ACCOGLIENZA
Emergenza profughi     <br/>Prefettura cerca posti

Emergenza profughi
Prefettura cerca posti

Sono oltre 500 i profughi presenti a Verona e Provincia. Nelle ultime due settimane sono arrivati con una media di 20 persone al giorno e questo flusso ha inevitabilmente innalzato il livello di criticità. Soprattutto per la carenza di strutture disposte ad accogliere i migranti. Le tante strutture di accoglienza hanno quasi raggiunto il limite di posti a disposizione, ecco perchè si cercano altre strade per trovare delle sistemazioni adeguate. In questo senso la Prefettura di Verona, sul proprio sito internet, ha pubblicato un bando rivolto alle strutture ricettive del territorio per la ricerca di oltre mille posti. Gli albergatori verranno pagari 35 euro pro capite e dovranno garantire servizio fondamentali ai migranti.Chi si aggiudicherà il bando dovrà prendersi cura dei profughi, garantendo loro vitto e alloggio, mediazione culturale e soprattutto dovrà avviarli ad un percorso di apprendimento della lingua italiana. "Questi mille posti che cerchiamo - spiega Gerardino Mattia, prefetto vicario di Verona - comprendono le oltre 500 persone che sono già qui. Inoltre, è bene precisare, questo bando non prevede l'assegnazione, per ogni singola struttura, di più di cinquanta migranti".Limitando la disponibilità per struttura a cinquanta posti, la Prefettura di Verona porta avanti la sua filosofia, che è quella di non concentrare in un’unica sistemazione gruppi ampi di persone, al fine di evitare l’insorgere di possibili tensioni sociali. L’ipotesi delle caserme è quindi da non prendere in considerazione, e anche il sindaco Flavio Tosi si era dichiarato contrario. Così come, al momento, pare improbabile che Verona segua l’esempio di Venezia, dove il prefetto aveva chiesto aiuto nell’accoglienza dei migranti ai singoli privati. Intanto il Siulp, sindacato di Polizia, attraverso una nota ha fatto sapere che sono tanti i casi in cui gli agenti si occupano di sfamare e dissetare i profughi, "supplendo alle gravissime inadempienze delle istitutuzioni"."Voglio precisare - ha detto Vito Danilo Gagliardi, questore di Verona - che noi non siamo costretti ad aiutare queste persone. Ma siamo prima uomini che poliziotti e quindi siamo spinti dalla sensibilità verso chi si trova in grande difficoltà".La caritas diocesana ha invitato tutte le parrocchie a rendersi disponibili, in vista di probabili arrivi ancora più massicci, "per evitare - ha spiegato il direttore Don Giuliano Ceschi - raggruppamenti in strutture che rischierebbero di diventare veri e propri ghetti".
MALATTIA STRANA
In malattia per seguire    <br/>Hellas: vigile indagato

In malattia per seguire
Hellas: vigile indagato

Il vigile si dava 'malato' tanto da non poter andare al lavoro proprio quando giocava la sua squadra di calcio del cuore: l'Hellas Verona. Una malattia ricorrente sempre nel 2014 risultata sospetta per i colleghi che hanno avviato un'indagine sulla scorta della quale il Pm Maria Beatrice Zanotti ha chiesto il rinvio a giudizio nei suoi confronti per l'ipotesi di reato di truffa e falso commessi in danno dell'amministrazione comunale. Un'assenza, quella contestata al vigile 51enne tutt'ora in servizio - come riferiscono i giornali locali -, perché si sarebbe reso responsabile delle malattie fasulle per almeno quattro match dei gialloblù a cui, stando alla ricostruzione della procura, l'agente avrebbe assistito in casa e in trasferta. In tutti i casi il vigile avrebbe dovuto essere in servizio invece veniva colto, solo per un giorno, da delle lombosciatalgie. A farlo scoprire il fatto che i colleghi lo abbiano visto allo stadio Bentegodi mentre vi si recava in motorino e, ad indagine in corso, i video e i biglietti degli stadi di Parma e Torino. Con lui era indagato un secondo agente per un solo episodio dove la malattia gli ha permesso di andare a vedere un Verona-Juventus ma la sua posizione è stata archiviata perché secondo la difesa e le perizie mediche non aveva problemi fisici che gli impedissero la 'trasferta' che sarebbe servita, invece, a aiutarlo a superare problemi psicologici.
MALAVITA
Furto con spaccata:     <br/>condannato, è già libero

Furto con spaccata:
condannato, è già libero

Ha fatto razzia di costosi orologi dopo avere sfondato la vetrina del negozio a colpi di mazza, è fuggito in bici ma è stato inseguito da alcuni passanti che lo hanno bloccato, facendolo arrestare dai Carabinieri.E’ successo a Peschiera, in pieno centro, dove un malvivente rumeno ha seminato il panico dopo la “spaccata”.I carabinieri di Peschiera hanno portato il cella di sicurezza Adrian Costantinescu, 37 anni; il video del circuito di sorveglianza dell’oreficeria “Gioielli più”, in via Rocca, mostra la rapidità d’azione del bandito che in appena 12 secondi sfonda la vetrina e s’impossessa di 14 orologi Omega del valore di 75mila euro.Processato per direttissima dopo aver trascorso una nottata in caserma, il rumeno, che ha precedenti per reati contro il patrimonio, ha patteggiato una condanna a due anni di carcere ed è già tornato in libertà, come prevede la legge. Le indagini continuano perché i Carabinieri sospettano che l’uomo potesse avere un complice.
MIGRANTI
Tosi: No ai privati  <br/>per ospitare i profughi

Tosi: No ai privati
per ospitare i profughi

Flavio Tosi boccia la proposta del prefetto di Venezia che ha chiesto ai privati disponibilità ad accogliere i nuovi profughi in arrivo in Veneto.Per Tosi la soluzione è quella di dare un permesso di soggiorno per motivi umanitari a tutti i profughi così se ne potranno andare liberamente in giro per l'Europa che così comincerà a capire che si tratta di un problema di tutti e non solo dell'Italia.
MIGRANTI
Tosi: No ai privati  <br/>per ospitare i profughi

Tosi: No ai privati
per ospitare i profughi

Flavio Tosi boccia la proposta del prefetto di Venezia che ha chiesto ai privati disponibilità ad accogliere i nuovi profughi in arrivo in Veneto.Per Tosi la soluzione è quella di dare un permesso di soggiorno per motivi umanitari a tutti i profughi così se ne potranno andare liberamente in giro per l'Europa che così comincerà a capire che si tratta di un problema di tutti e non solo dell'Italia.
LUDWIG
Abel, decisione libertà   <br/>rinviata a luglio

Abel, decisione libertà
rinviata a luglio

Dovrà attendere ancora tre mesi Wolfgang Abel, l'ex co-fondatore della setta "Ludwig", per conoscere se potrà essere definitivamente considerato un uomo libero. Lo ha stabilito il giudice di sorveglianza del tribunale di Verona Lorenza Omarchi. Pur non respingendo questa volta la richiesta di libertà presentata dal legale il magistrato vuole capire se Abel, 56 anni, proseguirà per altri mesi il percorso terapeutico e se sia o meno consumatore cronico di alcolici. Abel dopo aver scontato 22 anni di carcere, un periodo di arresti domiciliari ora vive in semilibertà ad Arbizzano. Era stato, assieme a Marco Furlan uno dei fondatori del gruppo "Ludwig" che negli anni Ottanta si rese protagonista di delitti contro quelli che consideravano 'diversi', omosessuali, frequentatori di cinema a luci rosse, e persino frati. Un'ondata di terrore che aveva provocato 15 vittime. Se Furlan è libero da cinque anni dopo essere stato rinchiuso per 13 nel carcere milanese di Opera e aver ammesso dieci delitti firmati "Ludwig", Abel sino ad oggi si era visto negare, perchè ritenuto pericoloso, la possibilità di chiudere definitivamente i conti con la giustizia. Per la prima volta il magistrato scaligero non ha respinto la richiesta ma ha chiesto una proroga di tre mesi per verificare se l'uomo sia dipendente dall'alcool. Quest'ultima richiesta è legata all'unica 'macchia' che risulta nella nuova vita di Abel: un incidente stradale in cui era rimasto coinvolto venendo scoperto con un tasso alcolico superiore a quello di legge.
AMBIENTE
Rifiuti tossici, blitz     <br/>in azienda trasporti

Rifiuti tossici, blitz
in azienda trasporti

La squadra mobile della Questura di Verona ha posto sotto sequestro l'area esterna di un'azienda di autotrasporti di Legnago e denunciato i titolari, padre e figlio, con l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti. L'operazione è lo sviluppo dell'indagine che nei mesi scorsi aveva portato al sequestro della Stabila, una fabbrica di laterizi a Ronco all'Adige, dove erano stati rinvenuti rifiuti tossici seppelliti nella cava e nel cortile. Gli investigatori della mobile scaligera avevano trovato documentazioni che collegavano all'azienda di autotrasporti, dove successivi controlli hanno permesso di scoprire rifiuti interrati. I tecnici dell'Arpav hanno trovato piombo e antimonio, con livelli sopra quelli consentiti dalla legge. Sono così stati denunciati Roberto e Alessandro Guerra, rappresentanti legali dell'azienda che nel frattempo sono stati nominati custodi giudiziali dell'zaienda che ha 50 dipendenti e può così proseguire l'attività.
CARABINIERI
Insicurezza e paura      <br/>Il "punto" del Generale

Insicurezza e paura
Il "punto" del Generale

Incertezza, paura, insicurezza. le cronache sembrano dire questo del periodo che si sta vivendo in Italia. E non si parla, in questo caso, di economia, ma di sicurezza personale. Di dati che raccontano di furti in aumento, di case depredate, una ogni due minuti, di gente che non si sente tranquilla ad uscire di casa. Ma la componente psicologica è parte fondamentale. A dirlo è il Comandante della Legione Veneto dei Carabinieri, in visita al Comando provinciale di Verona per la consegna di alcuni attestati di merito. "In realtà -spiega il Generale Mezzavilla- i dati ci parlano di una leggera flessione dei delitti, un fenomeno che riusciamo evidentemente a contrastare con le risorse che possiamo mettere in campo". Sui temi caldi dell'attualità, emergenza migranti in primis, il Comandante assicura la collaborazione dell'Arma con le prefetture. Com'è avvenuto sempre fino a questo momento. Sul fronte infiltrazioni mafiose vale quello che è valso fino ad ora. Il rischio esiste laddove esiste un'economia in cui infiltrarsi. Non ci sono, spiega, particolari e nuove criticità. Quelle che si affrontano con le risorse che si hanno a disposizione. E qui, forse, l'unica vera preoccupazione. Che le risorse, vista la crisi, vengano a mancare. E una precisazione, che riguarda il numero di forze dell'ordine sul territorio italiano. Numero che sarebbe ben più alto di quello di altri paesi europei e che vede 466 rappresentanti ogni 100 mila persone. Un dato, dice, che andrebbe letto con più attenzione. "In altri paesi -spiega il Comandante Mezzavilla- civili vengono messi a fare lavori che da noi sono svolti da agenti di polizia. E' per questo motivo che i numeri danno un quadro diverso rispetto a quella che è la realtà".E mentre la situazione delineata dal Comandante della Legione Veneto dei Carabinieri risulta decisamente meno allarmistica rispetto a quanto raccontato dalle cronache, una spiegazione. "Una cosa -dice- è il dato statistico ufficiale, una cosa è la legittima aspirazione dei cittadini a vivere in condizioni di sicurezza sempre migliori".
AGGRESSIONE
Violenta ragazza 25enne     <br/>arrestato un tunisino

Violenta ragazza 25enne
arrestato un tunisino

E’ la sera dello scorso 27 settembre quando Maria, questo il nome di fantasia che abbiamo dato alla vittima, ragazza di 25 anni va insieme a due amici ad un bar all’interno del centro commerciale Auchan di Bussolengo. Li incontrano altri conoscenti, bevono qualcosa insieme. Si fa tardi e i ragazzi con i quali Maria era arrivata, decidono di andare via, tanto lei si sarebbe fatta riaccompagnare da qualcun altro. Ed effettivamente quando arrivano le prime ore del mattino, Maria sale in auto insieme a due cittadini nord africani e un rumeno. Decidono di fermarsi a prendere un panino e ancora qualche birra e una volta tornati sulla macchina, scelgono una area isolata dopo la croce bianca per l’ultima bevuta. Il marocchino alla guida e il romeno scendono per fumare una sigaretta, ed è in quel momento che, sul sedile posteriore l’altro nord africano tenta l’approccio con la ragazza. Un approccio violento che non si ferma davanti al no della 25enne, ma che anzi diventa ancora più brutale di fronte ad un rifiuto. L’uomo, visibilmente ubriaco, immobilizza la donna e la costringe ad un drammatico rapporto sessuale. I due che erano fuori dall’auto sentono le urla disperate di Maria e accorrono in suo soccorso. Ne nasce una collutazione con il violentatore. Passato qualche minuto la ragazza viene riaccompagnata a casa, ma la mattina i segni sul corpo e non solo, sono troppo profondi per dimenticare. Nonostante il dolore e il profondo stato di prostrazione, Maria trova la forza di andare in Questura e denunciare l'episodio.Alla ragazza vengono fatte vedere alcune foto segnaletiche, nelle quali riconosce il suo aguzzino, Imed ABDELOUAHED, tunisino di 30 anni. La Polizia riesce anche a risalire all’altro cittadino nord africano, che quella sera tentò di soccorrere la ragazza. L’uomo, clandestino in Italia, conferma la versione dei fatti data dalla donna e quindi permette alla questura di procedere all’arresto del violentatore, che prima di finire in manette aveva provato ad offrire soldi a Maria, affinchè ritirasse la denuncia. Tentativi miseramente caduti nel vuoto, che non gli hanno impedito di varcare i cancelli di Montorio, dove ora attenderà di essere giudicato per violenza sessuale e lesioni.
OMICIDIO COLOGNOLA
Morto figlio assassino,    <br/>funerale con la madre

Morto figlio assassino,
funerale con la madre

Si è spento al Polo Confortini dell'ospedale di Borgo Trento il 17enne che dieci giorni fa a Colognola ai Colli ha colpito a morte la madre, ha aggredito con una roncola anche il padre e poi si è gettato sotto le ruote del trattore nella casa colonica di famiglia. Il ragazzo era in coma irreversibile dal giorno della tragedia; questa notte i medici dopo avere accertato che non c'erano più speranze hanno spento le macchine che tenevano il vita il giovane.Il padre, dimesso lunedì scorso dall'ospedale di San Bonifacio, ha già deciso che la moglie e il figlio saranno salutati per l'ultima volta insieme, con un'unico funerale, che sarà celebrato a Colognola ai Colli.
LAVORATORI
Ferroli, torna presidio    <br/>Berti incontra operai

Ferroli, torna presidio
Berti incontra operai

Il mondo politico riprende ad interessarsi del caso Ferroli e della situazione dei lavoratori del gruppo meccanico, che sta attraversando una difficile situazione finanziaria.Questa mattina il candidato alla presidenza della Regione del Movimento 5Stelle, Jacopo Berti, ha incontrato gli operai ed i rappresentanti delle Rsu che hanno riattivato il presidio permanente davanti alla sede dell'azienda a San Bonifacio.Il presidio la scorsa settimana era stato sospeso dai lavoratori in segno di lutto per la scomparsa del cav. Dante Ferroli, fondatore e presidente del gruppo che a San Bonifacio occupa 900 persone.Domani al presidio è attesa la visita del governatore uscente, Luca Zaia.
SQUADRA MOBILE
Maxi sequestro di droga    <br/>A Bussolengo la base

Maxi sequestro di droga
A Bussolengo la base

Quattro persone arrestate in flagranza di reato, sei chili di cocaina sequestrati. E' il bilancio dell'operazione condotta dalla Squadra Mobile di Verona che nella mattinata di sabato scorso ha bloccato un imponente traffico di droga che aveva la sua base a Bussolengo, nel veronese. Secondo le prime ricostruzioni lo stupefacente sarebbe in parte finito in Toscana, in parte in Liguria, in parte sarebbe rimasto in Veneto. A farlo pensare i luoghi di residenza delle persone fermate. I fermi sono scattati quando gli uomini della mobile hanno notato una sorta di "staffetta" che da un parcheggio di via Verona, a Bussolengo, portava ad una cantina di Via Colombo. Da lì, poi, le auto si allontanavano, cariche di droga, come poi i poliziotti hanno potuto appurare a Verona Nord dove sono state fermate. In una c'erano due chili di coca, tre nell'altra. Nella cantina, di proprietà di un serbo senza precedenti penali, di professione autotrasportatore, è stato rinvenuto l'ultimo chilo. E proprio sulla professione dell'uomo si stanno concentrando le indagini delle forze dell'ordine. Si pensa che potesse essere lui il primo compratore della sostanza che poi, da Bussolengo, veniva smistata. Gli arrestati sono tre albanesi e un serbo. Residenti tra il Veneto, la Toscana e la Liguria.
ABUSIVI
Municipale, controlli    <br/>bastioni via Faccio

Municipale, controlli
bastioni via Faccio

La Polizia municipale è intervenuta ieri per un controllo delle abitazioni presenti nella zona del bastione San Francesco di via Faccio, nel tratto vicino al fiume Adige, tra via Basso Acquar e ponte San Francesco. I funzionari del Demanio avevano infatti segnalato al Comando che alcuni edifici disabitati erano stati abusivamente occupati e per questo gli agenti hanno provveduto ad un controllo complessivo dell'area per verificare la situazione. Due persone, un 30enne e un 38enne di nazionalità ghanese in regola con le norme sull'immigrazione, sono state trovate all'interno di un edificio senza averne il titolo e sono state segnalate all'Autorità giudiziaria per il reato di occupazione abusiva.
FERROVIA
Guasto treno merci,   <br/>disagi su Milano-Venezia

Guasto treno merci,
disagi su Milano-Venezia

Dalle 8.10 alle 10.00 di questa mattina la circolazione ferroviaria sulla linea Milano-Venezia è stata rallentata nel tratto Verona-Vicenza in direzione Venezia, per un treno merci guasto fermo a Caldiero. Durante le operazioni di recupero del convoglio, tre Frecce e tre treni regionali hanno registrato ritardi tra 15 e 70 minuti. Due treni regionali sono stati cancellati.
ZIMELLA
Incendio in una stalla    <br/>63 tori da abbattere

Incendio in una stalla
63 tori da abbattere

Drammatico incendio, ieri sera intorno alle 20, a Zimella. Una stalla è andata parzialmente distrutta dalla fiamme, a causa di alcune scintille scaturite durante dei lavori. Purtroppo nel rogo sono rimasti gravemente ustionati 63 tori, che in queste ore sono stati soppressi. Troppo gravi infatti le ferite per poter essere curate. Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco che hanno domato l'incendio nel giro di alcune ore.
CARABINIERI
Occupazione abusiva al    <br/>Policlinico: 9 denunce

Occupazione abusiva al
Policlinico: 9 denunce

I carabinieri di Verona hanno deferito in stato di libertà alla procura della Repubblica nove persone accusate di invasione di edifici, in quanto trovate a dormire nei seminterrati del policlinico “G.B. Rossi” di borgo Roma, considerato luogo sicuro per trascorrere la notte.Per garantire l’igiene e la salubrità dell’intera area ospedaliera e tutelare la salute dei pazienti, il direttore generale aveva segnalato la situazione ai militari dell’Arma che hanno effettuato un blitz allontanando gli “abusivi”, tra cui due già sorpresi in precedenti controlli effettuati presso l’ospedale civile maggiore di borgo Trento.Al servizio ha collaborato anche il personale dell’Ufficio Area Servizi Generali dell’Azienda Ospedaliera.

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