GERIATRIA

Cuore, guadagnati
15 anni di giovinezza

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30/06/2012 09:16

In meno di mezzo secolo, il cuore degli italiani ha 'guadagnato' 15 anni di giovinezza. Grazie a cure e prevenzione, infatti, oggi la 'terza eta'' cardiaca inizia intorno ai 70 anni e non più a 55-60 come fino a quaranta anni fa. La 'prova' è che l'infarto, ad esempio, ha una media di esordio appunto a 70 anni, rispetto ai 55 del 1960. E se lo scompenso cardiaco si presentava a 60 anni tra i nostri nonni, oggi si evidenzia intorno ai 75, mentre la fibrillazione atriale insorge intorno a 80 anni e non più a 65. Ad evidenziare questo nuovo 'trend' di longevità sono i cardiologi in occasione del primo congresso nazionale della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe), in corso a Verona. Tra il 1960 e il 2010, rilevano, abbiamo guadagnato circa 14 anni di speranza media di vita. Migliore prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari sono appunto alla base di questo fenomeno che i medici definiscono "epocale". Dagli anni '80 ad oggi, inoltre, si sono registrate ogni anno circa 42 mila morti in meno per malattie cardiovascolari e siamo quindi riusciti a ritardare l'età di insorgenza di varie patologie. Di questo passo, affermano i cardiologi, potremo gradualmente raggiungere il limite biologico oggi ipotizzato di 120 anni, potendo scommettere su circa 40 anni di vita in più oltre gli 80. E probabilmente, è la previsione degli esperti, saranno sufficienti 10 o 20 anni per raggiungere questo obiettivo. "In cinquant'anni - spiega il presidente SICGE, Niccolò Marchionni - l'attesa di vita è cresciuta di 14 anni. I motivi sono presto detti: una maggiore prevenzione delle malattie cardiovascolari, con maggior cura di ipertensione e ipercolesterolemia, successo delle campagne anti-fumo, e migliori procedure della cardiochirurgia che hanno consentito di programmare interventi fino a qualche anno fa impensabili anche nei 70enni, oggi eseguiti con successo anche nei 90enni". Il risultato, rileva il vicepresidente Sicge Alessandro Boccanelli, é che "abbiamo creato dei 'mostri tecnologici': Dal punto di vista farmacologico, delle procedure, della prevenzione, abbiamo cioè portato le persone a vivere fino a 90 anni senza problemi". Un risultato fino a pochi anni fa impensabile: "Non solo è aumentata l'aspettativa di vita - sottolinea anche il direttore della Medicina d'Urgenza del Policlinico Gemelli di Roma, Giuseppe Zuccalà - ma si è incrementata di pari passo la sopravvivenza in autosufficienza e in assenza di disabilità tipiche degli anziani. Inoltre, con la prevenzione cardiovascolare siamo anche riusciti a ritardare il decadimento cognitivo dell'anziano". Tutto questo, concludono gli esperti, con effetti importanti anche in termini di minore spesa in assistenza per il nostro Sistema sanitario nazionale.


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