BANCO POPOLARE
Saviotti: "E' stato
un anno dignitoso"

Pier Francesco Saviotti, ad del Banco Popolare
Il 2012, per il Banco Popolare, sarà un anno che non si discosterà molto, per quanto riguarda la redditività, dal 2011: lo ha detto l'amministratore delegato Pierfrancesco Saviotti. "Con un paese in recessione - ha spiegato - è difficile pensare a qualcosa di più consistente. In attesa della ripresa, che tutti prevedono per il 2013, e che spingerà i ricavi, abbiamo cominciato a laovrare per contenere i costi della struttura. Siamo un buon gruppo, ci rafforziamo anno dopo anno: se penso ai primi mesi el 2009 (quando Saviotti prese il posto di Innocenzi, ndr) mi vengono i brividi. Ma proprio per questo cresce la soddisfazione per il lavoro fatto, che a poco a poco ci ridà credibilità. Purtroppo, sulle valutazioni degli analisti pesano ancora i risultati di Italease, nonostante ormai non svolga nessuna attività e sia in liquidazione".
Sono contento di quanto realizzato nel 2011: il risultato della gestione, al netto della svalutazione per l'avviamento che non ha alcuna influenza, è più che dignitoso, sia per i retaggi del passato che ancora influiscono sia per il contesto nazionale e internazionale nel quale abbiamo dovuto operare". Lo ha affermato l'amministratore delegato del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti, al quale è toccato il compito di analizzare il bilancio, che chiude con 2,257 miliardi di passivo (frutto di dati contabili per la svalutazione dell'avviamento dovuto alla fusione Bpvn con la Lodi: al netto, il risultato operativo è un utile di 574 milioni contro 308 del 2010). Sul bilancio continua a pesare ("Anche se molto meno del passato: stiamo facendo un bel lavoro") Italease, senza il quale i conti del Banco sarebbero decisamente più positivi. "I dati - ha sostenuto Saviotti - confermano il radicamento territoriale del Banco, attraverso le sue divisioni (ex Bpn, Bpv, Lodi, Lucca, ndr): basta considerare che gli impieghi alle pmi e alle famiglie sono cresciuti (+1,4% e +9% rispettivamente), così come la raccolta (+4,4%). Resta il problema dei crediti dubbi: quelli del gruppo ammontano a 13,8 miliardi, ma l'evoluzione annuale ha visto nel 2011 il Banco in posizione più che positiva, visto che sono cresciuti del 7%, contro un aumento medio dei nostri competitor del 14,5%". Il 2011 per il nostro gruppo è stato particolarmente importante: c'é stato un aumento di capitale per 2 miliardi; abbiamo redatto un piano industriale che è andato a farsi benedire per l'aspetto economico a causa degli eventi della seconda aperte dell'anno ma che rimane valido per la crescita. E' nata la Grande Banca Popolare, che ha portato a risparmi e miglior gestione. Il presente così incerto ci impone di accelerare quelle iniziative tese a migliorare liquidità, capitale, credito: è qui che ci siamo focalizzati per vincere la sfida con il mercato"
















