COSTI
Veneto, stop a vitalizi
consiglieri Regione

Il consiglio regionale
Stop ai vitalizi a partire dalla prossima legislatura; riduzione, a partire dal gennaio prossimo, del 25% della attuale indennità di funzione percepita dai consiglieri; riparametrazione di tutte le voci che vanno a comporre attualmente la cosiddetta diaria, limitando i rimborsi forfettari e incentivando l'effettiva partecipazione dei consiglieri alla attività di Aula e di Commissione. Sono le principali novità del progetto di legge sui " costi della politica" - presentato dall'Ufficio di Presidenza e da tutti i capigruppo -, licenziata oggi all'unanimità dalla Commissione Affari istituzionali e che approderà domani in Consiglio per la definitiva approvazione. Soddisfazione per l'esito positivo di una azione che aveva fin dall'inizio coinvolto tutte le forze politiche, convinte della necessità di abbassare i costi della politica, in un periodo di difficoltà economiche e mentre si chiedono sacrifici ai cittadini, è stata espressa dal presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato e dai capigruppo.
Il presidente ha ricordato che una sforbiciata alle indennità dei consiglieri, per una somma variabile tra i 700 e i mille euro, era già stata fatta tra la fine del 2010 e la metà del 2011, e che quindi la riduzione prevista da questa nuova legge si aggiungerà a quella manovra. Se si pone mente al fatto che anche il bilancio 2012 del Consiglio ha subito un notevole ridimensionamento - ha aggiunto Ruffato - e che quest'anno sono stati effettuati interventi in riduzione sugli enti strumentali e sulle strutture regionali, penso si possa continuare a ritenere la Regione veneto tra le amministrazioni più virtuose del Paese.
Il presidente ha infine ricordato che sotto il profilo del risparmio, il contributo più consistente verrà dalla nuova legge elettorale, licenziata ieri dalla Commisisione e quindi pronta per la definitiva approvazione da parte dell'aula. Dieci consiglieri in meno - ha affermato - valgono infatti un risparmio notevole per il Consiglio. Presidente e capigruppo auspicano analoghi provvedimenti da parte degli altri Consigli regionali e, per quanto riguarda il Parlamento, l'adozione del criterio di un eletto per ogni 100 mila abitanti, che porterebbe il numero dei deputati a 600 unità, con un risparmio per lo Stato molto considerevole.















