VIABILITÀ
Ss 12, Corsi: Aspettiamo   <br/>la risposta dei Comuni

Ss 12, Corsi: Aspettiamo
la risposta dei Comuni

E' polemica tra Palazzo Barbieri e alcuni comuni della cintura per il mancato provvedimento di divieto al traffico pesante sulla statale 12. “E’ vero che in maggio il Comune di Castel d’Azzano, unico fra i quattro interessati, ci aveva scritto autorizzandoci a posizionare sul suo territorio la segnaletica necessaria ad adottare il provvedimento di limitazione del traffico pesante sulla statale 12, ma senza la risposta alla nostra ultima nota del 29 settembre non possiamo procedere. Infatti, con una nota inviata il 10 luglio ai sindaci della statale 12, il Prefetto di Verona ha ricordato che “per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinanti”, il Codice della Strada riserva agli stessi sindaci la competenza di adottare provvedimenti di limitazione del traffico nei propri centri abitati. Sulla base della nota del Prefetto, quindi, il Comune di Verona il 29 settembre ha scritto nuovamente ai sindaci interessati (Castel d’Azzano, Buttapietra, Isola della Scala, San Giovanni Lupatoto), chiedendo loro se intendano adottare un provvedimento autonomo, oppure se autorizzino il Comune di Verona ad installare i segnali di preavviso sul territorio di ciascun Comune. E’ questa la risposta che il Comune di Verona sta attendendo dai sindaci, prima di decidere in quale modo procedere”. Questa la precisazione arrivata in redazione dell’assessore alla Viabilità del Comune di Verona Enrico Corsi.
REGIONE
Legge Stabilità. Zaia:     <br/>Per noi costi standard

Legge Stabilità. Zaia:
Per noi costi standard

"C'è la volontà di discutere ma noi manteniamo le nostre posizioni che come Veneto significano costi standard". Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, sull'incontro con il governo sulla legge di stabilità. "Ci sono realtà che possono avviare percorsi di virtuosità - ha aggiunto - c'è poi una questione di competenze: il Governo deve dirci come si fa a licenziare dal momento che le Regioni questa competenza non ce l'hanno".
DANNO D'IMMAGINE
Chiusura Curva Sud,    <br/>giunta denuncia Figc

Chiusura Curva Sud,
giunta denuncia Figc

La giunta comunale di Verona ha deciso di dare mandato ai suoi legali di denunciare i tre collaboratori della Procura della Federcalcio che con la loro relazione hanno portato alla provvedimento di chiusura per una partita della Curva Sud del "Bentegodi", emanato dal giudice sportivo per i cori razzisti che sarebbero stati indirizzati verso il giocatore del Milan, Sulley Muntari. La giunta guidata dal sindaco Flavio Tosi ha deciso di querelare i commissari della Procura federale per "il danno d'immagine arrecato alla città". La sanzione del giudice sportivo aveva già provocato una durissima reazione dell'Hellas Verona, che ha immediatamente presentato ricorso "per essere risarcita di un danno che ci ha lasciato indignati".
RONCO ALL'ADIGE
Bullismo ed estorsione    <br/>Arrestati due giovani

Bullismo ed estorsione
Arrestati due giovani

Sms hard, minacce, ricatto ed estorsione. Un caso di bullismo accaduto a Ronco all'Adige con protagonisti due giovanissimi. Uno scambio di messaggi tra una tredicenne marocchina e il suo compagno di scuola subito innocuo poi sempre più piccante con tanto di foto hard. Quello che doveva essere un semplice gioco si è infatti trasformato ben presto in un incubo visto che il fratello maggiore della ragazzina appoggiato da un diciotenne romeno ha cercato di approfittare della situazione, impossessandosi del telefono cellulare della sorella iniziando a scrivere messaggi intimidatori al giovane, minacciando di avvertire il padre e di denunciare il tutto ai Carabinieri se non gli fosse stata consegnata una somma vicina ai 60 euro e un portafoglio. Quei soldi gli sarebbero serviti, a quanto emerso, per saldare un debito con un'altra persona. In sostanza una vera e propria estorsione che ha portato la giovane vittima a denunciare il fatto. I Carabinieri di Legnago infatti hanno provveduto a segnare le banconote da consegnare al ricattatore e dopo aver fissato l'appuntamento per lo scambio dei soldi sono intervenuti. Un incontro trappola che ha portato all'arresto del diciottenne romeno e del sedicenne marocchino protagonisti dell'estorsione. Il primo ha passato una notte in carcere ma è stato rilasciato dopo essere comparso davanti al magistrato per assenza di precedenti: al secondo invece è stata disposta la permamenza a casa con la possibilità comunque di frequentare la scuola.
RONCO ALL'ADIGE
Bullismo ed estorsione    <br/>Arrestati due giovani

Bullismo ed estorsione
Arrestati due giovani

Sms hard, minacce, ricatto ed estorsione. Un caso di bullismo accaduto a Ronco all'Adige con protagonisti due giovanissimi. Uno scambio di messaggi tra una tredicenne marocchina e il suo compagno di scuola subito innocuo poi sempre più piccante con tanto di foto hard. Quello che doveva essere un semplice gioco si è infatti trasformato ben presto in un incubo visto che il fratello maggiore della ragazzina appoggiato da un diciotenne romeno ha cercato di approfittare della situazione, impossessandosi del telefono cellulare della sorella iniziando a scrivere messaggi intimidatori al giovane, minacciando di avvertire il padre e di denunciare il tutto ai Carabinieri se non gli fosse stata consegnata una somma vicina ai 60 euro e un portafoglio. Quei soldi gli sarebbero serviti, a quanto emerso, per saldare un debito con un'altra persona. In sostanza una vera e propria estorsione che ha portato la giovane vittima a denunciare il fatto. I Carabinieri di Legnago infatti hanno provveduto a segnare le banconote da consegnare al ricattatore e dopo aver fissato l'appuntamento per lo scambio dei soldi sono intervenuti. Un incontro trappola che ha portato all'arresto del diciottenne romeno e del sedicenne marocchino protagonisti dell'estorsione. Il primo ha passato una notte in carcere ma è stato rilasciato dopo essere comparso davanti al magistrato per assenza di precedenti: al secondo invece è stata disposta la permamenza a casa con la possibilità comunque di frequentare la scuola.
SPACCIO
Con la droga sull'auto,   <br/>arrestato 40enne

Con la droga sull'auto,
arrestato 40enne

La scorsa notte una pattuglia della Guardia di Finanza, impiegata in controlli antidroga sul territorio villafranchese, ha sequestrato marijuana e hashish ad un quarantenne residente a Mozzecane. L'uomo stava rincasando a bordo della sua auto e trasportava oltre 85 grammi di marijuana, quantitativo necessario per far fronte alle richieste di stupefacente degli acquirenti. I militari – in posto di blocco - hanno però fermato la sua corsa e, grazie al fiuto investigativo di Wincent, cane antidroga della Guardia di Finanza, hanno controllato l’autovettura soffermandosi sul bracciolo portaoggetti al cui interno, abilmente nascosta in un cellophane, veniva rinvenuta la sostanza stupefacente. Si trattava di marijuana che, da una prima analisi, è risultata essere tra le migliori - per consistenza e per qualità – e sul mercato veronese avrebbe fruttato circa 700 euro. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire anche mezzo panetto di hashish di oltre 47 grammi, per un valore sul mercato di circa 300 euro. Lo stupefacente sarà sottoposto ad analisi di laboratorio più approfondite, finalizzate a verificare l’effettivo principio attivo e determinare con certezza le dosi che ne sarebbero state ricavate per la vendita. Il soggetto, con precedenti penali per rapina e porto abusivo d’armi, è stato immediatamente tratto in arresto per traffico di stupefacenti e tradotto presso la Casa Circondariale di Montorio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Troppo buon cuore per     <br/>due ladre senza pudore

Troppo buon cuore per
due ladre senza pudore

La signora Egle è una donna di 81 anni, lucidissima, guida ancora la macchina, cammina col bastone per via di qualche acciacco. Ma è una donna forte, di carattere, come ce ne sono poche. Aveva capito cosa stava succedendo giovedì scorso nel giardino di casa sua. Aveva capito che quelle due ragazze, giovanissime, che stavano scappando in tutta fretta saltando la cancellata, erano due zingare lì per rubare. Ma quando ne ha vista una ferirsi, perdere sangue da una gamba, non ha esitato a offrirgli soccorso. E a permettere a quelle due zingare di entrare in casa. Ricevendo, per risposta, la violenza di un sequestro e di un tentativo di rapina. "Mi hanno chiusa in cucina. Sequestrata in casa mia. Io gli dicevo cosa fai, ti ho aiutato. Ma loro volevano l'oro, i gioielli". Le due zingare non trovano niente. Egle riesce a uscire da una porta laterale e vede le zingare scappare ancora dal giardino. Una delle ladre fa un centinaio di metri e poi viene presa da alcuni operai che stavano lavorando in un cantiere vicino. L'altra scappa. Arriva in fondo alla strada dove l'aspettava un complice, a bordo di un'auto. "Continuava a dire che era la prima volta, piangeva" dice uno degli operai che ha fermato la zingara e l'ha consegnata prima alla Polizia Locale e poi ai Carabinieri di Castagnaro. Lei, 17 anni, in realtà aveva alle spalle decine di precedenti e altrettanti alias, tanto che i Carabinieri non sono ancora sicuri delle generalità della ragazza. Rinchiusa nel carcere minorile di a Treviso.
PERICOLO
Allarme ordigno sulla T4      <br/>arrivano gli artificieri

Allarme ordigno sulla T4
arrivano gli artificieri

Sono al lavoro in questi minuti le squadre degli artificieri, intervenuti sulla tangenziale Nord all'altezza di Santa Lucia per un allarme bomba. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata abbandonata una valigia sul ciglio della squadra e l'episodio è stato segnalato alle forze dell'Ordine. Sul posto sono arrivati anche gli uomini della Polizia Municipale che hanno deviato il traffico che ha inevitabilmente subito dei rallentamenti. Ancora non si conosce il contenuto della valigetta
INDAGINE
Coop 'ndrangheta,   <br/>le ditte sequestrate

Coop 'ndrangheta,
le ditte sequestrate

Le 23 aziende sequestrate sono: Meridional Trasporti dei F.lli Franco e Luccisano Salvatore S.n.c.; Mediterranea Trasporti di Macrì e D'Agostino S.n.c.; Universal Transport & Shipping S.a.s. di Zungri G. & C.; Ditta individuale "La Rosarnese di Rachele Francesco"; Ditta individuale Sibio Domenico; Ditta individuale Comandé Giuseppe; F.C. Immobiliare S.r.l.; Federpetroli Service S.r.l.; Ditta individuale "Autosud di Filardo Nicola"; Ga.Ri. S.a.s. di Gianluca Gaetano e C.; Punto Uno Ingross Unipersonale S.r.l.; Ditta individuale Chindamo Giuseppe; Ditta individuale Di Bartolo Salvatore; Tranz Veicom S.r.l.; Verotransport S.r.l.; Italspeedy Logistic S.r.l.; Luccisano Trasporti S.r.l.; Cooperativa Solidarietà e Servizi Soc. Coop. A R.L.; Cooperativa Servizi e Solidarietà Soc. Coop. A R.L.; Work Progress Società Cooperativa Sociale Arl; Truck Drivers Società Cooperativa; Global Transport Services Società Cooperativa; Global Service Società Cooperativa.
INDAGINE
Coop 'ndrangheta,  <br/>gli arrestati

Coop 'ndrangheta,
gli arrestati

Sono tredici le persone arrestate dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria e 23 le aziende sequestrate sequestrate.L'ordinanza di custodia cautelare è stata notificata a Salvatore Pesce, di 26 anni; Gaetano Rao, (59 anni); Marco Mazzitelli, (31); Giuseppe Comandé (31); Domenico Franco (57); Giuseppe Franco (54); Antonio Franco (52); Francesco Rachele, (73); Salvatore Rachele (36); Rocco Rachele (46); Bruno Stilo (48); Domenico Canerossi (47); Nicola Filardo (55).
EVASIONE FISCALE
Coop della 'ndrangheta     <br/>a Verona, 13 arresti

Coop della 'ndrangheta
a Verona, 13 arresti

Le mani della 'ndrangheta su alcune cooperative in attività a Verona, usate come "schermo" per operare senza il rispetto della legge e delle norme fiscali, generando una imponente evasione sull'Iva.Tredici imprenditori sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria perchè accusati di essere affiliati alle più importanti cosche di 'ndrangheta della piana di Gioia Tauro. I finanzieri hanno anche sequestrato 23 società e beni per un valore complessivo di circa 56 milioni di euro ed effettuate oltre 50 perquisizioni tra Calabria, Verona e Lombardia.La cosca della 'ndrangheta dei Pesce importava merce contraffatta dalla Cina. Nel corso delle indagini i militari della Guardia di finanza hanno scoperto anche un intreccio tra alcune imprese riconducibili alla cosca Pesce e delle cooperative che operano a Verona. Le cooperative, in particolare, avrebbero creato uno schermo giuridico alle imprese le quali, una volta esternalizzati i propri lavoratori ed i servizi, hanno continuato ad operare non preoccupandosi del pagamento degli oneri erariali. Le cooperative hanno fatturato prestazioni di servizi simulando inesistenti contratti e consentendo una ingente evasione dell'Iva. Le cooperative si sono, di fatto, rivelate delle società inesistenti.
MALAVITA
Rapina ed esplosione,    <br/>banditi scatenati

Rapina ed esplosione,
banditi scatenati

Banditi scatenati in provincia nelle ultime ore. A Vangadizza due malviventi hanno assaltato la tabaccheria gestita da Pierino Boschetto in via Rossini: il titolare 55enne è stato minacciato con l'arma dai banditi che si sono impossessati di un borsello. Un bottino insolito e inutile, perché il borsello conteneva soltanto alcuni mazzi di chiavi.Paura la notte scorsa a Sommacampagna dove è stato fatto saltare con l'acetilene il bancomat dell'agenzia della Banca Popolare in via Gidino, nel centro del paese.L'esplosione ha causato danni allo stabile, mentre il bottino è ancora da quantificare da parte dei Carabinieri.
BABY CRIMINALI
Soccorre ladra in casa,    <br/>complice la sequestra

Soccorre ladra in casa,
complice la sequestra

Una signora di 81 anni a Villa Bartolomea ha accolto in casa e ha curato una ragazzina 17enne che si era ferita mentre fuggiva dopo avere cercato di rubare, ma una complice è intervenuta ed ha chiuso in uno stanzino l'anziana.Le due ladre però non sono riuscite a rubare nulla e sono state messe in fuga dalle urla delle donna; poi un vicino ha bloccato la minorenne che è stata arrestata dai Carabinieri di Castagnaro.
CRIMINALITA'
In fuga su auto rubata,  <br/>arrestati tre banditi

In fuga su auto rubata,
arrestati tre banditi

I carabinieri di San Martino Buon Albergo questa notte verso le 03.30 hanno intercettato sul raccordo della Tangenziale Est una Fiat 500 con a bordo tre persone.Il conducente, alla vista dei militari dell’Arma, ha accelerato l’andatura cercando di eludere il controllo.Ne è nato un inseguimento, al termine del quale i carabinieri sono riusciti a bloccare l’auto, risultata rubata poco prima ad una 40enne casalinga, originaria della Romania, ma da anni residente a Verona.Nel veicolo i militari dell’Arma hanno rinvenuto tre cassetti pieni di soldi e arnesi atti allo scasso, serviti per forzare la porta d’ingresso di un bar e i cambiamonete da cui avevano tolto i tiretti metallici.I tre, infatti, nel capoluogo scaligero, dopo aver rubato l’autovettura parcheggiata sulla via Morando, avevano rubato all’interno del “Frugo bar”, ubicato alla via Sgulmero e si erano dileguati cercando di immettersi nel più breve tempo possibile sulla Transpolesana.Non avevano fatto i conti con la pattuglia della Stazione di San Martino Buon Albergo che, intercettato il mezzo, è riuscita a bloccare i fuggitivi all’altezza del raccordo tra la tangenziale est e la strada statale 434, nel comune di San Giovanni Lupatoto.L’intera refurtiva recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari.I tre, con precedenti penali, arrestati per furto aggravato e continuato in concorso, questa mattina sono stati portati innanzi ai giudici del Tribunale di Verona, i quali, dopo aver convalidato gli arresti, ne hanno disposto l’accompagnamento presso la casa circondariale di Montorio.
ORDINE PUBBLICO
Hellas-Milan, tutto  <br/>è filato liscio

Hellas-Milan, tutto
è filato liscio

Il vasto e articolato servizio di ordine pubblico pianificato dalla Questura per il match Hellas Verona - Milan, studiato in ogni dettaglio, ha dato i suoi frutti, dando modo di rinvenire e in altri casi sequestrare diversi oggetti contundenti di vario tipo, alcuni dei quali decisamente pericolosi, a carico di tifosi di entrambe le squadre. E proprio per effetto dei meticolosi servizi di prevenzione disposti sia presso la stazione ferroviaria al casello autostradale di Verona Nord è stato possibile mettere in atto un attività di controllo dei tifosi in arrivo verso lo stadio.Se nulla si è registrato in ambito ferroviario, al casello autostradale di Verona Nord, invece, i poliziotti hanno controllato e bonificato ben sette pullman in arrivo dal capoluogo lombardo nonché molti veicoli privati di tifosi milanisti. Su alcune di queste auto gli Agenti hanno rinvenuto due tubi in pvc, una mazza in legno, una stampella ed uno spezzone di un grosso cavo elettrico, con anima di rame, molto pesante e dalla notevole potenzialità offensiva. Il tutto è stato trattenuto dai poliziotti, impedendo così che potesse venire utilizzato per commettere violenze durante la partita.Analoghi servizi preventivi sono stati predisposti nella mattinata anche nelle zone limitrofe allo stadio e analoghi sono stati i risultati. In via Tintoretto, infatti, nei pressi di uno dei ritrovi dei tifosi dell’Hellas, i poliziotti della Digos hanno rinvenuto e sequestrato otto aste in pvc di sensibile e pericoloso spessore, mascherate da bandiere con i colori sociali della squadra.Sempre durante i controlli preventivi intorno allo stadio è stato fermato ed identificato un altro tifoso dell'Hellas, un 38enne veronese, trovato in possesso di una mazza di legno con impugnatura modificata artigianalmente con del nastro adesivo. L’uomo, già negli anni passati denunciato a piede libero per discriminazione razziale e per furto, è stato ulteriormente deferito, in questa occasione, per detenzione di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive.Anche le operazioni di prefiltraggio hanno dato modo di identificare, invece, quattro tifosi milanisti, trovati in possesso di alcuni grammi di marijuana ed hashish e per tale motivo sanzionati amministrativamente nonché segnalati alle Prefetture di residenza per gli adempimenti inibitori successivi.L’unico intervento a carattere repressivo ha riguardato un tifoso del Verona, 34enne in provincia, il quale nel tentativo di distogliere l’intervento degli Agenti, si è piazzato a braccia aperte davanti ai veicoli del Reparto Mobile, prendendoli a calci danneggiandoli ed inveendo nei confronti degli operatori. Nel dettaglio un gruppo di tifosi dell’Hellas, infatti, si era improvvisamente diretto verso il parcheggio riservato agli ospiti e prontamente i poliziotti erano partiti per intercettarli e fermarli. Dopo un breve tentativo di fuga, l’uomo è stato raggiunto, fermato ed indagato in stato di libertà per i reati di minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale.Al momento sono in corso gli ulteriori accertamenti su entrambe le persone denunciate e su altri episodi ai fini dell'emissione nei loro confronti dei provvedimenti di Daspo.
CACCIA ABUSIVA
Bracconiere a Malcesine   <br/>denunciato da Polizia

Bracconiere a Malcesine
denunciato da Polizia

Un 35enne è stato denunciato all'Autorità giudiziaria per bracconaggio e porto abusivo d'armi. L'uomo è stato sorpreso da alcuni ufficiali e agenti del Corpo di Polizia Provinciale nelle campagne di Malcesine, all'interno di un uliveto e ad una distanza inferiore ai 150 metri dal centro abitato, limite previsto dalla legge per sparare in vicinanza di abitazioni. Poco distante sono stati rinvenuti trappole e archetti per la cattura abusiva di volatili e 11 reti da uccellagione, oltre a 250 munizioni detenute illegalmente. In una gabbietta è stato trovato inoltre un esemplare di lucherino, volatile appartenente a una specie particolarmente protetta, che il bracconiere aveva appena catturato. Il lucherino è stato immediatamente rimesso in libertà, mentre fucile, munizioni e gli altri mezzi per il bracconaggio sono stati sequestrati.

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