LIBERALIZZAZIONI
Farmacie in sciopero
"Il Governo ci ascolti"

Se il Governo non ascolterà le nostre ragioni, quello di mercoledì sarà solo il primo di una lunga serie di scioperi. Non arretrano di un centimetro i farmacisti di tutto il Veneto pronti per dopodomani alla serrata generale per protestare contro il decreto sulle liberalizzazioni varato da Monti. Saranno 1.106 le farmacie chiuse in tutta la regione, 114 quelle, seppur aderendo allo sciopero, che garantiranno il servizio di emergenza, 14 a Verona e 21 a Padova. Sotto accusa la liberalizzazione dei prezzi e la possibile apertura di nuove farmacia. Solo a Verona, ad esempio, dovrebbero esserne aperte 100, a fronte delle 230 già presenti in città e provincia.
"Non ci sarà alcun vantaggio economico per i cittadini da queste liberalizzazioni - ha spiegato Marco Bacchini, presidente di Federfarma Veneto - ma solo più confusione. Noi vogliamo che il governo ci ascolti, anche perchè solo così si potranno rendere conto dell'errore che stanno commettendo".
Uno degli aspetti negativi, sottolineati da Federfarma, è rappresentato dal rischio concreto, vista la nuova libertà di vendita, dell'aumento e dell'abuso di farmaci da parte della gente, conseguenza diretta della liberalizzazione dei prezzi. I farmacisti chiedono aperture rapide per concorso immediato di un numero equo di farmacie, riconoscimento economico professionale e non commerciale, flessibilità di orario in base alle esigenze dei cittadini e libera vendita di farmaci senza ricetta e senza la presenza del farmacista. Non mancano però le obiezioni da parte di chi pensa che questo sciopero sia solo l'ennesimo tentativo di tutelare i privilegi di quella che tanti considerano l'ennesima casta.
"Casta? Se ne parla tanta, soprattutto in quest'ultimo periodo - conclude Bacchini. Dietro questo nostro sciopero non ci sono gli interessi delle singole farmacie, e comunque non solo. Il nostro intento è far capire alla cittadinanza che queste liberalizzazioni sono sbagliate e soprattutto non andranno incontro alle esigenze delle persone. Puntare all'aumento del consumo di farmaci per la crescita del paese è una politica che noi non sposiamo e che non deve essere portata avanti".
Un incontro con il governo era già stato fissato, ma poi all'ultimo non se n'è fatto nulla. Non dovesse essere fissato un nuovo appuntamento, per fine febbraio i farmacisti saranno pronti per una nuova serrata.















