GIUSTIZIA

Sentenza Agec, Tosi:
Pm si scusi con Klapfer

27/12/2014 10:40

"Chissà perché quando Matteo Renzi ricorda che un cittadino (Berlusconi o Vasco Errani tra quelli espressamente citati dal presidente del Consiglio) è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva il PD, anche veronese, non muove obiezioni mentre le muove quando, a ricordarlo, è il sottoscritto, dimenticando che i molteplici gradi di giudizio sono stati inseriti nella Costituzione nella consapevolezza che nessuno, nemmeno il magistrato, è infallibile".

Lo ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha lasciato passare le festività natalizie per calare il carico da 11 e commentare le sentenze emesse lo scorso lunedì sul caso Agec e sul suo ex vice, Vito Giacino.

"Nel rispetto delle valutazioni della magistratura - spiega Tosi -, a procedimenti giudiziari che nei casi Agec e Giacino non sono ancora conclusi in via definitiva e (ricordando, anche al Pd, che per esprimere con serietà valutazioni su una sentenza bisognerebbe prima averne lette le motivazioni, non ancora depositate) le osservazioni da fare sono più di una, fermo restando che non sono solo le questioni oggetto delle sentenze dei  giorni scorsi a sollevare oggi allarme sociale ma non bisogna dimenticare, come sembra fare il Governo attento solo a depenalizzare ulteriormente quei reati che evidenziano, oggi, una emergenza criminalità che colpisce sempre più il territorio e  i cittadini in maniera indiscriminata".

"Una situazione - aggiunge - che dovrebbe essere tenuta in più alta considerazione, perché se il Legislatore deve giustamente intervenire per punire adeguatamente chi commette reati amministrando la cosa pubblica, altrettanto dovrebbe fare nei confronti dei criminali che commettono reati contro il patrimonio che ad oggi, invece, restano quasi sempre impuniti e liberati il giorno dopo che sono stati tratti in arresto".


Tosi prosegue: "Altro tema sono qualche altra vicenda giudiziaria alle quali si è dato in questi giorni meno risalto: una ad esempio e' quella di una persona che nulla aveva a che fare con la politica e con l’Amministrazione: riguarda l’imprenditore altoatesino Martin Klapfer detenuto per 14 mesi (fra carcere e arresti domiciliari) con l’accusa di corruzione, ed in questi giorni assolto “perché il fatto non sussiste”. E' chiaro quindi che ci deve essere stato qualche macroscopico errore nelle fasi iniziali delle indagini, con decisioni che hanno pesantemente condizionato e penalizzato il Signor Klapfer, colpendolo non solo dal punto di vista personale ma anche nella propria attività imprenditoriale, fortemente danneggiata da tutto l’iter processuale. Danni umani ed economici che non potranno certo essere risarciti dalla ‘Giustizia’ che, anche se lo Stato pagherà per Klapfer il danno per i mesi di detenzione, non potrà mai sollevarlo dal peso delle preoccupazioni e delle sofferenze provate".


"Dispiace - sottolinea il sindaco di Verona .- che la conclusione di  questa vicenda non abbia avuto lo stesso risalto dato al momento dell'accusa e della detenzione. Credo che, per evitare provvedimenti di carcerazione preventiva ingiustificati e così lunghi,  nel tempo il Legislatore dovrebbe intervenire in modo più efficace di quanto ha fatto finora, anche chiamando a rispondere chi commette errori di questa entità che fanno scontare un anno e due mesi di detenzione a un cittadino poi giudicato innocente".


"La speranza - conclude Tosi - è che, almeno dal punto di vista personale, il Pubblico Ministero interessato dalle indagini si sia scusato con il diretto interessato per il danno causato in maniera non giustificata. Infine, osservando la richiesta di condanna di un Pubblico Ministero (12anni e 4 mesi) per l'ex Direttore di Agec, Ing. Tartaglia, erroneamente dipinto come persona corrotta e la pena inflitta ad Alberto Stasi (16 anni) per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, credo venga spontaneo chiedersi se il PM non abbia sbagliato le proporzioni della sua richiesta, peraltro non accolta dal collegio giudicante". 


 
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