SPETTACOLI

Al Nuovo torna lo
spirito di Goldoni

04/03/2018 11:29

Dopo il grande successo di "Due" con protagonista la coppia Raoul Bova - Chiara Francini, la rassegna Divertiamoci a teatro prosegue (dal 6 al 9 marzo al Nuovo con inizio alle 21) con "Una delle ultime sere di Carnovale" di Carlo Goldoni proposta dalla Fondazione TPE (Teatro Piemonte Europa) con la regia di Beppe Navello.

Goldoni, nella premessa a questa sua fortunata commedia, dice di aver voluto raccontare una “metafora” autobiografica: in procinto di partire per la Francia, nel 1762, per sfuggire alle invidie e alle critiche che la sua riforma teatrale suscitava, pensò come propria la storia di Anzoletto, disegnatore di stoffe veneziano deciso a portare in Moscovia la sua creatività, anche lui disgustato dalle difficoltà di lavorare in patria.

Il tutto attraverso il dipanarsi di una sera di Carnevale, tra discorsi fatti di nulla, tra il balenare di umori umanamente riconoscibili, tra una partita a carte e una cena tra amici, tra i gesti, le risate e le malinconie attraverso le quali si compiono scelte decisive e irreversibili. La commedia è proposta nella vivace parlata veneziana di due secoli e mezzo fa, comprensibilissima da tutti e particolarmente coinvolgente nella sua irresistibile musicalità e nella sua valenza poetica.

Una delle ultime sere di Carnovale costituisce per la compagnia la terza tappa di un’ideale trilogia civile che – dopo Il divorzio di Vittorio Alfieri e Il trionfo del dio denaro di Pierre de Marivaux – ha l’ambizione, attraverso i toni irriverenti della commedia settecentesca, di proporre un’ulteriore pausa di riflessione civile a un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità. Una delle ultime sere di Carnovale richiama purtroppo una perdurante ragione di ansia collettiva che dopo due secoli e mezzo riappare puntuale nel dibattito pubblico italiano: quello della cosiddetta “fuga dei cervelli” che vede i giovani costretti dall’indifferenza del mondo dei padri, a portare altrove, lontano, la loro voglia di lavorare per il futuro. Chi dunque meglio di una compagnia di giovani attori cresciuta in questi anni a Fondazione TPE potrebbe portare in scena con tanta passione questa storia antica eppure contemporanea?

In scena ben tredici attori: Antonio Sarasso (Zamaria Testor), Maria Alberta Navello (Domenica), Alberto Onofrietti (Anzoletto), Diego Casalis (Bastian), Daria Pascal Attolini (Marta), Andrea Romero (Lazaro), Marcella Favilla (Alba), Matteo Romoli (Agustin), Elena Molos (Elenetta), Erika Urban (Polonia), Alessandro Meringolo (Momolo Manganaro), Geneviéve Rey-Penchenat (madama Gatteau) e Giuseppe Nitti (Cosmo).

Le scene (che utilizzano le riproduzioni di due opere di Canaletto dalle collezioni Intesa Sanpaolo) e i costumi sono di Luigi Perego, le musiche di Germano Mazzocchetti, le luci di Gigi Saccomandi.


 
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