VINITALY 2018

OperaWine, gli
"oscar" del vino

14/04/2018 16:10

Dal 2012 è la vetrina dei migliori vini italiani del mondo. Una sorta di “Oscar” assegnati ai produttori del Belpaese, selezionati dalla più prestigiosa e autorevole rivista mondiale del settore. A Verona, al Palazzo della Gran Guardia, torna OperaWine, settima edizione dell’esclusivo appuntamento su invito con i vini delle 107 cantine, delle quali 13 nuove, selezionate da Wine Spectator per il Grand Tasting di quest’anno. L’inaugurazione è prevista alle ore 15, alla presenza del presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, del sindaco di Verona, Federico Sboarina e del viceministro del ministero dell’Agricoltura, Andrea Olivero.

“E’ un grande pregio e un onore avere come anticipazione di Vinitaly questo grande evento, organizzato da Wine Spectator, la più importante rivista del mondo dedicata al settore vinicolo - ha detto Maurizio Danese, presidente di Veronafiere -. Quest’anno sono 107 i migliori vini italiani presenti sul mercato americano selezionati per questa edizione di OperaWine".

“Ci sono 13 newentry - ha aggiunto - e ci sono vini selezionati da tutte le regioni italiane, perché questo è un accordo stretto tra Vinitaly e OperaWine, tutta l’Italia vinicola deve essere rappresentata, in modo da far capire al mondo degli Stati Uniti, la biodiversità del vino italiano in tutto il Paese”.

Primo mercato al consumo del mondo, gli Stati Uniti continuano ad essere trainanti per l’export italiano di vino, con previsioni di crescita del 22,5% in cinque anni, secondo le previsioni del focus Paese di Vinitaly/Nomisma Wine Monitor “Il futuro dei mercati, i mercati del futuro: Italy first in America?”,che verrà presentato nel corso dell’inaugurazione di Vinitaly domenica 15 aprile. Da qui la sfida di rinnovare l’immagine dell’Italia enologica per conquistare i Millennial, offrendo ai buyer, agli operatori e ai giornalisti invitati ad OperaWine un nuovo punto di vista.

“E’ un rapporto consolidato, ma ogni anno è nuovo, questa una cosa straordinaria - ha spiegato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani - perché sottolineato che ogni anno la selezione dei 100 vini top vede novità e questo agevola anche la comunicazione di chi migliora la propria qualità sul mercato”. “E poi - ha proseguito - naturalmente c’è il fattore Wine Spectator, per noi è molto importante in quanto vuol dire grande comunicazione su quello che è il più grande mercato del vino nel mondo, l’America”.

“Ma non solo, perché poi dall’America, come sempre, le tendenze vanno in tutto il mondo e quindi è un grande spot per il vino italiano” ha concluso Mantovani. Anche quest’anno la Toscana si conferma regione “regina” con 25 vini selezionati, sul podio anche Piemonte e Veneto, rispettivamente con 16 e 15 prodotti. I rossi ovviamente fanno la parte dei padroni con 85 vini selezionati, 14 i bianchi, 5 spumanti e 3 passiti. Per questa edizione l’evento si veste con la street art di Shepard Fairey. Proprio al famoso americano si rifà il concept grafico allestito al Palazzo della Gran Guardia. OperaWine è l’unico evento di Wine Spectator in Italia. Bruce Sanderson e Alice Napjus della prestigiosa rivista americana hanno presentato “Le copertine iconiche di Wine Spectator: Italia 1978-2018”: in 40 anni, 45 edizioni della rivista dedicate al vino italiano.


 
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