PROCURA MILITARE
Schianto Tornado,    <br/>indagine a Verona

Schianto Tornado,
indagine a Verona

La Procura militare di Verona ha aperto un'inchiesta sull'incidente aereo avvenuto in provincia di Ascoli Piceno nel quale due Tornado dell'Aeronautica militare si sono scontrati in volo e che è costato la vita ai quattro piloti. Lo ha confermato il procuratore militare di Verona, Luca Sergio, il quale ha spiegato che "una legge specifica prevede che l'inchiesta affidata alla Procura territorialmente competente dove sono di stanza i militari ed i beni coinvolti nell'indagine. In questo caso gli equipaggi erano in capo alla base di Ghedi, in provincia di Brescia, che ricade sulla competenza del Tribunale militare di Verona". Il procuratore Sergio ha poi ricordato che "un'inchiesta viene aperta d'ufficio ogniqualvolta si verifichino incidenti con danni a mezzi militari, in questo caso si tratta di due aerei molto costosi. Oltre naturalmente al grave lutto per la perdita dei quattro componenti degli equipaggi".
ARMA
Una balestra nell'auto,   <br/>arrestato rumeno

Una balestra nell'auto,
arrestato rumeno

Un rumeno di 28anni è stato denunciato perché trovato in possesso di una balestra durante un controllo del territorio eseguito a Verona dagli agenti del Reparto prevenzione crimine di Padova. L'uomo ha dato segni di forte nervosismo, pertanto i poliziotti hanno perquisito l'auto trovando la balestra, montata su un calcio da fucile, ed un tirapugni di metallo. Il 28enne è stato così denunciato a piede libero per il reato di possesso ingiustificato di di strumenti atti ad offendere.
ROGO
Incendio a Illasi    <br/>salvati marito e moglie

Incendio a Illasi
salvati marito e moglie

Sono stati trasportati in ospedale marito e moglie, proprietari di un'abitazione ad Illasi in via Capovilla, coinvolta questa notte in un incendio. La casa è stata evacuata e i Vigili del Fuoco sono intervenuti con tre squadre per domare le fiamme. Ancora non si conoscono le cause dell'incidente. I due coniugi non hanno comunque riportato gravi ferite.
VIOLENZE
Rintracciata e arrestata    <br/>a Verona madre-aguzzina

Rintracciata e arrestata
a Verona madre-aguzzina

Ha consentito di dare libero sfogo agli istinti più bestiali che un essere umano possa concepire, fino a trasformare una povera bambina cardiopatica in palestra di violenze fisiche e morali.Con queste durissime motivazioni una rumena oggi 36enne, era stata condannata per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della figlia di sei anni, gravemente cardiopatica e morta dopo una crisi cardiaca.I fatti risalgono al 2004 e avvennero a Roma; dopo la doppia condanna per un totale di oltre 12 anni (il massimo previsto, oltre le richieste del pm), la madre, giudicata colpevole assieme al convivente (che non era il padre del bambino), era sparita dalla circolazione. Latitante. E' stata rintracciata e arrestata dagli uonini della Squadra mobile di Verona mentre lavorava come bracciante, con un regolare contratto, nei campi alla Mambrotta, vicino a San Martino Buon Albergo.Aveva cambiano nome, assumendo quello del marito. La segnalazione arrivata dalla Romania da parte della polizia ha consentito agli uomini della Squadra mobile di Verona si mettersi sulle tracce della donna, che da almeno due anni viveva a San Martino Buon Albergo.Quando è stata rrestata dai poliziotti ha mostrato sorpresa, parlando di un ricorso alla Corte dell'Aja contro la sua condanna che invece era passata in giudicato dal 2009.Il fatto all'epoca suscitò molto scalpore ed ebbe grande risalto sui quotidiani della capitale.La donna ha sempre respinto ogni accusa, prima dicendo che la figlia si era ferita cadendo in bicicletta, poi che le violenze erano avvenute durante un soggiorno in Romania dai nonni. Una tesi ribadita anche al momento dell'arresto.
VIOLENZE
Rintracciata e arrestata    <br/>a Verona madre-aguzzina

Rintracciata e arrestata
a Verona madre-aguzzina

Ha consentito di dare libero sfogo agli istinti più bestiali che un essere umano possa concepire, fino a trasformare una povera bambina cardiopatica in palestra di violenze fisiche e morali.Con queste durissime motivazioni una rumena oggi 36enne, era stata condannata per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della figlia di sei anni, gravemente cardiopatica e morta dopo una crisi cardiaca.I fatti risalgono al 2004 e avvennero a Roma; dopo la doppia condanna per un totale di oltre 12 anni (il massimo previsto, oltre le richieste del pm), la madre, giudicata colpevole assieme al convivente (che non era il padre del bambino), era sparita dalla circolazione. Latitante. E' stata rintracciata e arrestata dagli uonini della Squadra mobile di Verona mentre lavorava come bracciante, con un regolare contratto, nei campi alla Mambrotta, vicino a San Martino Buon Albergo.Aveva cambiano nome, assumendo quello del marito. La segnalazione arrivata dalla Romania da parte della polizia ha consentito agli uomini della Squadra mobile di Verona si mettersi sulle tracce della donna, che da almeno due anni viveva a San Martino Buon Albergo.Quando è stata rrestata dai poliziotti ha mostrato sorpresa, parlando di un ricorso alla Corte dell'Aja contro la sua condanna che invece era passata in giudicato dal 2009.Il fatto all'epoca suscitò molto scalpore ed ebbe grande risalto sui quotidiani della capitale.La donna ha sempre respinto ogni accusa, prima dicendo che la figlia si era ferita cadendo in bicicletta, poi che le violenze erano avvenute durante un soggiorno in Romania dai nonni. Una tesi ribadita anche al momento dell'arresto.
LATITANTE
Ricercato rumeno   <br/>arrestato da Polstrada

Ricercato rumeno
arrestato da Polstrada

Un romeno 32enne è stato arrestato durante un controllo della Polizia Stradale della sezione di Verona Sud. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo emesso dalle Autorità rumene per una lunga serie di reati contro il patrimonio, truffa ed evasione fiscale. L'uomo, che lavorava come imbianchino, è stato fermato da una pattuglia durante un controllo stradale a Bussolengo. Il 32enne è stato così arrestato e condotto presso la Corte d'Appello di Venezia per la convalida della misura e per la conseguente estradizione
INCIDENTE
Polizia provinciale    <br/>soccorre bimbo di 2 anni

Polizia provinciale
soccorre bimbo di 2 anni

Gli agenti del Nucleo di Sicurezza Stradale della Polizia provinciale sono intervenuti in due operazioni, fermando un pirata della strada che guidava senza patente e soccorrendo un bambino di due anni coinvolto in un incidente.Sulla strada provinciale per Roveré, nel Comune di Verona, è stato sorpreso alla guida di un veicolo un 70enne sprovvisto di patente, che ha ignorato l'alt degli agenti e si è dato alla fuga. L'anziano, la cui patente era già sospesa per due anni per guida in stato di ebbrezza, ha proseguito la marcia e ha svoltato dopo alcune centinaia di metri in una strada sterrata che conduce in una boscaglia. Abbandonato il veicolo si è, quindi, allontanato a piedi. Gli ufficiali della Polizia hanno prontamente seguito e fermato il conducente contestandogli i reati commessi. Il veicolo è stato rimosso e sottoposto a fermo amministrativo per tre mesi durante i quali non potrà circolare nemmeno con un altro conducente. Al 70enne è stata revocata la patente di guida e rischia un sanzione fino ad 8.000 euro. E' invece uscito illeso il piccolo David, due anni e mezzo, dall'incidente stradale avvenuto sulla tangenziale est in corrispondenza dello svincolo per Montorio. A salvarlo è stato il seggiolino correttamente posizionato a bordo della Renault Clio, guidata dalla madre, 28 anni, che ha perso il controllo del veicolo a causa dell'asfalto bagnato per la pioggia. L'auto è carambolata e si è capovolta finendo la sua corsa nella scarpata che delimita la strada. Sul posto sono accorse una pattuglia della Polizia provinciale e una pattuglia del Nucleo infortunistica della Polizia municipale che, eseguiti i rilievi del sinistro, sta esaminando le cause che lo hanno provocato. La donna ha riportato diverse fratture, ma grazie alle cinture del seggiolino che aveva saldamente allacciato, il suo bambino è rimasto illeso.
ARRESTO
Violentata a 6 anni, poi   <br/>morta: in cella la madre

Violentata a 6 anni, poi
morta: in cella la madre

Era latitante da diversi anni ormai e molti ancora ne doveva scontare. Dal 2009 su Dalia Dutu, 44enne rumena, pendeva un ordine di esecuzione di una pena di oltre 11 anni di reclusione, per aberranti reati di cui la donna si era macchiata. I fatti, risalenti al 2004 a Roma, parlano di un ambiente domestico degradato e promiscuo dove la piccola figlia della Dutu, di appena sei anni e cardiopatica, fu ininterrottamente sottoposta a maltrattamenti e ripetute violenze sessuali. L'epilogo, purtroppo, il più tragico: coperta di cicatrici e lividi, con un dentino spezzato, la piccola morì poco dopo l’arrivo in ospedale, stroncata da un arresto cardiaco.Se le circostanze della morte non poterono far risalire ad una responsabilità certa, per quanto riguarda le violenze, invece, la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma, nel 2009, emise un ordine di carcerazione per i reati di maltrattamenti e violenza sessuale su minore per una pena di anni 11, mesi 8, giorni 29 di reclusione.Ma la Dutu, purtroppo, aveva già fatto perdere le sue tracce.Le indagini, aperte dalla Squadra Mobile capitolina e passate per il paese natale della ricercata, la Romania, dove la locale Polizia ha chiarito che la fuggitiva aveva cambiato il suo cognome in “Barbu”, sono infine proseguite nella provincia di Verona, dove quel nominativo era stato segnalato.La Squadra mobile scaligera, guidata da Roberto Della Rocca, ha avviato accertamenti, controlli, appostamenti ed alla fine, inesorabilmente, il cerchio si è stretto intorno alla donna.Così, dopo averne individuato abitazione e luogo di lavoro, gli agenti della Mobile, in località Mambrotta, frazione di San Martino Buon Albergo, dove lavorava come bracciante, hanno catturato la latitante, che è stata poi condotta al carcere di Montorio.
CONTROLLI
Sicurezza a Ferragosto,   <br/>7 arresti e 7 denunce

Sicurezza a Ferragosto,
7 arresti e 7 denunce

La Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda in occasione del ponte di Ferragosto ha intensificato tutti i servizi preventivi, per assicurare il regolare svolgimento del fine settimana in cui si registra il maggior numero di presenze sul territorio.Il risultato è stato di sette arresti, sette denunce, 30 contravvenzioni amministrative a carico di esercizi pubblici e oltre 400 auto controllate, con il ritiro di sei patenti per guida in stato d’ebbrezza.I militari della stazione di Bardolino hanno arrestato due ventenni rumene, provenienti da un campo nomadi del milanese, colte in flagranza di borseggio ai danni di un turista tedesco seduto a un bar del lungolago; le donne avevano utilizzato la tecnica di approcciare la vittima mostrando un cartello con la richiesta di elemosina, dietro il quale le loro mani furtivamente sottraevano il portafoglio che il turista aveva appoggiato sul tavolino.Arrestate in flagranza di reato, a causa dei loro numerosi precedenti penali, le due donne sono tuttora rinchiuse nel carcere di Montorio.La stazione di Bussolengo ha svolto mirati controlli di bar, ristoranti e circoli privati, contestando trenta violazioni amministrative per un importo complessivo superiore ai 32mila euro di sanzioni, per il mancato rispetto delle limitazioni alla somministrazione di bevande alcoliche e per l’indebito accesso in circoli privati di clienti non tesserati. Per un esercizio pubblico è stata richiesta la sospensione dell’attività e la revoca dell’autorizzazione alla somministrazione di alcolici.I Carabinieri di Bussolengo hanno inoltre svolto un capillare controllo della circolazione stradale, denunciando cinque conducenti risultati positivi al test etilometrico; a questi così come ad altri due automobilisti in stato d’ebbrezza fermati dal Nucleo Radiomobile, è stata ritirata la patente.Gli uomini dell'Arma della stazione di Peschiera al parco divertimenti di Gardaland hanno arrestato tre ventenni bergamaschi in flagranza di reato di furto di portafogli e telefoni cellulari, sottratti ad altri clienti. Nella mattinata odierna presso il  Tribunale di Verona si è svolta l’udienza di convalida degli arresti, con successiva remissione in libertà dei rei.Arrestati anche due pluripregiudicati, un ucraino e un moldavo, che a Castelnuovo del Garda avevano completamente svotato di ogni oggetto di valore l’autovettura di una famiglia britannica, che grazie all’intervento dei Carabinieri è tornata in possesso dei suoi beni e ha potuto proseguire la vacanza sul lago di Garda.
IMMIGRATI
Profughi: Non c'è tregua    <br/>per gli arrivi in Veneto

Profughi: Non c'è tregua
per gli arrivi in Veneto

A seguito dello sbarco di 730 migranti, avvenuto oggi nel porto di Salerno arriveranno in Veneto altri cento immigrati. Lo indica la prefettura di Venezia che su questo numero si è accordata con quella campana e le altre del Veneto. In queste ore si stanno sviluppando le operazioni per il trasferimento e l'accoglienza di nuovi 100 profughi che verranno ripartiti nelle province del Veneto.Ieri al "Catullo" erano sbarcati altri 90 profughi.
TRAGEDIA
Malore in campeggio,  <br/>turista muore a Lazise

Malore in campeggio,
turista muore a Lazise

Un turista tedesco di 49anni è morto stroncato da un malore. E' successo in un campeggio di Lazise: l'uomo si è sentito male dopo pranzo, inutili i soccorsi dei sanitari del 118 allertati dai familiari del turista e dal personale del campeggio. L'uomo è morto, vani i tentativi di rianimarlo; una tragedia che si è consumata in presenza della famigila e degli amici con i quali il 49enne stava trascorrendo la vacanza sul lago di Garda.
TRAFFICO E INCIDENTI
Turisti in città,     <br/>code ai caselli

Turisti in città,
code ai caselli

Anche nella domenica che chiude il ponte di Ferragosto i turisti hanno preso d’assalto Verona ed il lago di Garda, grazie anche ad una giornata di sole che finalmente ha baciato le spiagge benacensi.Disagi in autostrada: otto chilometri si sono formati in mattinata sull'Autobrennero per un incidente sulla carreggiata Nord, tra Nogarole Rocca e Verona Nord, un tamponamento nel quale sono rimaste ferite otto persone, tutte in modo lieve.Questo incidente ha causato code anche sull'A4 tra Verona Sud e Sommacampagna, in particolare all'altezza del raccordo con l'A22, qualche rallentamento anche nel tratto tra Verona Est e Verona Sud.Disagi anche ai caselli, dove il forte afflusso di auto ha provocato code, in particolare al casello di Verona Est; code favorite anche dall’assenza di personale ai caselli, con gli automobilisti – soprattutto stranieri – privi di Telepass costretti ad utilizzare i caselli di pagamento automatico, con inevitabili rallentamenti.
INCIDENTE
Morti a Roncà, sono due    <br/>anziani vicentini

Morti a Roncà, sono due
anziani vicentini

Sono state identificate le due vittime dell’incidente avvenuto questa mattina a Roncà, in località Moretti, dove un’auto è finita in un dirupo. E' conermato che si tratta di due anziani vicentini: Armando Fongaro, 72 anni, di Chiampo, e Francesco Zorzin, 65enne, di Arzignano. I due anziani erano appena usciti da un agriturismo dove si erano recati a fare colazione ed hanno perso il controllo dell’auto su cui viaggiavano, finendo in una scarpata dopo un volo di una ventina di metri. I corpi sono stati recuperati dai Vigili del fuoco di Verona, intervenuti assieme ai colleghi di Azignano in una complicata operazione. L’assenza di testimoni non permette al momento di ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, che è all’esame dei Carabinieri della stazione di San Giovanni Ilarione e della Compagnia di San Bonifacio che poi hanno inviato un'informativa anche al comandante del Reparto Operativo di Verona, ten. col. Mason.Dai primi rilievi sembra che l’auto abbia sbandato andando contro un muro per poi travolgere la protezione di un ponticello e finendo nel burrone in una zona impervia.Il sindaco di Roncà, Roberto Turri, interpellato da tgverona.it, si è detto molto colpito da questa tragedia. Turri, che si trova fuori sede per una breve vacanza, ha parlato con il figlio dei titolari dell'agriturismo dove le due vittime si erano fermate prima del tragico incidente.
INCIDENTE
Auto nel dirupo,     <br/>due morti a Roncà

Auto nel dirupo,
due morti a Roncà

Sono morti i due anziani finiti in fondo ad un burrone con la loro auto questa mattina a Roncà, in località Moretti. Le vittime sono due vicentini 70enni, che erano appena usciti da un agriturismo.I due, secondo le prime testimonianze raccolte dai passanti che hanno dato l'allarme, non hanno cessato di vivere subito, ma avrebbe fatto in tempo a lanciare qualche lamento.I Vigili del fuoco sono impegnati in una complicata operazione per far risalire i due corpi, il primo è già stato recuperato. Sul posto anche i Carabinieri della Compagnia di San Bonifacio.
INCIDENTE
Grave incidente a Roncà,  <br/>macchina in un burrone

Grave incidente a Roncà,
macchina in un burrone

Grave incidente questa mattina, poco dopo le 10 a Roncà. Un’automobile è finita in un dirupo dopo un volo di almeno 20 metri: al suo interno, secondo le prime testimonianze, si trovano due anziani, rimasti imprigionati tra le lamiere. L’incidente è avvenuto a Roncà, in località Moretti. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco di Verona e Arzignano e i Carabinieri di San Bonifacio. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti. Fino alle 11.30, confermano i vigili del fuoco, dall’auto si levavano i lamenti dei due occupanti. Le squadre stanno facendo fatica a raggiungere il punto esatto in cui la vettura è precipitata perché molto impervio. Secondo le prime ricostruzioni, dopo essere uscita da un agriturismo la macchina ha imboccato un ponticello ed è quindi finita nel dirupo.I due passeggeri, di cui al momento non si conoscono identità e condizioni, sono incastrati all'interno della macchina che è precipitata per una ventina di metri sotto la sede stradale. (sr)
PROFUGHI
Veneto, in arrivo     <br/>altri 170 migranti

Veneto, in arrivo
altri 170 migranti

Il Veneto accoglierà, nelle prossime ore, 170 migranti. Lo rende noto la Prefettura di Venezia. I nuovi arrivi in Veneto sono stati determinati dallo sbarco di 992 migranti che prima arriveranno nel porto di Napoli, poi la Prefettura di Venezia, in raccordo con quelle del capoluogo campano e del Veneto, coordinerà le operazioni di trasferimento in regione di 170 cittadini stranieri. Un primo contingente è atteso oggi mentre gli altri gruppi saranno inviati a destinazione successivamente per essere destinati nei vari capoluoghi di provincia.
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