ABUSI

Accuse pedofilia, vescovo Zenti: "Una montatura"

23/1/2009 - 14:05

"E' una vicenda che ci ha lasciato sgomenti - spiega mons. Zenti -, sono convinto che si tratta di una montatura, di menzogne". Il vescovo di Verona, riguardo a Giorgio Dalla Bernardina, presidente dell'Associazione Sordomuti 'Antonio Provolo' che ha portato alle luce i casi denunciati dagli ex allievi dell'istituto religioso, ha detto: "Io mi trovo tra l'incudine e il martello: il signor Dalla Bernardina e' un nostro diocesano, e' un mio fedele. Se voleva fare la guerra doveva corazzarsi, non usare la bicicletta e la baionetta da bersaglieri".

DIFESA. Il vescovo ha spiegato che gli episodi nel passato vanno circostanziati e analizzati, "Quello che risulta dall'Espresso e' da allucinazione". Ha quindi definito "Una vicenda losca, chiamare in causa monsignor Giuseppe Carraro (vescovo dal 1958 al 1978), per il quale e' stata avviata la causa di beatificazione, dicendo che un ragazzino fu accompagnato qui e nel salone dell'Episcopio, dove sto parlando, venne abusato". "Questo racconto da solo smonta tutto il teorema" ha sostenuto, dicendosi "amareggiato, ma fiducioso della verità, che viene sempre a galla".

TEOREMA. Il vescovo Zenti non ha dubbi sull'inconsistenza delle accuse di pedofilia mosse ad alcuni preti veronesi dai responsabili di un'associazione sordomuti. "E' un teorema inconsistente - ha detto  - fabbricato per ottenere i beni della congregazione".

DALLA BERNARDINA. Il presule ha ricostruito la vicenda e gli incontri avuti con Giorgio Dalla Bernardina, presidente dell'organismo che attraverso il settimanale l'Espresso ha dipinto un mondo di presunti orrori maturati oltre due decenni fa all'interno dell'istituto Provolo di Verona. Mons. Zenti ha ricordato che Dalla Bernardina avrebbe preteso di mantenere l'utilizzo di beni immobili appartenenti alla congregazione. "Chiuse la sua richiesta - ha sottolineato il vescovo - minacciando di intervenire con accuse di pedofilia".

STRUMENTALIZZAZIONE. Il vescovo di Verona ha definito la vicenda una "strumentalizzazione, infamante nei confronti di preti" realizzata "con testimoni improvvisati e inattendibili. Chiedo prove, non racconti inverosimili. Sono banalita' costruite con mentalita' aberrante ed e' aberrante che Dalla Bernardina strumentalizzi questi sordomuti".

SMENTITA. Mons. Zenti ha teso comunque una mano agli accusatori "Dalla Bernardina ripensi alla vicenda. Chiuda in modo dignitoso, con una smentita". In caso contrario il pastore della chiesa veronese e' pronto a ricorrere alle vie legali. "Non abbiamo nessun timore che si indaghi - ha concluso il vescovo - infangare una congregazione religiosa e una diocesi e' incivile".


 

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