METEO
Continua il gelo,
martedì ancora neve?

Copia di 'Resta il freddo'
Il freddo continua ad abbattersi su un'Italia che ha dimostrato di non essere per niente preparata all'inverno. E così, se gli occhi sono fissi su Roma, paralizzata e soffocata dalla neve, con scuole chiuse e trasposto pubblico che ha abdicato, anche in Veneto con i numeri non si scherza. E tra le città più fredde in assoluto, seconda solo a Belluno, c'è Verona che nella notte ha toccato quota meno nove gradi. Più freddo che a Venezia, da cui arrivano le immagini spettacolari di una laguna ghiacciata, anche se fortunatamente meno disagi. Pochi gli incidenti, parecchi treni in ritardo, anche di un'ora e mezza, ma non di più.
500 sono intanto le tonnellate di sale sparse sulle strade della città. In magazzino Amia ne ha in uscita altre 2500. E se da noi, tutto sommato, si va avanti, c'è chi sta peggio. Roma appunto ma anche l'Emilia. E così, in accordo con il presidente del Veneto Zaia, l'assessore Daniele Stival ha attivato la protezione civile veneta per correre in soccorso ai vicini di regione. Una colonna mobile anti freddo e anti gelo, pronta ad intervenire alla prima richiesta di aiuto.
E chi sta confidando in un cambio di rotta, conservi pazienza e rassegnazione. Il termometro resterà sotto lo zero, bora e gelo siberiano continueranno per tutta la prossima settimana, attenuati unicamente da qualche ora di sole. E per martedì, tutti avvisati, si parla di una seconda nevicata in pianura. Stando ad oggi, ad un primo bilancio, Verona, con la sua scarsa neve e i contenuti disagi, si può considerare fortunata. Non tutta però. L'emergenza è altissima, in queste ore, per i senza tetto. Nella sola notte di ieri i volontari della Ronda della Carità ne hanno raccolti venti dalle strade. Raccolti e portati nel dormitorio del don Don Calabria e nella tensostruttura riscaldata allestita per l'occasione, grazie all'aiuto del sindaco Tosi e dell'assessore Bertacco, in via Cristoforo Colombo. E se le prime notti siberiane sono passate senza vittime, diversamente che a Milano, gli occhi restono aperti. Fissi sulla colonnina di mercurio e gli angoli più o meno nascosti della città.















