BANCO POPOLARE

Saviotti: "E' stato
un anno dignitoso"

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Pier Francesco Saviotti, ad del Banco Popolare

21/04/2012 12:17

Il 2012, per il Banco Popolare, sarà un anno che non si discosterà molto, per quanto riguarda la redditività, dal 2011: lo ha detto l'amministratore delegato Pierfrancesco Saviotti. "Con un paese in recessione - ha spiegato - è difficile pensare a qualcosa di più consistente. In attesa della ripresa, che tutti prevedono per il 2013, e che spingerà i ricavi, abbiamo cominciato a laovrare per contenere i costi della struttura. Siamo un buon gruppo, ci rafforziamo anno dopo anno: se penso ai primi mesi el 2009 (quando Saviotti prese il posto di Innocenzi, ndr) mi vengono i brividi. Ma proprio per questo cresce la soddisfazione per il lavoro fatto, che a poco a poco ci ridà credibilità. Purtroppo, sulle valutazioni degli analisti pesano ancora i risultati di Italease, nonostante ormai non svolga nessuna attività e sia in liquidazione".

Sono contento di quanto realizzato nel 2011: il risultato della gestione, al netto della svalutazione per l'avviamento che non ha alcuna influenza, è più che dignitoso, sia per i retaggi del passato che ancora influiscono sia per il contesto nazionale e internazionale nel quale abbiamo dovuto operare". Lo ha affermato l'amministratore delegato del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti, al quale è toccato il compito di analizzare il bilancio, che chiude con 2,257 miliardi di passivo (frutto di dati contabili per la svalutazione dell'avviamento dovuto alla fusione Bpvn con la Lodi: al netto, il risultato operativo è un utile di 574 milioni contro 308 del 2010). Sul bilancio continua a pesare ("Anche se molto meno del passato: stiamo facendo un bel lavoro") Italease, senza il quale i conti del Banco sarebbero decisamente più positivi. "I dati - ha sostenuto Saviotti - confermano il radicamento territoriale del Banco, attraverso le sue divisioni (ex Bpn, Bpv, Lodi, Lucca, ndr): basta considerare che gli impieghi alle pmi e alle famiglie sono cresciuti (+1,4% e +9% rispettivamente), così come la raccolta (+4,4%). Resta il problema dei crediti dubbi: quelli del gruppo ammontano a 13,8 miliardi, ma l'evoluzione annuale ha visto nel 2011 il Banco in posizione più che positiva, visto che sono cresciuti del 7%, contro un aumento medio dei nostri competitor del 14,5%". Il 2011 per il nostro gruppo è stato particolarmente importante: c'é stato un aumento di capitale per 2 miliardi; abbiamo redatto un piano industriale che è andato a farsi benedire per l'aspetto economico a causa degli eventi della seconda aperte dell'anno ma che rimane valido per la crescita. E' nata la Grande Banca Popolare, che ha portato a risparmi e miglior gestione. Il presente così incerto ci impone di accelerare quelle iniziative tese a migliorare liquidità, capitale, credito: è qui che ci siamo focalizzati per vincere la sfida con il mercato"


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