I SENZATETTO A VERONA

Vento siberiano
educazione...siberiana

24/02/2018 14:39

Fa freddo, e improvvisamente riscopriamo che ci sono i barboni anche a Verona.

Il Burian, il gelido vento siberiano che sta attraversando l'Europa, non solo si prende la scena spazzando in un sol colpo tutto il chiacchiericcio elettoral-politico-mediatico di queste settimane, ma riposiziona i riflettori sui dimenticati, i senzatetto, gli homeless, che altrimenti continuerebbero a esserci nella noncuranza generale, fatta eccezione per la nobile attività delle associazioni di volontari.

Vento siberiano. Educazione siberiana. Come nel romanzo di Nicolai Lilin, dove i Ksenia, i membri più deboli della comunità, vengono protetti e curati. Noi che spesso ci riempiamo la bocca di parole come identità e appartenenza, riusciremo mai a ritornare comunità?

A Verona i senza tetto, complice l'interminabile e ormai eterna crisi economica, negli ultimi anni sono aumentati, come ricordava il presidente della Ronda della Carità Marco Tezza il 31 dicembre a un giornale locale, guarda caso in un articolo sull'emergenza freddo: “Attualmente serviamo circa 100 pasti a notte, rispetto ai 70 di qualche anno fa”.

E allora ben venga il Burian, anche se, come ci raccomandano i mass media, dovremo “mettere le catene della macchina” e “lasciar correre i rubinetti per evitare che si ghiacci l'acqua”. Viva il Burian, nonostante “dovremo coprirci” (ma va?) e che “da 25 anni non c'era così freddo” (si stava meglio quando si stava peggio, signora mia!). Perché se Parigi val bene una messa, un Burian vale qualche posto letto al caldo per chi dorme al freddo sempre, anche quando il freddo è meno freddo ma sempre freddo è, anche se non fa notizia.

Ecco il Burian è un po' il grillo parlante della nostra coscienza addormentata. Moralista, certo, e pure petulante, ma lama tagliente alla nostra ignavia. Il vento gelido siberiano ci rammenta che esistono pure gli sconfitti, i losers e i dimenticati. Pure a Verona. Sì, quelli sporchi e maleodoranti che scorgi sotto qualche coperta, o cartone. Proprio loro. Quelli che guai se ci avvicinano. Quelli che sia mai che rivolgiamo loro anche un mezzo sorriso, figurarsi una parola. Meglio nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma poi c'è il Burian e qualcosa si muove e riesce a spirare sulle nostre “buone” coscienze. Vento siberiano. Educazione siberiana.

Francesco Barana


 
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