SPETTACOLI

Otello, al Filarmonico
dopo 30 anni

05/02/2018 17:43

Odio, invidia, gelosia, egoismo. Nella tragedia shakespeariana di Otello si mescolano i sentimenti più bassi dell’uomo, che Giuseppe Verdi ha messo in musica dopo un lungo silenzio, nel 1887, per raccontare in lirica il più famoso delitto passionale della storia della letteratura.

E proprio sull’odio si concentra Francesco Micheli nella regia dell’opera in scena al Teatro Filarmonico fino a domenica 11. Ne fa il fulcro della vicenda: il male che si insinua col dubbio nella paura e la trasforma in violenza. Un spazio incubo è schiacciato da un cielo cupo, nero e avvolgente come la notte, inesorabile come il destino che porta i personaggi alla distruzione.

La lettura del direttore Fogliani è ispirata allo stile di Arturo Toscanini: asciutta e severa, per descrivere senza orpelli la «banalità del male» e il pubblico, quasi da tutto esaurito, apprezza. Applausi anche per gli interpreti Kristian Benedikt, Vladimir Stoyanov, Monica Zanettin e per un’opera che mancava a Verona da quasi 30 anni.

In replica domani, 6 febbraio, alle 19, giovedì alle 20 e domenica alle 15.30.


 
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