CURIOSITà METEO

-32° in Lessinia. Tutto
vero, ma perchè?

16/02/2018 13:24

Credo che in questi giorni molti di noi abbiano letto notizie relative al “freddo polare” arrivato in Lessinia e che questo abbia sicuramente attirato l’attenzione anche perché leggere “-32°” può affascinare, spaventare, ma anche far sorgere dei dubbi del tipo: “ma come i ne dise tutti che ghè el riscaldamento globale e envesse semo né a -32° en Lessinia!”. Tutti questi stati d’animo sono assolutamente condivisibili ma, secondo me, il motivo è dovuto al fatto che spesso i titoli usati sono “senza il contesto” giusto.

Provo quindi a spiegarvi perché in Lessinia siamo arrivati a -32° (che non è il record fra l’altro perché nel Gennaio 2009 si registrarono -34.5° e -36.4°). La Lessinia è un bellissimo altopiano che, però, è disseminato di quelle che i geologi chiamano DOLINE. Bene, cos’è una dolina?

Una dolina è una conca chiusa, tipica appunto dei pianori, costituiti per lo più da rocce calcaree come la Lessinia, che si formano in seguito alla “dissoluzione” del carbonato di calcio che compone le rocce sottostanti al terreno.

Dal punto di vista idrogeologico una dolina è un piccolo bacino idrografico che si riempirebbe d’acqua formando un laghetto se le sue pareti ed il suo fondo fossero impermeabili; invece, di solito, l'acqua viene scaricata attraverso vie sotterranee, in quanto sul fondo delle doline è quasi sempre presente un inghiottitoio (imbuto naturale) attraverso il quale l'acqua piovana penetra nelle cavità sotterranee.

Quindi se proprio volemo esser terra terra, na Dolina non l’è altro che na “busa” nel terreno che la pol esser piccola, ma anche molto grande a seconda del tipo de dolina. Si perché de tipi de doline ghe n’è un bel po':

Valle ad imbuto

Vallata composta (iè tante Valli ad imputo che alla longa le sà unite)

Valle di crollo

Polje Carsico

Valle Coperta

Stagno Carsico

Valle Cieca

Valle Asciutta

Valle Risorgiva

Dolina Marina

Quelle presenti in Lessinia iè solitamente de due tipi ossia : ad imbuto o di crollo.

La dolina ad imbuto è quella più comune e si è formata per effetto dell’erosione superficiale. Si riconosce per la forma (na busa appunto) e perché di solito la profondità è minore del diametro di superficie. Se la profondità è maggiore, parliamo già di abisso (come la Spluga della Preta).

Le Doline di crollo invece, lo dice il nome stesso, sono dovute al crollo del tetto di una grotta sottostante (più o meno grande) dovuto o al fatto che questo tetto era troppo ampio e privo di sostegni (e alla lunga ha ceduto) o per il fatto che dei movimenti tettonici ne hanno causato il crollo. Queste doline si riconoscono perché hanno i “bordi” molto ripidi e rocciosi.

Nella nostra amata Lessinia abbiamo, come detto, doline appartenente sia alla prima tipologia, come ad esempio la “Busa Malga Malera di Sotto” e la “Busa del Grolla" (oltre a molte altre), che alla seconda, come ad esempio “l’Anfiteatro di Scardon” .

Capito cosa è una dolina adesso veniamo alla parte che riguarda questo articolo ossia: il freddo becco. Dobbiamo infatti sapere che nelle doline compare spesso il fenomeno dell'inversione termica, ossia la temperatura dell’aria si abbassa man mano che si va verso il fondo (ossia ci si abbassa di quota).

Accade quindi l’esatto contrario di quello che avviene normalmente, ossia che la temperatura si abbassa salendo di quota. Questa “inversione termica” può portare ad una differenza di parecchi gradi in meno tra la sommità ed il fondo della dolina stessa ed è per questo che molto spesso negli anni passati (quando non ghera mia i frigoriferi…) il fondo di queste depressioni veniva usato per conservare gli alimenti.

Le variazioni osservate sono mediamente di 1°C per ogni 14 metri di profondità, ma possono anche arrivare a 1°C per ogni metro di profondità nel caso di condizioni meteo ben precise di calma meteorologica (cielo sereno, bassa umidità, assenza di vento), come quelle che abbiamo avuto nei giorni scorsi. In tali occasioni si possono facilmente riscontrare anche differenze di 30°C tra il fondo e il bordo, dipende dalla profondità e dalla conformazione della vallata.

La dolina che in Lessinia presenta maggiormente questa “inversione termica” è quella situata vicino a Malga Malera (1522 metri slm il fondo della dolina, 20 metri di profondità e 200 metri di diametro) dove, grazie alla stazione meteo installata dagli amici di Meteo4 lo scorso Dicembre (ma che monitorano la temperatura in dolina ormai da 10 anni), abbiamo potuto notare nei giorni scorsi temperature minime inferiori appunto ai -30° … ma solo li però, perché già sulla cima della dolina la temperatura oscillava tra i -13° e i -15°. Sul resto dell’altopiano (alla stessa quota) la temperatura minima oscillava, invece, tra i -3° e i -6°. Temperature di tutto rispetto (anca perché semo in inverno), ma assolutamente non da record.

In Veneto doline ce ne sono moltissime e molte di queste sono monitorate costantemente per “l’effetto wow” che le temperature registrate provocano, ma soprattutto perché è davvero molto interessante sturdiarne il microclima. Per chiudere vi segnalo che il record di freddo in Italia ossia -49.6 gradi è stata registrata il 10 febbraio 2013 nella Busa Fradusta Nord, 2.607 metri, una dolina ad imbuto situata sull’Altopiano delle Pale di San Martino. Si spiega così il perché questi luoghi “magici” siano chiamati da molti “il Polo Nord” d’Italia

Ecco quindi chiarito “il mistero” dei -32° in Lessinia e spero che sia stato interessante “svelarlo”.

Nicola Bortoletto


 
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