PARLA L'ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI BERTACCO

Giovane pakistana
segregata dalla famiglia

17/05/2018 14:16

Viveva a Verona dal 2008 la 19enne pakistana costretta ad abortire dalla famiglia che con l’inganno l’ha fatta tornare in patria, dove ora è tenuta segregata dalla madre e dalla sorella. “Dal settembre 2017 - ha spiegato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Verona , Stefano Bertacco - la giovane era conosciuta dai nostri servizi ed era stata accolta in una struttura protetta in seguito all’intervento della Squadra mobile della Questura che aveva ricevuto la segnalaIone che la ragazza, maggiorenne, era tenuta in casa contro la sua volontà”.

Secondo quanto si è appreso il padre aveva già subito denunce per violenza in famiglia.

“Dopo otto giorni - ha proseguito l’assessore - la ragazza ha aderito al Progetto Petra, la struttura che si occupa delle violenze sulle donne, in particolare tra le mura famigliari. E’ stata ospitata in un appartamento protetto del Centro fino al 9 gennaio, quando ha comunicato che si era riconciliata con la famiglia e le è stata concessa, essendo maggiorenne, la libertà di scegliere e tornare a casa dai genitori”.


L’assessore Bertacco ha poi spiegato che la giovane aveva anche chiesto di continuare a partecipare agli incontri di mutuo-aiuto organizzati dal Centro Petra con le donne vittime di violenze in famiglia, “ma non ha mai partecipato. Ha comunicato che era andata in vacanza. Poi si è appreso che era tornata in Pakistan per il matrimonio del fratello, probabilmente è stata una scusa per farla allontanare da Verona. In seguito al Centro Petra si è presentato il fidanzato ed è scattato l’allarme”.

Stefano Bertacco, che è anche senatore, ha poi ribadito che “non c’è nessuna volontà da parte della famiglia di lasciare libera la ragazza che, a quanto ci è stato riferito, le sono stati sottratti i documenti ed è costantemente sorvegliata dalla madre e dalla sorella”.

Si è inoltre appreso che il padre e il fratello sarebbero a Verona, dove il genitore gestisce un negozio. Il Comune di Verona ha confermato la piena disponibilità ad accogliere nuovamente la ragazza in qualche casa protetta.

“Purtroppo la situazione si è spostata in Pakistan, ci stiamo muovendo tutti ma essendo cittadina pakistana anche la Farnesina non ha molti margini di intervento. Di sicuro ad oggi non c’è nessuna testimonianza di come la ragazza è stata portata in Pakistan” ha concluso il sen. Bertacco.


 
  • Io

    il 18/05/2018 alle 06:25 “Basta”
    Basta mettere in galera il padre ed il fratello a vita.... Chiudere il negozio per sempre!.... Ma noi paese buonista del cazz....accettiamo tutto e tutti consapovoli che questi rifiuti sociali islamici segregano donne e figli.... Lo sanno tutti. E nessuno fa NIENTE! Parlate in continuazione di schiavismo.... Bene queste donne sono vere schiave e noi complici dei loro aguzzini.... Che schifo. VIA I MUNSULNANI DALL ITALIA!
     
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