CASTELVECCHIO

Adesso caccia ai quadri
Furto su commissione?

17/03/2016 16:32

E’ la sera dello scorso 19 novembre. Alle 18.39 il gruppo criminale arriva a Verona. Sulla Renault Clio Bianca e su un furgone Transit scuro, ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, ci sono i moldavi che hanno razziato il museo di Castelvecchio, portando via 17 tele dal valore inestimabile. Alle 19.35 i malviventi entrano in azione, vengono immortalati nel giardino di Castelvecchio. Armati di pistola fanno irruzione all’interno del museo. Si scagliano contro Francesco Silvestri, guardia giurata e la custode disabile. La donna viene immobilizzata a terra, derubata di 300 euro e di telefonino. Silvestri, come se fosse ammanettato, viene trascinato dai criminali, che iniziano a staccare le tele dai muri. Vanno a colpo sicuro, ne prendono 17, tra cui la Madonna della Quaglia di Pisanello e la Madonna allattante del Tintoretto. La sicurezza dei movimenti fa pensare, primo che conoscano alla perfezione la posizione delle opere e secondo che stiano mettendo a segno un furto su commissione, di almeno tre o quattro dipinti. Caricano la refurtiva sul furgone e sulla Lancia Phedra della guardia giurata e quindi scappano. Ma le telecamere li pizzicano ancora, così come chiare sono le targhe dei mezzi. L’ultimo contatto visivo è a Brescia: sono le 23.22. E’ questo il film del colpo del secolo, magistralmente risolto dalla Procura di Verona che ha coordinato Polizia e Carabinieri. 4 mila ore di video sezionati fotogramma per fotogramma, quattro mesi di intercettazioni telefoniche.

In 12 sono finiti in carcere, tra loro proprio la guardia giurata, Francesco Silvestri, ritenuto dagli inquirenti la mente del colpo. Conosceva perfettamente i sistemi di allarme del museo e il suo coinvolgimento è parso fin da subito evidente. Il giorno del colpo si è presentato al lavoro in anticipo, evento mai accaduto prima, e gli inquirenti sono rimasti colpiti anche da un paio di particolari legati alla sua auto, la Lancia Phedra, rubata dalla banda per portare via le tele. Quel 19 novembre non aveva i sedili posteriori e il serbatoio era pieno. Da tempo aveva in mente il colpo grosso e così ha messo insieme la squadra composta dal fratello gemello Pasquale, dalla fidanzata di quest’ultimo Svitlana Caciuk e altri nove criminali professionisti moldavi. Un sodalizio collaudato che già la sera prima del colpo aveva fatto un sopralluogo al museo. Ora cinque sono a Montorio, mentre gli altri sette sono i Moldavia e li molto probabilmente resteranno per il processo a loro carico. Arrestati i colpevoli, rimangono da trovare le opere. Il pm Gennaro Ottaviano è convinto che siano suddivise in parte in Moldavia e in parte in Transnistria, piccolo stato indipendente proprio della Moldavia. Bisogna trovarle a più presto, sperare nel loro buono stato di conservazione e finalmente rimetterle dove devono stare, al Museo di Castelvecchio.


 
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