempi sono estremamente ristretti e non giocano a favore di Melegatti, la situazione debitoria è lievitata in modo drammatica e stando alle ultime stime si attesta a 50 milioni di euro, un buco sostanzialmente pari al fatturato del 2016, quando nulla lasciava presagire il tracollo.

Il fondo americano (che secondo fonti autorevoli si sarebbe mosso su mandato di Ferrero, il primo gruppo dolciario italiano) è disposto a investire 19 milioni di euro per avviare il risanamento di Melegatti. Su questo fronte si muove anche la politica e il consigliere regionale della Lista Zaia, Stefano Valdegamberi, ha spiegato che D.E. Shaw & Co. avrebbe in previsione l’incremento dei dipendenti, con l’assunzione tra 30-40 persone.

Attualmente sono poco più di 70 i dipendenti diretti, mentre gli stagionali (espulsi dall’attività dopo lo stop della produzione) sono 250. Lavoratori che sono in cassa integrazione - a stipendio ridotto - oltre non avere ricevuto a tre mensilità e alla quattordicesima del 2017. Se il giudice Rizzuto accetterà il piano del fondo americano, darà il via libera al concordato (la proprietà di Melegatti non ha presentato nessuna richiesta) e a quel punto si dovrà fissare la percentuale di rimborso del debito al creditori privilegiati.

In caso contrario verrà decretato il fallimento e allora si aprirà un’altra partita, molto più dolorosa per Melegatti, e soprattutto per i suoi lavoratori.


 
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