Villafranca Festival, anche Fabi e i Litfiba

13/03/2017 12:46

Niccolò Fabi e Litfiba entrano ufficialmente nella programmazione del Villafranca Festival, il primo il 7 luglio inaugurando l’appuntamento musicale estivo di Villafranca, il secondo il 23 luglio.

Un appuntamento, quello con il Villafranca Festival, da sempre intriso di una forte trasversalità, che va a toccare generi musicali diversi e che anche quest’anno ribadisce la sua volontà di portare all’interno della stessa cornice artisti distanti tra loro, mischiando musica italiana a quella internazionale. Quest’anno sul grande palco a cielo aperto, oltre a Niccolò Fabi e Litfiba, saliranno, come già precedentemente annunciato, il folk dei The Lumineers il 12 luglio, il pop di Francesco Renga il 15, e il metal di Marylin Manson il 26, per cinque eventi che restituiscono sapientemente il panorama musicale attuale.

Un’inaugurazione che sarà una festa: all’interno delle mura scaligere villafranchesi Niccolò Fabi festeggerà i suoi 20 anni di carriera con un progetto-racconto “DIVENTI INVENTI 1997-2017”, che ripercorrerà tutti i suoi più grandi successi. Con 80 canzoni, 8 dischi di inediti, 1 raccolta ufficiale, 1 progetto sperimentale come produttore, 1 disco di inediti con la super band Fabi Silvestri Gazzè, 2 Targhe Tenco per “Miglior Disco in Assoluto”, Niccolò Fabi è oggi considerato uno dei più importanti cantautori italiani. Tanta musica nel percorso del cantautore, tanta sperimentazione e un avvicinamento sempre più evidente alla musica d'oltreoceano. È un percorso artistico incentrato sulla ricerca della libertà espressiva quello che in questi anni ha inseguito il cantautore romano e ne è dimostrazione il più recente “Una somma di piccole cose”, che da lui stesso è stato definito il disco che avrebbe sempre voluto scrivere.

Così Niccolò Fabi commenta sui suoi social il suo nuovo tour: “[…] Pur sfuggendo per quanto posso alla dittatura moderna dei numeri volevo avvertirvi che sto per capitolare di fronte ai festeggiamenti per il ventennale. Dopo quindici anni di canzoni private il mio primo disco "Il giardiniere" veniva pubblicato nel 1997, venti anni fa per l'appunto. Ho sempre dribblato come potevo appendimenti di medaglie et similaria perchè li ho sempre masochisticamente considerati un ostacolo al miglioramento. Ma da uomo oramai di mezza età sto imparando ad abbandonarmi al godimento. E quindi che festa sia. […] Ci sarà quindi un tour estivo “Diventi Inventi” che è anche il racconto di quello che un musico può diventare continuando a inventare per vent’anni, il tentativo ostinato di cercare di piacersi. Dopo l'estate uscirà dunque una qualche forma di contenitore con al suo interno il mio "canzoniere”. Una raccolta inevitabilmente un po' antologica ma mi auguro sfiziosa di ciò che il cantautore Fabi e la sua creatività riuscirono a fare a cavallo tra il secondo e il terzo millennio […]”

Cantautore, produttore e polistrumentista Niccolò Fabi negli anni ha continuato a lavorare sul rapporto tra parole e musica sia in termini performativi con appuntamenti all’interno di rassegne culturali che in chiave formativa, è attualmente docente all’interno della scuola Officina delle arti Pierpaolo Pasolini. Impegnato nel sociale, il cantautore continua attivamente la collaborazione con l’ONG Medici con l’Africa – Cuamm e recentemente ha scritto insieme al geologo Mario Tozzi lo spettacolo “Musica Sostenibile”, indirizzato alla comprensione e alla divulgazione di tematiche ambientali, spesso dimenticate.

Tesi sempre alla ricerca e alla sperimentazione i Litfiba, che porteranno il loro “Eutopia Tour” il 23 luglio al Castello Scaligero, inondando il grande palco a cielo aperto del loro rock e della loro unica energia. In scaletta non mancheranno i grandi successi del passato e l’ultimo album “Eutopia”, dal quale sono già stati estratti tre singoli, “L’impossibile”, “Straniero” e “Maria Coraggio”, in rotazione radiofonica dal 10 marzo.


Email inviata con successo

Paesaggio come patrimonio culturale

13/03/2017 12:41

Prosegue il ciclo di incontri sul paesaggio come patrimonio culturale, organizzato dall’Osservatorio per il paesaggio della Valpolicella con la consulenza scientifica del Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella.

Venerdì 24 marzo, alle ore 21, a Negrar, nella sala conferenze della Cantina Valpolicella Negrar (via Ca’ Salgari, 2 - g.c), Riccardo Rao (docente di Storia medievale all’Università di Bergamo, Andrea Brugnoli (direttore dell’Osservatorio) e Fabio Saggioro (docente di Archeologia medievale all’Università di Verona) si confronteranno attorno alla storia dei paesaggi medievali italiani e allo specifico caso della Valpolicella.

La serata prende lo spunto dalla presentazione del volume di Riccardo Rao, I paesaggi dell’Italia medievale (Carocci 2015) e verterà in particolare sulla “nascita” delle strutture dell’insediamento nel primo medioevo e al rapporto con il paesaggio agrario.

L’incontro è aperto al pubblico.

Il ciclo di incontri sul paesaggio come patrimonio culturale è realizzato con la consulenza scientifica del Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella e gode del sostegno, tra gli altri, di Bim Adige, Valpolicella Benaco Banca e dei Comuni di Fumane, Marano, Negrar, Pescantina e San Pietro in Cariano, aderenti all’Osservatorio.

Email inviata con successo

Grande teatro: Minetti con Eros Pagni

11/03/2017 09:50

Il Grande Teatro (rassegna organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale con Unicredit come main partner) prosegue – martedì 14 marzo alle 20.45 al Teatro Nuovo – con Minetti di Thomas Bernhard a firma di Marco Sciaccaluga con Eros Pagni come protagonista. L’allestimento, nella traduzione di Umberto Gandini, è del Teatro Stabile di Genova.

Minetti dello scrittore-drammaturgo austriaco Thomas Bernhard (1931-1989) è un’opera che può essere annoverata tra il “classici” del teatro del Novecento. Minetti, ovvero Bernhard Minetti (1905-1998) che dà il titolo alla commedia, è considerato dagli storici del teatro il più grande attore tedesco del secondo dopoguerra. La commedia ha come sottotitolo “Ritratto di un artista da vecchio”.
Rappresentata per la prima volta nel 1977 a Stoccarda con Minetti che interpretava se stesso e con la regia di Claus Peymann (che al Teatro Romano nel 2007 firmò Richard II proposto dal Berliner Ensemble), Minetti è una commedia costruita intorno a un interrogativo: quale ruolo ha l’arte, e in particolare il teatro, nella società odierna? Come può il palcoscenico essere ancora oggi riflesso del mondo? Alla ricerca di una risposta, Bernhard intreccia il comico e il tragico, la realtà con la sua trasfigurazione poetica e descrive, con rabbia e con passione, un mondo grottesco.
Ventotto anni dopo la sua morte, Thomas Bernhard continua a indicare al pubblico una possibile via verso il futuro, sia del teatro che della vita stessa. Una “via” percepibile in quasi tutta la sua produzione che fu molto influenzata dalla sensazione di solitudine (provata soprattutto nell'infanzia) e dalla sua malattia. Fin dal suo primo romanzo (Gelo, 1963) il tema centrale è «la disperata lotta di un uomo contro il processo di decomposizione che tutto inghiotte. Parlare diventa per i personaggi un’ossessione, sintomo del più assoluto solipsismo e del fallimento del loro tentativo di afferrare la realtà».
Minetti si avvale dell’interpretazione di un Eros Pagni (attore molto amato dal pubblico veronese che l’ha applaudito più volte qui al Nuovo e al Teatro Romano) particolarmente elogiato dalla critica per questa interpretazione: “magnifico” l’ha definito Il Secolo XIX. «La sua sagoma di quercia robusta e la sua voce solenne e malinconica da baritono, meritavano di misurarsi con l’atto d’amore e di veemenza rivolto al teatro che è Minetti» ha scritto la Repubblica.

«Al centro di Minetti – sottolinea Marco Sciaccaluga – c’è il teatro e l’arte dell’attore, il suo senso, la sua necessità, la sua radicalità di fronte al mondo. Per ogni teatrante Minetti è un autoritratto ma anche una commedia che scommette su un’idea provocatoria: mostrare che l’Attore è l’Uomo e che il Teatro si fa autoritratto del Mondo, anche quando entrambi, come in questo caso, raccontano la loro fatale caduta. Dice Minetti nella scena seconda: “Il mondo pretende di essere divertito / e invece va turbato / turbato, turbato / Occorre precipitare tutto / nella catastrofe dell’arte signora mia!”».

La trama: nella notte di San Silvestro mentre sono in corso i festeggiamenti per il nuovo anno e imperversa una tempesta di neve, il vecchio Minetti indugia nella hall di un albergo di Ostenda. Attende un direttore di teatro che vuole riportarlo sulla scena nel ruolo di Re Lear. Il tempo passa, il direttore non arriva e l'attore scivola sempre più in fondo alla sua storia, alla sua follia. Nell’attesa parla di sé e della propria arte. Evoca così frammenti della sua vita (reale o immaginaria?) rivolgendosi al personale dell’hotel, a una signora e a una ragazza.

Accanto a Eros pagni sono in scena Federica Granata, Marco Avogadro, Nicolò Giacalone, Giovanni Annaloro, Mario Cangiano, Marco De Gaudio, Roxana Doran, Daniela Duchi, Michele Maccaroni, Daniele Madeddu, Sarah Paone, Francesco Russo ed Emanuele Vito.

Scene e costumi sono di Catherine Rankl, le musiche di Andrea Nicolini, le luci di Sandro Sussi.

Dopo la “prima” di martedì repliche tutte le sere fino a sabato 18 marzo alle 20.45. Ultima replica domenica 19 marzo alle 16.00. Giovedì 16 marzo, alle 17.00 al Teatro Nuovo, gli interpreti di Minetti incontrano il pubblico. L’ingresso è libero.

Email inviata con successo

#HomelessZero, con ''Gli invisibili''

10/03/2017 17:42

Sta per iniziare la settimana dedicata alla campagna #HomelessZero, promossa dalla Federazione italiana Persone Senza Dimora che avrà come momento principale martedì 14 marzo  la proiezione gratuita, in oltre 20 città, del film Gli Invisibili di Richard Gere.

Anche Verona, attraverso la Casa Accoglienza Il Samaritano,  propone la visione gratuita del film: martedì prossimo alle 17.30 presso la Parrocchia di San Zeno alla Zai, in via Righi, a Verona. 

Il film e la campagna presentato a giugno, durante la prima serata del TaorminaFilmFest alla presenza di oltre 300 fissa dimora, è una pellicola indipendente girata da Richard Gere per le strade di New York che ha suscitato particolare interesse per le sue finalità sociali.

Email inviata con successo

Teatro Stimate: Rwanda per non dimenticare

10/03/2017 11:31

La Fondazione Giorgio Zanotto presenta Rwanda, spettacolo-inchiesta dedicato a una delle pagine di storia più drammatiche e controverse del secondo Novecento.

Attraverso un attento lavoro giornalistico e di ricerca storica, Marco Cortesi e Mara Moschini, tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione di teatro civile e di narrazione, ricostruiscono i drammatici cento giorni della primavera 1994 durante i quali un milione di persone vennero sistematicamente massacrate in quella spaventosa operazione di “pulizia etnica” che fece dichiarare al Generale delle Nazioni Unite Romeo Dallaire: “Io so che Dio esiste, perché ho visto il demonio camminare sulla terra”. Una rappresentazione intensa e commovente che racconta la straordinaria storia di dignità, fratellanza e coraggio di un uomo e di una donna impegnati in un’unica missione: fare la cosa giusta.

L’appuntamento è per mercoledì 15 marzo 2017 con inizio alle ore 20.30 presso il Teatro Stimate in Via Carlo Montanari 1 a Verona.

Email inviata con successo

Marco Masini incontra i fan da Feltrinelli

10/03/2017 11:06

Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 2017 e a sei anni dal precedente album in studio, esce Spostato di un secondo, il nuovo album d'inediti di Marco Masini che incontra il pubblico e firma le copie del disco.

Spostato di un secondo, contiene il brano omonimo con cui l’artista ha partecipato in gara nella sezione “Campioni” al 67° Festival di Sanremo. Questa la tracklist dell’album, prodotto da Diego Calvetti: “Ma quale felicità”, “Nel tempo in cui sono tenuto a restare”, “Spostato di un secondo”, “Tu non esisti”, “Invece di scriverti una canzone”, “La massima espressione d’amore”, “Guardiamoci negli occhi”, “All’altro capo di un filo”, “Qualcosa che cercavi altrove”, “La vita comincia”, “Una lettera a chi sarò” e “Signor Tenente” dell’indimenticabile amico e collega Giorgio Faletti con cui Masini si è esibito nella serata “Cover” al Festival. Il brano che dà il titolo al disco e che Masini ha portato sul palco dell’Ariston è stato scritto dallo stesso Masini con Zibba e Diego Calvetti che lo ha anche prodotto. Il prossimo 30 aprile partirà il tour (prodotto e organizzato da ColorSound) con cui Marco Masini presenterà al suo pubblico il nuovo disco.

La partecipazione all’evento è libera e gratuita fino ad esaurimento posti.

Per avere accesso prioritario al firmacopie, acquista il disco alla Feltrinelli di Verona e ritira il pass.

*1 pass per ogni cd acquistato, fino a esaurimento.

Email inviata con successo

Fresu e Bollani I primi del Verona Jazz

10/03/2017 10:59

Un’inaugurazione che ha il nome di Paolo Fresu il 21 giugno. Un proseguo che si chiama Stefano Bollani il 24 giugno. Sono i primi due appuntamenti confermati del Verona Jazz, la tradizionale rassegna veronese dedicata alle eccellenze del jazz nazionale e internazionale in scena al Teatro Romano, nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese.

Una storia, quella del Verona Jazz, lunga 44 anni. Un racconto in musica con un tema preciso, lo stesso da sempre, ogni anno accuratamente e personalmente interpretato da artisti differenti, prevenienti da luoghi diversi, interpreti di culture distanti, ma tutti riconducibili alla stessa appartenenza musicale, allo stesso amore per il jazz.

Quest’anno saranno Fresu e Bollani a portare sul palco del Teatro Romano il loro racconto in musica: Fresu con il “Devil Quartet”, la sua formazione più importante, dove sarà accompagnato da Bebo Ferra (chitarra) Paolino Dalla Porta (basso) e Stefano Bagnoli (batteria) e presenteranno in anteprima assoluta alcuni brani del loro album in uscita nei prossimi mesi; Bollani, invece, porterà il suo “Napoli Trip” con la straordinaria partecipazione della voce femminile di Flo.

Saranno due storie diverse. Fresu sceglie l’invenzione continua, un jazz carico di una straordinaria energia dinamica, Stefano Bollani dipinge in musica Napoli, le sue tradizioni, i suoi scorci, la sua anima.


21 GIUGNO PAOLO FRESU – DEVIL QUARTET

Musica "melangé" la definisce Fresu ma, in realtà, solo di jazz si tratta, sia pure spinto in avanti, sia pure meticciato con altri linguaggi, ma carico di una straordinaria energia dinamica e colmo di buone invenzioni. Con Fresu il chitarrista Bebo Ferra, il bassista Paolino Dalla Porta e il batterista Stefano Bagnoli, tre autentici assi dell'Italian Style.

Fresu, in questa occasione gioca sui dialoghi, punta la tromba, o il flicorno, verso Ferra e intreccia un fitto tessuto di domanda e risposta (riecheggia l'antico canone africano?), poi si lega al basso di Dalla Porta e allora il dialogo si fa più ritmico, mentre Bagnoli lega il tutto con un drumming intenso e con uno splendido lavoro con le spazzole. Fresu è chiuso nel bozzolo di una invenzione continua, non importa quale sia il titolo del tema, è sempre musica sua, intrisa di una tenera felicità, sia quando si abbandona a un lirismo quieto, sia quando si scapicolla su ritmi più dinamici. E gli altri con lui Ferra con la sua puntuta, un fraseggio asciutto, introverso, Dalla Porta che fa "ronfare" il basso con suoni straordinari, Bagnoli capace di una presenza continua. Fresu finisce il set con "Ninna nanna per Andrea" poi, richiamato a gran voce, il quartetto dissacra con ironia un tema da "Porgy and bess" di Gershwin e il pubblico è definitivamente conquistato.


24 GIUGNO STEFANO BOLLANI - NAPOLI TRIP feat FLO

“Napoli Trip” altro non è che un affresco della città campana, con i suoi colori, le sue tradizioni, i suoi suoni. Lo spettacolo è un viaggio, un’avventura tra le vie, gli scorci più belli della città campana, dove a condurre è la musica. Una musica che affonda le radici nella tradizione partenopea per poi mescolarsi con i brani scritti da uno dei più famosi jazzisti italiani. Il risultato è uno spettacolo armonico, dove generi diversi si incontrano per fondersi insieme, grazie alla maestria di musicisti come Daniele Sepe, Nico Gori e Jim Black, e alla voce di Flo, giovane cantante che porta sul palco la sua Napoli, città natale raccontata con una voce inconfondibile.

Email inviata con successo

Altro Teatro: Yesterday Una storia di Alzheimer

08/03/2017 16:59

Undicesimo appuntamento venerdì 10 marzo al Teatro Camploy alle 20.45 con la rassegna L'Altro Teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven (Circuito Teatrale Regionale), con Ersilia Cooperativa e con EXP. In programma Yesterday. L’ultimo gioco - Una storia di Alzheimer, spettacolo prodotto dal Teatro Scientifico - Teatro Laboratorio e interpretato da Jana Balkan, Isabella Caserta e Francesco Laruffa che ne curano anche la regia.

Ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale e lo spettacolo – che è ispirato a una storia vera – tratta la sempre più diffusa malattia dell'Alzheimer.

«Abbiamo cominciato a indagare questa patologia – spiegano i tre interpreti – attraverso un lavoro di ricerca, interviste, testimonianze e incontri fatti con gli anziani, i famigliari e le badanti che li assistono. La perdita della memoria è una malattia che complica tutto perché fa smarrire il senso delle cose, fino a farle sparire nell’indistinto. È un naufragare inesorabile verso il niente. È un lento irreversibile smarrirsi nel silenzio e nell’assenza. Lo spettacolo oscilla tra ricordi e presente, tra visioni della mente e realtà. Abbiamo visto un’anziana al funerale del figlio ad un certo punto smettere di piangere perché non si ricordava più che ci facesse là. E ha detto: “Portatemi via, chi è quello là dentro?”. Da questa esperienza è scaturita la nostra ricerca e questo lavoro. Tra le tante storie che abbiamo conosciuto direttamente o indirettamente, abbiamo scelto di raccontarne una».

Email inviata con successo

Pucci fa tripletta E arriva al Romano

07/03/2017 11:20

Si dice che non ci sia due senza tre. Detto fatto. Dopo due sold out, rispettivamente a Cerea il 12 novembre e a Villafranca il 5 marzo, l’“In..tolleranza zero” di Pucci non si accontenta e ritorna a Verona per invadere il Teatro Romano il 26 maggio all’interno della rassegna “Comici”.

Sarà il comico milanese a dare il via alla manifestazione dedicata alla comicità, che vede in programma come secondo appuntamento lo spettacolo di Giuseppe Giacobazzi in scena il 28 maggio, sempre al Teatro Romano. Una location trasformata e adibita a punto di incontro per riflettere sulla vita, sulle sfide di tutti i giorni, che sono le nostre, ma anche quelle degli altri: il tutto guidato dalla sapiente ironia di due maestri della risata.

Il 28 maggio Pucci darà corpo alla fatica di vivere di chi, a 50 anni, si trova ad interagire con nuove e incomprensibili mode, nuove tecnologie, con la scuola della figlia e le devastanti e dispendiose attività extrascolastiche senza tralasciare gli acciacchi del mezzo secolo che si porta sulle spalle, costretto ad esami clinici ed esercizi fisici, per rimanere vitale in un mondo dove sono diventate indispensabili cose fino a poco tempo fa inutili e ridicole.

Pucci con i ritmi più incalzanti e l’energia a “ciclo continuo”, evita la satira politica, preferendo quella di costume, scegliendo la quotidianità come argomento centrale, dove il pubblico può ritrovare sul palco un pezzetto della propria vita, quella vita che rende tutti uguali, senza distinzioni.

Email inviata con successo

La bastarda di Instambul al Teatro Camploy

07/03/2017 09:48

Decimo attesissimo appuntamento oggi martedì 7 marzo al Teatro Camploy alle 20.45 con la rassegna L'Altro Teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven (Circuito Teatrale Regionale), con Ersilia Cooperativa e con EXP. In programma La bastarda di Istambul, spettacolo prodotto da Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi, tratto dall'omonimo romanzo di Elif Shafak con la regia di Angelo Savelli. Ne sono interpreti Serra Yilmaz, Valentina Chico, Riccardo Naldini, Monica Bauco, Marcella Ermini, Fiorella Sciarretta, Diletta Oculisti ed Elisa Vitiello Elif Shafak, indiscussa protagonista della letteratura turca, è una grande conoscitrice del passato e una profonda osservatrice del presente del suo Paese. Il suo romanzo La bastarda di Istanbul, campione di vendite in tutto il mondo, tradotto in più di trenta lingue, ha per tema centrale quel buco nero nella coscienza della Turchia che è la questione armena.

La bastarda del titolo è la giovane Asya. Nessuno nella sua casa di Istanbul – un gineceo popolato di mamme, zie e nonne – le sa dire o le vuole dire chi sia suo padre. L'unico uomo di casa, lo zio Mustafà, è da tempo emigrato in America dove ha sposato Rose, un’americana divorziata da un immigrato armeno (discendente da una famiglia scampata all'eccidio del 1915) da cui ha avuto una figlia, Armanoush. Quando, all’età di diciannove anni, la figlia di Rose decide di andare di nascosto a Istanbul per ritrovare le proprie radici armene e conosce la cugina Asya, la sua famiglia e i suoi amici, si accorge che l'odio ancestrale tra turchi e armeni si può superare. Un segreto lega infatti la Turchia all'Armenia, i turchi agli armeni, Asya ad Armanousch. Un segreto – che non verrà svelato – che ha l'aspetto di un'antica spilla di rubini a forma di melagrana.


Nata ad Istanbul nel 1954, Serra Yilmaz esordisce nel cinema nel 1983 come interprete del film Sekerpare di Atif Yilmaz. Nel 1987, grazie al film Albergo Madrepatria di Omer Kavur, arriva al successo internazionale e diventa una delle più apprezzate attrici turche. Dal 1988 al 2004 è attrice di punta del Teatro Municipale di Istanbul. Nel 1999 interpreta Harem Suare, il secondo film di Ferzan Ozpetek, regista del quale diventa attrice-icona interpretando anche

i successivi Le fate ignoranti, La finestra di fronte e Saturno contro, tutti film di grande successo. Dal 2004 al 2015 è stata la protagonista dello spettacolo-cult L'ultimo harem di Angelo Savelli ispirato alle Mille e una notte.

Email inviata con successo