INTERROGAZIONE

Pfas e Pfos, la vicenda
finisce al governo

16/03/2017 11:05

"L'inquinamento delle acque venete e veronesi è grave e fuori controllo". Lo afferma il deputato del Movimento 5Stelle, Mattia Fantinati, sottolineando che "dopo il dramma dei Pfas, con ben 40 comuni veneti coinvolti, da ultimo assistiamo inermi alla chiusura del pozzo superficiale gestito da Acque Veronesi a Porta Palio per alto tasso di Pfos, ovvero l'acido perfluoroottansolfonico, un composto chimico fluorurato di origine sintetica". "Questi composti - spiega Fantinati - hanno proprietà tensioattive e sono inquinanti organici persistenti". "La Regione - conclude il parlamentare pentastellato - invece di minimizzare la situazione dissociando i pfos dai pfas, si preoccupi di spiegare ai cittadini veronesi che cosa hanno bevuto negli ultimi anni quotidianamente e si preoccupi di mettere in sicurezza non solo la città ma anche i comuni della bassa veronese e dell'est colpite dai pfas".


Per questo l'on. Fantinati ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ed al ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, chiedendo "quali azioni intendano assumere e quali controlli s'intendono attuare per la tutela dell'ambiente soprattutto per accertare, data la gravità dell'inquinamento verificatosi, che gli interventi di bonifica tardivi si stiano svolgendo in maniera appropriata al fine di garantire l' effettiva messa in sicurezza della popolazione interessata".


Dopo la chiusura di uno dei pozzi della centrale di Porta Palio di Acque Veronesi, dove sono stati riscontrati valori di Pfos superiori di 3 nanogrammi per metro cubo, si scatenano le prese di posizione.

Greeapeace sottolinea che ““Il Pfos è una delle sostanze più pericolose del gruppo dei Pfas, tanto da essere l’unico composto regolamentato a livello internazionale. Il Pfos è un noto interferente endocrino che può accumularsi nel fegato, nei reni e nel cervello umano” commenta Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. La concentrazione di Pfos consentita nelle acque potabili del Veneto è pari a 30 ng/l e, secondo quanto riferito da Acque Veronesi, il superamento è stato di scarsa entità e non ha interessato gli altri PFAS monitorati. Nonostante l’emergenza PFAS in Veneto sia nota dal 2013, quello dei giorni scorsi è stato il primo superamento dei livelli consentiti di PFOS nell’acqua potabile erogata nella città di Verona”.

 

“Questo superamento conferma quanto la situazione in Veneto sia gravissima e che le misure adottate finora della autorità regionali non sono adeguate per fermare l’inquinamento da PFAS” continua Ungherese. “Eventi di questo tipo ci dicono che si è ben lungi dall’avere il controllo delle fonti e dell’entità della contaminazione e per questo ribadiamo alla Regione la necessità di un monitoraggio degli scarichi il più ampio possibile. Solo così saranno tutelati in modo adeguato l’ambiente e la salute dei cittadini”.

 Proprio nei giorni scorsi Greenpeace ha lanciato una petizione per chiedere alla Regione Veneto di individuare e fermare tutte le fonti di inquinamento da PFAS ed abbassare i livelli consentiti per queste sostanze nell’acqua potabile allineandoli con quelli in vigore in altri paesi europei.


Sulle vicenda interviene anche Michele Bertucco, candidato sindaco per la sinistra: “La rilevazione di Pfos in un pozzo cittadino è un fatto inedito che esige più informazione da parte di tutti, Comune e Acque Veronesi in testa. Prima di oggi, anzi del 9 marzo, data della misura da parte dell’Ulss, questo tipologia di inquinante non era mai stata rilevata nei nostri pozzi. Benché ci troviamo distanti dall’area del vicentino inquinata dal Pfas (stessa famiglia), è naturale si generi della preoccupazione. E’ pertanto necessario e urgente sapere - e a tal fine ho presentato una domanda di attualità per il Consiglio di domani – se in passato sono state riscontrate nei pozzi cittadini percentuali anche vicine alla soglia massimo per questa famiglia di inquinanti; cosa si sta facendo per risalire alla causa dell’inquinamento che molto probabilmente è di tipo industriale; se, come pare, tra la misura dell’Ulss e la chiusura del pozzo è stata erogata acqua inquinata; che tipo di informazione è stata data alla cittadinanza. Con la salute non si scherza, invitiamo chi di dovere a dare informazioni puntuali e precise sulla qualità dell’acqua senza per questo dover fare dell’allarmismo”.



 
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