A VERONAFIERE

Le nuove oppurtunità
di export per le Pmi

12/02/2018 17:26

Il 2017 si è chiuso con buone notizie e qualche campanello di allarme per l’olio di oliva italiano, e con questo scenario aprono il 19 febbraio a Veronafiere gli EVOO Days, i due giorni di formazione e networking di Sol&Agrifood per la filiera dell’olio extravergine di oliva di qualità, giunto alla seconda edizione.

Bene la produzione, che dovrebbe attestarsi sulle 370.000 tonnellate dopo il crollo dei due anni precedenti; meno positive le notizie che arrivano dai mercati internazionali, con l’export in flessione del 17% nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2016, in controtendenza rispetto all’agroalimentare nel suo insieme. Si tratta di una perdita in termini di volume pari a 50 mila tonnellate e della posizione di primo Paese importatore in Usa e Giappone a favore della Spagna, mentre si assiste anche a una riduzione dei consumi di olio nazionale in Germania, Francia e Belgio.

«Sono numeri – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere - che ci obbligano a interrogarci sulla necessità di fare aggiornamento e formazione, in particolare per le PMI, per supportare il sistema e prepararlo ad affrontare al meglio nuove culture e nuove sfide. È quello che facciamo con gli EVOO Days, proponendo un modello di networking al di fuori della fiera business rappresentata da Sol&Agrifood, in grado di mettere a confronto i diversi attori su tutti gli aspetti della filiera con consulenti ed esperti spesso non alla portata economica di aziende di piccole dimensioni».

Agli EVOO Days si parla di tecniche di produzione e, partendo dai dati di mercato, si arriva fino alla commercializzazione e all’export, passando dalle scelte strategiche di immagine e marketing, anche con approcci innovativi, tecnologici e 2.0. «Obiettivo: far crescere le imprese e aiutarle a mantenere il ruolo guida dell’Italia nel mondo».

+Focus e sfida di questa edizione la Cina, dopo Giappone e Taiwan nel 2016. Il Paese asiatico sta dimostrando di amare l'olio di oliva nazionale visto che, in controtendenza rispetto ai dati generali, ha visto crescere l'import dall’Italia del 31% nei primi nove mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016, fino a 6.633 tonnellate. Un bel balzo in avanti, in linea con il trend in atto, che ha visto triplicare in una decina di anni le importazioni cinesi fino ad arrivare alle attuali 35.000 tonnellate.

Una passione che ha visto anche la nascita di una olivicoltura locale e la produzione di circa 5.000 tonnellate di olio, che comunque rappresentano solo una goccia nel mare di un mercato di 1,4 miliardi di persone.


 
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