INAUGURAZIONE
Da Fieragricola parte
il rilancio del settore

Un'immagine da un padiglione di Fieragricola
Per il governo italiano la Politica agricola comunitaria (Pac) dovrà rappresentare uno strumento di tutela dell'agricoltura italiana dopo che al momento dell'abbondanza, sta facendo seguito uno scenario molto più severo. Lo ha indicato oggi a Verona il ministro per le Politiche agricole Mario Catania annunciando richieste di chiarezza all'Ue.
"Serviranno regole più rigide - ha sottolineato - sulle indicazioni dei prodotti, sull'etichettatura e sulla difesa del Made in Italy". Intervenendo quindi sul tema vero e proprio della manifestazione, il futuro della Pac, Catania ha ricordato che "oggi rispetto a 50 anni fa quando la Pac è nata - ci troviamo di fronte ad uno scenario mutato". Catania ha indicato "nell'accaparramento di terra uno dei pericoli "E' anche per questo che vogliamo una Pac diversa, competitiva, - ha aggiunto - flessibile. Tutto questo lo dobbiamo fare capire a Bruxelles e credo che ci riusciremo".
Ricordando che la "Pac è la prima delle politiche che deve darci risposte. E sarà una Pac con un budget importante che non tenga conto solo della superficie delle aziende ma tenga conto di tutto quello che è misurabile in capacità di produrre bene. E' un impegno che mi prendo a nome del governo perché questo sarà un negoziato decisivo per i prossimi dieci anni dell'agricoltura europea".
Per il ministro Catania "la Pac che in questo momento è sul tavolo della commissione contiene troppe indicazioni punitive". "Non possiamo più permetterci - ha osservato - di avere soluzioni che stimolino la rendita a vantaggio della proprietà fondiaria. Non è un tipo di sostegno etico per questo negozieremo a Bruxelles per soluzioni chiare in questo senso e se non ci saranno le adatteremo su scala nazionale. Catania lo ha indicato dal palco di Veronafiere da dove ha inaugurata la 110/ma edizione di Fieragricola.
"C'é ad esempio da rinegoziare la questione del greening che la commissione propone in modo sbagliato. Non abbiamo nulla - ha detto il ministro - contro una parte che abbia una sensibilità ambientale ma le soluzioni che la commissione mette sul tavolo non devono essere punitive perle imprese. Non abbiamo alcun bisogno - ha proseguito - di meccanismi che portano costi aggiuntivi per le imprese".
Per Catania, tutto questo "non serve alle imprese né alla salvaguardia delle stesse perché quanto previsto dalla commissione non ha nessuna reale ricaduta ambientale".
Secondo il rappresentante di governo, esiste poi il 'pressante' problema di chi deve ricevere le risorse della Pac. "Fino a che c'é stata una fase economica che ha consentito un sostegno su livelli importanti a tutte le attività agricole è stato possibile anche a non andare a vedere con la lente d'ingrandimento chi è il beneficiario del sostegno. Oggi occorre che il sostegno vada veramente all'agricoltore".















