LE PAROLE DELL'ASSESSORE ALLA CULTURA

Verona in Love, "Il
marchio è del Comune"

14/02/2018 14:46

"Il Comune di Verona è l’unico, indiscusso proprietario del marchio d’impresa "Verona in Love", registrato alla Camera di Commercio dal febbraio 2005 e rinnovato dieci anni dopo. Nel 2015, in occasione del rinnovo, il marchio originale, composto dalla scritta Verona in Love con un cuore stilizzato sullo sfondo, è stato ampliato con lo slogan 'Se ami qualcuno portalo a Verona'. Mettiamo, una volta per tutte, i puntini sulle ‘i’ - afferma l’assessore alla Cultura Briani – anche per rispetto di chi, da tanti anni ormai, lavora per rendere ogni nuova edizione di Verona in Love sempre più attrattiva e coinvolgente".

La manifestazione, nata per festeggiare la giornata dedicata agli innamorati, è stata pensata e ideata nel 2005 dall’allora assessore al Turismo Francesca Tamellini, con l’obiettivo, ampiamente raggiunto, di promuovere l’immagine di Verona come città dell’Amore non solo a livello internazionale. Contestualmente, come da documentazione in possesso degli uffici comunali oltre che della Camera di Commercio, è stato registrato il marchio per la realizzazione di tutti gli eventi legati alla manifestazione. Uno slogan semplice ma ad affetto che, dopo dieci anni, è stato rinnovato e ampliato con la dicitura ‘se ami qualcuno portalo a Verona’, un rafforzativo per invogliare ancora più innamorati e turisti ad essere in città in occasione di San Valentino. La prossima scadenza con l’ufficio brevetti e marchi della Camera di Commercio è il 2025, fino ad allora il Comune rimane l’unico ente titolato su Verona in Love, rassegna che vogliamo far crescere ancora con progetti legati alla cultura e al territorio.

"L’unico elemento della rassegna non di proprietà del Comune - precisa l’assessore -, era il grande cuore rosso collocato al centro di piazza dei Signori, di proprietà della Provincia. E visto che quest’anno non era più la Provincia l’ente interlocutore per la programmazione della manifestazione, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno non utilizzare un marchio non proprio. Da qui la decisione di sostituire il grande cuore circondato dai banchetti con due cuori rossi più piccoli ma sovrapposti, e con i banchetti collocati più ai margini della piazza”.


 
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