CSI VERONA
Tentò rapina allo stadio
Inchiodato da impronta

E' un'impronta rilevata sul bancone della gioielleria che aveva tentato di rapinare ad inchiodare Mattia Guadagnini, 21 anni, residente a Vigasio; secondo gli investigatori della Squadra Mobile di Verona il giovane che tentò di rapinare nell'agosto dello scorso anno il laboratorio orafo Zavatteri di via Sansovino allo stadio.
DONNA-CORAGGIO. L'episodio guadagnò i titoli alti delle pagine di cronaca per la reazione della titolare della gioielleria, settantenne, che alla vista del giovane, armato di pistola, si oppose urlando e inveendo contro di lui fino a richiamare l'attenzione di alcuni passanti. Il giovane, nel tentativo di divincolarsi, colpì anche la donna con la pistola sulla testa ma completamente sorpreso dalla reazione dell'anziana scappò a gambe levate senza portare via niente e lasciando l'arma sul bancone del laboratorio.
L'IMPRONTA-SVOLTA. La svolta a conclusione di una lunga indagine, iniziata negli attimi successivi alla rapina con i rilievi all'interno del laboratorio della Polizia Scientifica. Il parziale di un impronta, lavorato anche dai colleghi del centro di Padova, ha permesso di arrivare al numero minimo di particolarità (per la legge italiana 16) per risalire ad un'identità certa e da li all'autore della tentata rapina.
IN CARCERE. Riconosciuto dalla vittima, a Guadagnini è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, dov'era finito per altri reati minori. Ma il giovane, insieme a un coetaneo arrestato mesi fa, sarebbe anche l'autore di un furto ad un'altra gioielleria, questa volta in centro, avvenuto sempre nell'estate scorsa.
Per questo dovrà rispondere di tentata rapina aggravata e furto in concorso. A dare notizia dell'arresto il comandante della Mobile scaligera, Giampaolo Trevisi e il sovrintendente della Polizia Scietifica Giovanni Amico.















