FURTI
Ladri moldavi,    <br/>arrestati e liberati

Ladri moldavi,
arrestati e liberati

I Carabinieri della stazione di Bussolengo hanno arrestato due pregiudicati moldavi in flagranza di reato di furto aggravato in appartamento. I militari hanno bloccato i due stranieri, rispettivamente di 24 e 22 anni, mentre forzavano la finestra di un’abitazione privata. I malviventi hanno tentato la fuga, ma sono stati raggiunti e ammanettati dai carabinieri, che hanno sequestrato refurtiva rubata da un garage e arnesi atti allo scasso. Nel processo per direttissima il Gip ha convalidato gli arresti, rimettendo in libertà i due indagati; per uno dei due è stato disposta la misura dell'obbligo di firma perché tre settimane fa aveva tentato di svaligiare un negozio di ottica con la tecnica del "buco".
ARGOMENTO
Furti in centro, manette  <br/>a coppia di serbi

Furti in centro, manette
a coppia di serbi

Una coppia di serbi, marito e moglie, Nenad Rudinac, 49 anni e Slavica Rudinac, 44, sono stati arrestati dai Carabinieri per tentato furto aggravato in alcuni negozi del centro. I due, residenti nella provincia di Verona, avevano rubato articoli per un valore di 200 euro.
CARABINIERI
Borseggi, Commesse fanno   <br/>arrestare tre bulgare

Borseggi, Commesse fanno
arrestare tre bulgare

Altre tre donne bulgare sono state arrestate in centro storico dai Carabinieri per il reato di tentato furto aggravato. Le donne farebbero parte delle bande di borseggiatrici che a ondate arrivano in città in concomitanza con i periodi maggiormente legati al turismo. "Ormai abbiamo perso il conto, siamo a circa una trentina di arresti" ha spiegato Luca Mariano, il comandante del nucleo radiomobile dei Carabinieri. "E' un'indagine che non pensavamo potesse avere risvolti così ampi ma che continua grazie al lavoro dei nostri militari, anche in borghese, ma soprattutto alla collaborazione con i negozianti e le commesse delle via che col tempo hanno imparato loro per prime a riconoscere eventuali persone sospette". Sarebbero state proprio alcune commesse ad inviduare, seguire fino a far arrestare in due diversi interventi le tre donne finite in manette Ginka Ivanova, di 31 anni, incinta all'ottavo mese e madre e figlia, Albena Georgieva, 41 anni e Petya Nikolova, 19 anni.
AERONAUTICA
Inseguono aereo turco        <br/>Rotto il muro del suono

Inseguono aereo turco
Rotto il muro del suono

La versione ufficiale è appena arrivata dall'Aeronautica. I due boati che si sono sentiti in tutta la provincia di Verona e pure in quella emiliana intorno alle 15.40 di oggi pomeriggio sono stati provocati, come si era detto, da due aerei che hanno abbattuto il muro del suono. Vero, ma non durante un'esercitazione come qualcuno in un primo momento aveva lasciato intendere. I due aerei sono decollati da Grosseto in procedura d’allarme, altrimenti detta procedura supersonica, per inseguire un aereo partito dalla Turchia, e diretto a Ginevra, senza dare nessuna comunicazione. Rompendo il muro del suono i due aerei italiani sono riusciti ad intercettare il mezzo turco che poco dopo, mettendosi in comunicazione con l'Aeronautica miliatare, si è scusato per il mancato avviso e ha comunicato il piano di volo.
AERONAUTICA
Inseguono aereo turco        <br/>Rotto il muro del suono

Inseguono aereo turco
Rotto il muro del suono

La versione ufficiale è appena arrivata dall'Aeronautica. I due boati che si sono sentiti in tutta la provincia di Verona e pure in quella emiliana intorno alle 15.40 di oggi pomeriggio sono stati provocati, come si era detto, da due aerei che hanno abbattuto il muro del suono. Vero, ma non durante un'esercitazione come qualcuno in un primo momento aveva lasciato intendere. I due aerei sono decollati da Grosseto in procedura d’allarme, altrimenti detta procedura supersonica, per inseguire un aereo partito dalla Turchia, e diretto a Ginevra, senza dare nessuna comunicazione. Rompendo il muro del suono i due aerei italiani sono riusciti ad intercettare il mezzo turco che poco dopo, mettendosi in comunicazione con l'Aeronautica miliatare, si è scusato per il mancato avviso e ha comunicato il piano di volo.
DISPERSI
Tragedia Perù, famiglia   <br/>Magnani assume detective

Tragedia Perù, famiglia
Magnani assume detective

Restano ufficialmente nella lista dei dispersi ma diminuiscono ogni giorno di più le speranze di trovare in vita l'albergatore veronese Marco Magnani ed il figlioletto Gabriel, 5 anni, coinvolti nel naufragio di un barcone sul fiume Maranon, in Perù, in cui è morta la mamma del piccolo, Yanina Cristina Akintui Ruiz, 23enne. Con loro mancano all'appello altre 9 persone. I corpi di Magnani e del figlio non sono stati ancora trovati, ha confermato oggi il fratello dell'albergatore, Flavio, ma le ricerche stanno proseguendo, seppur tra difficoltà. La zona del disastro, Baguà, a 12 ore di auto da Lima, è isolata ed impervia. Ieri pioveva forte ed i contatti radio - gli unici che le autorità peruviane hanno con i soccorritori - erano interrotti. La famiglia Magnani ha intanto fatto assumere in loco un investigatore privato, per seguire da vicino le indagini sul naufragio. Flavio Magnani, che viene aggiornato dai parenti della cognata e dall'ambasciata italiana a Lima, ha sottolineato l'assenza di sicurezza nei mezzi di navigazione locali; non è chiaro, ha spiegato, se a bordo vi fossero almeno dei salvagenti, dato che chi è scampato alla tragedia lo ha fatto aggrappandosi a bidoni di plastica. Per il Perù è partita intanto anche la mamma di Cristina Akintui Ruiz, che vive anch'essa nel veronese, a Bardolino. Pare confermato intanto che Marco Magnani e la moglie sia spariti nelle acque del Maranon per un grande atto di coraggio: dopo il naufragio erano riusciti entrambi a raggiungere la riva, ma si sono rituffati nel fiume quando hanno visto che il figlioletto annaspava nell'acqua.
MISTERO
Boati, pare colpa  <br/>di aerei supersonici

Boati, pare colpa
di aerei supersonici

Pare che il boato sia stato provocato dall'abbattimento del muro del suono da parte di aerei in esercitazione nei cieli della Romagna. Sarebbe questa la causa dei due boati che si sono avvertiti distintamente in tutta la Provincia di Verona alle 15.40 di oggi pomeriggio. Ancora non è arrivata una conferma ufficiale ma pare l'ipotesi più accreditata.
MISTERO
Due boati, si cerca di      <br/>capire cosa sia successo

Due boati, si cerca di
capire cosa sia successo

Alle 15.40 due boati si sono sentiti distintamente in tutta la città e la provincia. Da quel momento, al centralino dei Vigili del Fuoco e alla nostra redazione, sono arrivate centinaia di telefonate per cercare di capire che cosa sia successo. Pare che si siano sentiti ovunque, nel raggio di decine e decine di chilometri.In questo momento ancora non si può dire con certezza che cosa sia successo, rimane il mistero. Potrebbe essersi trattato di qualche aereo militare che ha rotto il muro del suono ma si tratta ancora di una notizia non confermata.
GIALLO
Morti Casette, autopsia      <br/>conferma ipotesi CO2

Morti Casette, autopsia
conferma ipotesi CO2

Anche la seconda autopsia non ha dato certezze assolute sulle cause della morte dei coniugi Berardo, trovati privi di vita domenica scorsa nel loro alloggio popolare a Casette di Legnago. Tuttavia anche la necroscopia eseguita oggi all'ospedale di Legnago sul corpo di Daniele Berardo, 60 anni, lascia spazio all'ipotesi di una morte causata dal monossido di carbonio. Come per la moglie 56enne, Antonietta Cristofoli, infatti anche sul corpo dell'uomo non è stato trovato nessun elemento utile per sviluppare altre ipotesi di decesso, pertanto la fuga di gas resta la causa più verosimile. La conferma definitiva comunque si potrà avere soltanto dopo i risultati dell'esame tossicologico e per questo sono stati compiuti alcuni prelievi di organi e sangue che sono stati inviati al laboratorio di Medicina legale.
MALAVITA
Delinquenti scatenati,      <br/>una rapina e uno scippo

Delinquenti scatenati,
una rapina e uno scippo

Doppio colpo dei banditi nella serata di ieri. Gli agenti delle Volanti sono intervenuti per una rapina avvenuta in Corso Milano. Uno sconosciuto travisato con un passamontagna e armato verosimilmente di pistola si è introdotto in un centro abbronzatura e direttosi alla cassa se ne è fatto consegnare il contenuto. Magrissimo il bottino: solo 60 euro.Più “redditizio”, invece, uno scippo avvenuto poche ore dopo in Piazza San Zeno. I poliziotti, accorsi sul posto per dare soccorso ad una cittadina italiana 60enne hanno appreso direttamente dalla sua voce che, poco prima, in piazza, le si era avvicinato un uomo di colore il quale, dopo averle strappato al borsa, era fuggito verso Piazza Corrubio. Nella borsa, oltre al telefono ed alcune carte di credito, erano contenuti un centinaio di euro in contanti.
FRODE
Falsi prodotti biologici    <br/>Denunciati tre veronesi

Falsi prodotti biologici
Denunciati tre veronesi

Ci sono anche tre veronesi tra le persone accusate di far parte di un'organizzazione che importava falsi prodotti biologici con false attestazioni dall'est europeo.A quasi due anni dall'avvio delle indagini della Guardia di Finanza di Pesaro salgono a 35 le persone denunciate. Ulteriori investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro e dal Nucleo Investigativo dell'Ispettorato Repressione Frodi di Roma (Icqrf), hanno fatto emergere elementi di prova nei confronti di altri otto indagati: B.M. 29 anni, G.L. 51 anni e S.D. 47 anni di Verona; B.A. 50 anni e G.L. 61 anni, (Ravenna); G.R. 40 anni e M.P. 54 anni (Forlì), D.A. 49 anni, (Bologna). La procura di Pesaro ha esteso anche a loro i reati di associazione per delinquere transnazionale, in quanto ''responsabili di aver promosso e partecipato, anche avvalendosi di società estere appositamente costituite, ad attestare la falsa certificazione dei prodotti agricoli convenzionali come biologici''. Gli otto sono stati denunciati ''quali soci e/o amministratori di società importatrici di merce o nella veste di responsabili di organismi di controllo preposti alla certificazioni dei prodotti derivanti da agricoltura biologica, che, a partire dall'anno 2010, hanno immesso nel circuito del mercato biologico italiano ingenti quantitativi di granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all'alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino), provenienti sia da Paesi extra Ue (Moldavia, Ucraina e Kazakhstan) che Ue (Romania)''. Al momento sono state sequestrate oltre 2.200 tonnellate di granaglie, falsamente certificate biologiche, per un valore complessivo pari a circa 3 milioni di euro e permesso di denunciare 35 persone, coinvolte nel traffico illecito di prodotti agricoli. Il Gip del Tribunale di Pesaro, Raffaele Cormio, ''ha emesso nei confronti degli otto responsabili, da ultimo denunciati, il provvedimento di sequestro preventivo per "equivalente", di beni mobili ed immobili, (terreni, edifici, conti correnti ed autovetture) fino all'ammontare complessivo di oltre 26 milioni di euro, corrispondenti all'illecito profitto incassato dall'associazione per delinquere''.
ARRESTO
Furto e resistenza,  <br/>in manette marocchino

Furto e resistenza,
in manette marocchino

Un pregiudicato marocchino 30enne è stato arrestato dai Carabinieri di Nogara con l'accusa di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. L'uomo è stato sorpreso dai militari dell'Arma mentre tentava di forzare la porta di un deposito di attrezzi delle Ferrovie dello Stato a Isola della Scala. Alla vista dei carabinieri l'immigrato ha cercato di sottrarsi all'arresto brandendo un coltello da cucina e una grossa cesoia, ma è stato bloccato e arrestato.
GIALLO
Morti a Casette, causa    <br/>forse è monossido

Morti a Casette, causa
forse è monossido

Sembra prendere corpo l'ipotesi che il monossido di carbonio possa avere ucciso i due coniugi nel loro alloggio popolare a Casette di Legnago. L'autopsia eseguita oggi all'Istituto di medicina legale del Policlinico di Borgo Roma sul corpo di Antonietta Cristofori lascia infatti spazio alla possibilità di un avvelenamento da monossido di carbonio, dovuto ad una fuga di gas. Le condizioni del corpo della donna, in avanzato stato di decomposizione, non hanno comunque dato certezze e solo i risultati dell'esame tossicologico, potranno sciogliere tutti i dubbi. Per l'esito di queste analisi bisognerà attendere almeno un mese. Domani all'ospedale di Legnago sarà fatta l'autopsia sul corpo del marito, Daniele Berardo. Intanto il perito incaricato dal magistrato sta valutando la richiesta di un esame tecnico sulla caldaia nell'abitazione della coppia, che viveva in condiziono di degrado, per verificarne il funzionamento ed accertare eventuali difetti che potrebbero avere causato una fuga di gas.
RICERCHE
Tragedia Perù, il dolore      <br/>corre nella rete

Tragedia Perù, il dolore
corre nella rete

Filtrano poche notizie dal Rio Maranon, dove sono tutt'ora in corso le ricerche delle sette persone che risultano ancora disperse dal naufragio di domenica. Tra loro Marco Magnani, 39 anni, noto albergatore di Lazise e il piccolo Gabriel di 5 anni, figlio della compagna dell'imprenditore, Cristina Akintui Ruiz, il cui corpo senza vita è stato tra i primi recuperati dai soccoritori dopo il disastro. La notizia ha sconvolto la piccola comunità di Lazise che si è stretta intorno alla famiglia. Accanto al fratello, Flavio, e alla madre, i tanti amici della coppia, benvoluta da tutti. Dolore che oggi è corso anche lungo la rete, con centinaia di messaggi sul profilo facebook dell'imprenditore. Stando alla testimonianza del sindaco di Imaza, che Magnani aveva incontrato per avviare una sorta di gemellaggio con Lazise, il gruppo (circa una ventina di persone) stava rientrando dalla visita a una comunità indigena quando la barca su cui viaggiavano ha perso un motore ed è rimasta in balia della corrente. Il fiume, ingrossato dalle piogge degli ultimi giorni, è diventato una trappola mortale. La barca sarebbe finita dentro un vortice e quindi si sarebbe ribaltata, trascinando in acqua i suoi passeggeri.
MALAVITA
Cocaina e una pistola,   <br/>arrestato albanese

Cocaina e una pistola,
arrestato albanese

Un cittadino albanese è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Peschiera con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e porto abusivo di arma da fuoco. I militari hanno avviato un'attività investigativa con l'ausilio di telecamere dopo una serie di segnalazioni sulle frequentazioni al Forte austriaco nella zona del Frassino, un'area abbandonata e degradata. L'indagine ha permesso di ricostruire il traffico 'sospetto' e soprattutto dove veniva nascosta la droga, occultata tra le mura del forte. E' stato così individuato l'albanese, che era già stato arrestato nel dicembre 2013 dalla Polizia Stradale con un chilo di marijuana. Sottoposto alla misura dell'obbligo di firma, quando si è presentato in caserma l'uomo è stato arrestato. I carabinieri hanno sequestrato 3 etti di cocaina purissima, che per lo spaccio sul mercato sarebbe stata sicuramente tagliata, e una pistola di fabbricazione jugoslava, perfettamente funzionante, con un caricatore di 8 colpi. L'arma probabilmente serviva per indimidire pusher e clienti.Nell'udienza di convalida il Gip Isabella Cesari ha confermato per l'albanese la custodia cautelare nel carcere veronese di Montorio.
RICERCHE
Tragedia Perù, Famiglia    <br/>chiusa nel silenzio

Tragedia Perù, Famiglia
chiusa nel silenzio

La fiammella della speranza è ancora accesa. E' una luce flebile, quasi impercettibile; ma c'è. La speranza che Marco Magnani, 39 anni e il piccolo Gabriel di 5 anni si siano chissà come salvati dalle acque del Rio Maranon. Le stesse che si sono portate via Cristina, 25 anni, la compagna peruviana dell'albergatore di Lazise, mamma del piccolo Gabriel, il cui corpo senza vita è stato ritrovato in queste ore dalle autorità locali. La notizia del ritrovamento del corpo della donna ha gettato ulteriormente nello sconforto l'intera comunità di Lazise, che si è stretta intorno ai famigliari e agli amici della coppia. Il fratello Flavio, la madre, gli amici che con Marco condividevano molte passioni, dalla moto, al calcetto, si sono rinchiusi nel silenzio all'interno dell'Hotel Smeraldo di Lazise, l'albergo di proprietà dei Magnani, aspettando altre notizie. Le ricerche, sul luogo del disastro, sono infatti tutt'ora in corso e all'apperllo mancano ancora 7 persone.

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