LEGA NORD
Tosi: Maroni segretario
senza congresso
"So che è difficile fare insieme il segretario federale e il Governatore, ma chiederò a Maroni di andare avanti e di fare un sacrificio per dare stabilità e continuità all'azione del movimento". Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi della Lega durante la trasmissione Omnibus su La7, aggiungendo che si "andrebbe al Congresso dopo un anno e poco più dal Congresso che ha visto eleggere Maroni quasi all'unanimità come segretario federale della Lega". "Chiederò quindi a Maroni di andare avanti - ha ribadito - senza fare un Congresso, al limite si può fare un Congresso programmatico, questo magari sì", non quindi per la leadership del partito.
LEGA NORD
Tosi: Chi sta con Bossi
eviti azioni distruttive
"Chi sta vicino a Bossi e magari ha anche approfittato della sua malattia, portando alla Lega a quelle situazioni pesanti che sono successe un anno fa, adesso dovrebbero consigliargli che non è nell'interesse del movimento e quindi neanche nel suo, come padre fondatore, prendere certe posizioni". Lo ha detto a Omnibus su La7 Flavio Tosi. "Quando va bene con quelle posizioni non guadagni voti - spiega il sindaco di Verona - ma è chiaro che fanno perdere consenso, perché è come se uno andasse addosso all'impresa per cui lavora. Sarebbe quindi il caso che preso atto che oggi c'é un nuovo segretario federale e una nuova leadership, fermo restando la gratitudine nei suoi confronti per aver guidato la Lega e averla portata ai traguardi che è riuscita a raggiungere, che si evitino certe polemiche. Bisognerebbe capire che è una questione di cicli e che il ciclo è finito: chi lo consiglia, perché sono convinto che non sia una scelta sua, invece lo manda avanti con un'azione che rischia di essere distruttiva".
CARROCCIO
Zaia: Lega ingessata,
torniamo a movimentismo
a Lega deve abbandonare il modello ingessato del partito e tornare al movimentismo. Ne è convinto il governatore veneto Luca Zaia che in un'intervista al Gazzettino sottolinea che "la Lega sta vivendo un vero e proprio travaglio" e auspica "di arrivare al più presto al 'parto' e ripartire", con una certezza: "il leghismo sopravvive alla Lega". "Lungi da me indicare qualcuno col dito - spiega -. Tutti abbiamo colpe. Però alcune cose le potevamo evitare. Siamo usciti dalla difficoltà immane del cambio generazionale. C'é stato Belsito. I diamanti. La Tanzania. E invece di stare in trincea apriamo altri fronti?". "Tosi - dice a proposito del segretario della Liga veneta - si è preso un impegno lo scorso giugno e lo deve portare a termine. E' anche il mio segretario. Il suo banco di prova è compattare il partito che ha diverse anime e sta cercando al suo interno un equilibrio. Se questa fase sarà gestita in maniera serena sarà un successo, altrimenti una bega continua". Per Zaia occorre "abbandonare il modello ingessato dell'associazione partito. Prima di tutto perché la Lega è un insieme di diverse estrazioni culturali e ideologiche - spiega - é totalmente trasversale, non si può dire che la Lega è di destra o di sinistra. E poi perché la vera soluzione è tornare al movimentismo: essere meno organici al sistema, puntare più agli obiettivi. Si votano i provvedimenti che si condividono".
LEGA NORD
Tosi: Secca sconfitta
ma non mi dimetto
Il risultato generale dà la misura di come sono andate le cose: per la Lega e per il centrodestra é stata una secca sconfitta. Ma io resto al mio posto, chi chiede la mia testa ha un consenso personale pari allo zero". Lo dice a Repubblica Flavio Tosi, segretario veneto della Lega Nord. "Alle critiche e alle polemiche alimentate da gente irresponsabile io rispondi con i fatti - spiega -. Alle amministrative dell'anno scorso, abbiamo avuto un risultato analogo a quello di adesso: persi sette ballottaggi su sette. E lo chi comandava nella Lega? Umberto Bossi, e nel Veneto Gian Paolo Gobbo, mica Maroni e Tosi". Per il sindaco di Verona occorre "allargare l'elettorato tradizionale della Lega. Andare oltre, riconquistare il voto di chi ha disertato le urne perché in questi vent'anni a Roma non si è combinato niente. Magari con persone più credibili". "Abbiamo vinto in Lombardia solo tre mesi fa - aggiunge -. Dobbiamo assolutamente dare segnali concreti sui vantaggi che potrebbero arrivare dalla macroregione. Sta ai governatori farlo in tempo, prima della tornata amministrativa dell'anno prossimo, che secondo me coinciderà con le elezioni politiche". Bossi vuol riprendersi la Lega? "Chi lo consiglia dovrebbe ricordare che cos'é successo attorno a Bossi lo scorso anno. E capire che tutti i cicli hanno una fine. Quanto alla sua ricandidatura, vale un moto di saggezza popolare: can che abbaia non morde".
LEGA NORD
Tosi: Secca sconfitta
ma non mi dimetto
Il risultato generale dà la misura di come sono andate le cose: per la Lega e per il centrodestra é stata una secca sconfitta. Ma io resto al mio posto, chi chiede la mia testa ha un consenso personale pari allo zero". Lo dice a Repubblica Flavio Tosi, segretario veneto della Lega Nord. "Alle critiche e alle polemiche alimentate da gente irresponsabile io rispondi con i fatti - spiega -. Alle amministrative dell'anno scorso, abbiamo avuto un risultato analogo a quello di adesso: persi sette ballottaggi su sette. E lo chi comandava nella Lega? Umberto Bossi, e nel Veneto Gian Paolo Gobbo, mica Maroni e Tosi". Per il sindaco di Verona occorre "allargare l'elettorato tradizionale della Lega. Andare oltre, riconquistare il voto di chi ha disertato le urne perché in questi vent'anni a Roma non si è combinato niente. Magari con persone più credibili". "Abbiamo vinto in Lombardia solo tre mesi fa - aggiunge -. Dobbiamo assolutamente dare segnali concreti sui vantaggi che potrebbero arrivare dalla macroregione. Sta ai governatori farlo in tempo, prima della tornata amministrativa dell'anno prossimo, che secondo me coinciderà con le elezioni politiche". Bossi vuol riprendersi la Lega? "Chi lo consiglia dovrebbe ricordare che cos'é successo attorno a Bossi lo scorso anno. E capire che tutti i cicli hanno una fine. Quanto alla sua ricandidatura, vale un moto di saggezza popolare: can che abbaia non morde".
EUROPA
Troppi disoccupati,
stop a migranti
"Demagogico pensare di accogliere altri migranti in un'Europa colpita dalla disoccupazione". Presa di posizione del capogruppo della Lega Nord al parlamento europeo, Lorenzo Fontana, che impegnato a Strasburgo nel dibattito sul pacchetto Schengen e il diritto d'asilo ha spiegato: "È sicuramente vero che bisogna proteggere chi è in difficoltà o è fuggito da un conflitto ma occorre anche prestare attenzione. In questo senso l'Eurodac, il sistema che permetterà di migliorare i sistemi di controllo dell’identità dei richiedenti asilo, va nella giusta direzione perché non sappiamo chi ci sia dietro alla tratta di esseri umani piuttosto che al terrorismo". Inoltre, prosegue Fontana ""sostenere che i migranti che provengono da altri paesi devono avere la possibilità di lavorare quando arrivano in Europa è condivisibile, ma se non ci sono opportunità di lavoro neppure per gli europei, cosa possiamo offrire a queste persone? L’Unione dovrebbe dare un supporto ai paesi del Sud Europa, già messi a dura prova da una crisi economica senza precedenti e non ostinarsi a fare pressioni affinché questi si sobbarchino l'onere dei rifugiati".Fontana critico anche verso il pacchetto Schengen, colpevole di arrecare tanti disagi sia alla sicurezza pubblica nel suo complesso che alla situazione carceraria nazionale: "Un dato subito riscontrabile nei nostri istituti penitenziari, è che in Italia il 35% della popolazione carceraria arriva dall’estero. Parliamo di oltre 23mila detenuti su un totale di quasi 66mila e non possiamo ignorare che molti di loro siano cittadini romeni, quasi 3.700 persone. Numeri che rendono più difficile la situazione nelle nostre carceri ma, di fronte al problema, l'Europa ha finora dimostrato di voler fare davvero poco per rassicurare la società civile”.
ELEZIONI
Tosi: Sconfitta Lega
come Hellas in serie C
"La sconfitta leghista alle amministrative? Sono uno che sa incassare, ma la botta che ho ricevuto equivale a quando il Verona fu retrocesso in serie C. Spero che noi leghisti ci riprenderemo già l'anno prossimo, perché il Verona ci ha messo 11 anni a risalire di serie".Lo dice Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario veneto del Carroccio, oggi al programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. Tosi si dichiara dispiaciuto per la sconfitta di Gentilini a Treviso. "Moltissimo. Non meritava - rileva - di perdere dopo tutto quello che ha fatto per Treviso".
DOPO ELEZIONI
Tosi: Futuro della Lega
è lavorare su territorio
"Il futuro per la Lega è quello di continuare a lavorare sul territorio". Lo ha detto il sindaco di Verona e segretario veneto del Carroccio, Flavio Tosi, commentando i risultati dei ballottaggi alle elezioni comunali. "Abbiamo le tre grandi regioni del Nord - ha spiegato - , a cui abbiamo promesso il federalismo attraverso la macro regione, quindi riduzione della spesa pubblica e della burocrazia. Le cose che servono al Nord e a tutto il Paese". "Dobbiamo dimostrare di saperlo fare - ha aggiunto - se facciamo qualcosa i cittadini ci torneranno a votare". E quindi - ha concluso - abbiamo alcuni mesi davanti per dimostrare che siano in grado di portare a casa i risultati".
FLOP ELEZIONI
Lega dopo la batosta
Maroni: Si riparte
Fuori da tutti i Comuni andati al ballottaggio, in Veneto come in Lombardia, dove il centrosinistra ha fatto il pieno di sindaci nelle grandi città. Quello uscito dal secondo turno delle elezioni comunali, per la Lega Nord di Roberto Maroni, è lo scenario peggiore - una "batosta", per dirla con Matteo Salvini - dopo l'arretramento dei consensi già registrato al primo turno e le feroci parole di critica pronunciate nel frattempo da Umberto Bossi.Con la sconfitta nell' ex roccaforte di Treviso, ceduta allo schieramento avversario dopo 19 anni, e con la perdita di Brescia, la seconda città della Lombardia nel cuore della progettata 'macro-regione', la crisi d'identità del Carroccio é ancora più evidente: un anno fa Maroni parlava di un partito che aspirava a diventare "egemone" al nord. Il segretario federale in mattinata aveva detto che di fronte all'alto tasso di astensione, i "partiti devono fare uno sforzo immenso per recuperare credibilità", nel pomeriggio è rimasto chiuso nel suo ufficio in via Bellerio: nessun commento ufficiale sull'esito. In serata, si è limitato a scrivere su Twitter "condivido" citando una dichiarazione del governatore del Veneto, Luca Zaia, secondo il quale "la Lega deve ripartire, siamo nella fase del ricambio generazionale, si riparte con nuovi stimoli e nuovi obiettivi". Il bollettino finale (Lega più Pdl) parla di sconfitte a Treviso e Brescia, ma anche a Lodi, in provincia di Verona e in tutti quei grossi Comuni della cintura intorno a Milano e Monza (come Bareggio, Bresso, Cinisello Balsamo, Gorgonzola, Brugherio, Carate Brianza e Seveso) finiti al centrosinistra, che ne ha strappati cinque al centrodestra. Matteo Salvini, vicesegretario federale e segretario della Lega Lombarda, è stato l'unico esponente del movimento a parlare coi giornalisti nella sala stampa aperta in via Bellerio e chiusa prima delle 19 quando l'auto di Maroni ha ripreso la strada di Varese."Ogni tanto, una batosta può far bene - ha detto Salvini - a Brescia e a Treviso, abbiamo sbattuto la faccia contro il muro. Ora bisogna ripartire con un bagno di umilità, ma anche più furbizia e cattiveria". Il segretario lombardo è sempre convinto che, in Lega, ci sia un problema di comunicazione delle "cose concrete che facciamo", ma non ha nemmeno nascosto che il duello infinito fra un Bossi che rivendica il partito ("salvo poi tornare dietro il cespuglio") e un Maroni costretto a ribadire che il segretario è lui, non giovano a un partito che ha già altri problemi con il suo elettorato. "Chi litiga allontana, il messaggio è stato ricevuto forte e chiaro. Ora dobbiamo tapparci la bocca", è l'auto-critica. Cruda, pur senza indulgere nel disfattismo, anche l'analisi dell'altro vice di Maroni, il ssegretario veneto Flavio Tosi, secondo il quale "sarebbe sciocco negare questa sconfitta elettorale". "Ora dobbiamo trovare il modo per ripartire, riportando la gente al voto e riconquistando la fiducia dell'elettorato che ci ha sempre votato", ha aggiunto Tosi da Vicenza, spiegando però che "questo lo si può fare smettendo di fare baruffe interne, che non ci hanno aiutato durante la fase pre-elettorale né adesso: i cittadini sono già disinnamorati della politica e ovviamente mal sopportano di vedere i partiti lacerati al loro interno".
BALLOTTAGGI
Elezioni, Faccioli bis
Boscaini a Bussolengo
Due ballottaggi su tre secondo previsioni e una grande sorpresa. Questo l'esito dei ballottaggi nei tre comuni del veronese dove si votava per le comunali. A Villafranca conferma per Mario Faccioli, sindaco uscente, candidato ufficiale del Pdl con il sostegno di alcune civiche, che ha vinto con il 52,1% delle preferenze e uno scarto di circa 700 voti. Il suo avversario, Paolo Martari, sostenuto dal centrosinistra, si è fermato al 47,6%. Decisivo per l'esito finale il voto a Rosegaferro. Martari si era infatti imposto a Dossobuono, ma Faccioli a Rosegaferro ha ottenuto 400 voti in più. A Sona Gualtiero Mazzi, uscente, perde il confronto con Gianluigi Mazzi, avanti anche al primo turno (62 contro 38% il dato finale). A Bussolengo la sorpresa della giornata con Paola Boscaini, sostenuta da alcune liste civiche, che ha sconfitto con il 51,5 delle preferenze Massimo Girelli, candidato dell'intero centrodestra, che si è fermato al 48,5%. Sorprendente il successo della Boscaini perchè al primo turno il nuovo sindaco di Bussolengo era rimasta sotto il 20%.
SEGRETARIO
Maroni: Abbiamo preso
la Lega per i capelli
"Ho preso questo compito di guidare la Lega quasi un anno fa, dopo le brutte vicende che hanno rischiato di buttar via 25 anni di impegno politico sul territorio". Il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, intervenendo ad un incontro elettorale nel veronese ha ripercorso il suo anno alla guida del Carroccio, spiegando di averlo fatto "perché l'obiettivo è garantire un futuro alle battaglie storiche della Lega, che sono ancora tutte da vincere". "Le partite aperte sono tante - ha sottolineato - a cominciare dalla questione settentrionale".Roberto Maroni, pur di fede calcistica rossonera, non si sente come Allegri e respinge il paragone di una Lega come il Milan, che partito male aveva poi conquistato l'ammissione alla Champions League."La Lega - ha detto il leader del Carroccio a Lugagnano - l'abbiamo tirata fuori dal 'bagno' in cui si era messa e l'abbiamo rilanciata". "La Lega soffre le vicende di tutti i partiti - ha aggiunto -, dopo l'arrivo e l'exploit dei grillini". "Però - ha osservato Maroni - alcuni partiti sono spariti, sono morti e sepolti; penso a Di Pietro, penso all'Udc. Noi siamo ancora qui, combattiamo, siamo belli vispi ed abbiamo un grande futuro davanti a noi". E sui ballottaggi ha concluso: "speriamo vada tutto bene, certamente Treviso è la consultazione-chiave per noi".
CARROCCIO
Maroni: Non parlo
delle beghe nella Lega
"Non fatemi parlare delle beghe interne alla Lega, perché di quello non parlo". Così ha risposto ai cronisti il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, arrivando a Bussolengo ad un incontro a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Massimo Girelli, al ballottaggio del 9 e 10 giugno. "Piuttosto - ha aggiunto - parliamo dell'impegno che attende i nuovi sindaci, compito da far tremare le vene dati i continui tagli e i bastoni tra le ruote che il Governo mette alle amministrazioni locali".
LEGA NORD
Maroni: Ci vogliono
muscoli e cervello
"Occorrono muscoli e cervello". Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, partecipando a Lugagnano di Sona ad un incontro a sostengo di Gualtiero Mazzi, sindaco uscente e candidato per il Carroccio al ballottaggio."Restare uniti è la cosa fondamentale" ha spiegato Maroni aggiungendo: "Dobbiamo lottare". "Siamo soddisfatti di come stanno andando le cose - ha spiegato - nonostante qualche effervescenza, ma va bene così". "Abbiamo preso la Lega per i capelli" ha poi sottolineato Maroni ribadendo che "un anno fa ho preso in mano la Lega dopo le vicissitudini. Prima che sparisse siamo riuscirti a rilanciarla". "Siamo qua per tornare a conquistare la fiducia dei cittadini".
CARROCCIO
Tosi: Bossi? Nessuna
chance riprendere Lega
"Ci sono zero possibilità che Bossi si riprenda la Lega". Lo ha affermato, intervenendo a 'La Zanzara' su Radio 24, il segretario veneto della Lega Nord, Flavio Tosi, che sempre sul senatur ha aggiunto: "su di me ha detto non delle bugie ma delle corbellerie. Quelle a Maroni sono offese gratuite. In una situazione normale quando c'era Bossi segretario se qualcuno avesse detto al segretario federale quello che lui ha detto a Maroni sarebbe stato espulso. Però Maroni ha affetto per lui e non se la sente di espellerlo". Rispondendo ai conduttori del programma, circa la possibilità che a Bossi il partito abbia tolto un appannaggio di 800 mila euro, Tosi ha osservato: "non so le cifre, ma se ci fosse davvero un contributo per la scuola della moglie andrebbe cancellato. Lui ha delle persone che lo seguono pagate dal partito. E questo mi sembra giusto per una questione di riconoscenza e i meriti che ha avuto. Però siccome il finanziamento pubblico verrà ridotto se non cancellato è giusto limare le spese, comprese quelle di Bossi". Sulla situziaone personale dell'ex leader leghista Tosi non si è sbilanciato: "Bossi lucido? Anch'io potrei avere un cancro e non lo so..." ha risposto il sindaco di Verona.
LEGA NORD
Tosi: Bossi solo sparate
Non sa creare consenso
"Un'intervista come quella rilasciata da Umberto Bossi a 'la Repubblica' non può che fare ulteriore male al nostro Movimento, di certo non lo aiuta ed è ancora più deleterio che l'abbia fatta a cinque giorni dai ballottaggi per le amministrative". Così il segretario nazionale della Lega Nord-Liga Veneta, Flavio Tosi. C'é, sottolinea, chi lavora "per creare consenso" e chi "fa sparate" senza "alcuna capacità di creare consenso".Tosi ribadisce che "come ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, è chiaro che mentre molti stanno lavorando sul territorio per creare consenso, c'é invece qualcuno che fa sparate e pretende di dare patenti di pseudo leghismo senza aver nessuna capacità di creare consenso, ma semmai di farlo ancora diminuire". "Pur riconoscendo ad Umberto Bossi i meriti di aver fondato la Lega e di averla portata a grandi risultati, - conclude Tosi - bisogna ricordarsi che alcuni, purtroppo, da un anno a questa parte, hanno danneggiato la lega in maniera gravissima con comportamenti e atteggiamenti ben noti, sia all'interno che all'esterno del nostro Movimento".
ELEZIONI
Tosi: Troppi annunci,
Lega abbandoni il limbo
"Se non concretizzi non ti votano. Siamo avanti per anni a parlare di federalismo, riforme, cambiamento, e non abbiamo portato a casa un'ostrega". Il sindaco di Verona Flavio Tosi ammette: "se il confronto è con le amministrative dell'anno scorso, dove eravamo andati al ballottaggio in sette città del Nord, il risultato è un disastro. E' in crisi il voto ideologico per la Lega". "La Lega è nel limbo, e deve uscirne al più presto", avverte Tosi. "Roberto Maroni è diventato governatore della Lombardia scommettendo sul progetto della Macroregione. Quel progetto deve diventare vero, reale. Abbiamo un anno di tempo prima che si torni al voto per le Europee, due se penso alle prossime elezioni regionali. Ma non dobbiamo darci troppo tempo, non devono passare troppi mesi. O ti presenti al voto con qualcosa di concreto - conclude - oppure finisce che, prima o poi, chi ti aveva votato ti presenta il conto".
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