LEGA NORD
Zaia: "Io segretario
veneto? No irrevocabile"

Luca Zaia con il sindaco Flavio Tosi
Il governatore del Veneto Luca Zaia non sarà il pacificatore nella guerra del Carroccio tra il sindaco di Verona Flavio Tosi e il 'cerchio magico' vicino a Bossi, candidandosi alla sostituzione di Gianpaolo Gobbo alla segreteria veneta del partito. "Sono assolutamente indisponibile - dichiara - e finché sarò presidente del Veneto il mio no è irrevocabile". In una intervista Zaia parla dell'impressione avuta dal nuovo premier Mario Monti. "Una persona molto rigorosa, a tratti intransigente - dice - che in questa fase ha l'opportunità di sottrarsi al condizionamento di partiti e Parlamento. Capita una volta ogni cent'anni".
Da governatore annuncia che il Veneto "non farà opposizione al governo ma valuterà di volta in volta i provvedimenti". Da leghista spiega di giudicare "deleterie le scelte in materia di liberalizzazioni degli orari commerciali e di accentramento delle tesorerie". Zaia dà poi la sua motivazione della tenuta in Veneto della coalizione Lega-PdL: "é una questione di coerenza e di rispetto. La gente premia la coerenza".
Quanto alla volontà del Carroccio di correre d'ora in poi da sola, il presidente del Veneto ricorda che "la Lega ciclicamente sceglie di correre in solitudine: ci vuole, è empatico con la nostra base. Per noi correre da soli è come celebrare un congresso, ci contiamo, ci misuriamo con il territorio". E conclude: "oggi tutti ci danno lezioni in materia, beh, io sono stato il primo a farlo nel 1998 alle provinciali di Treviso sfidando i sondaggi che mi escludevano addirittura dal ballottaggio e vinsi".















