MUSICAL
Peter Pan, la fiaba
sulle note di Bennato

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Peter Pan, il secondo musical di questa stagione areniana, sul palco dell'anfiteatro dopo Cats. Sulle musiche di Bennato, del suo "Sono solo canzonette" riadattato per l'occasione, si è mosso il cast guidato da Maurizio Colombi. Uno spettacolo trasferito in Arena dal palco del teatro Sistina di Roma e che ha voluto rievocare le atmosfere del sogno della favola di James Matthew Barrie. La storia, conosciuta a tutti, di un bambino che non vuole cresce, che scappa dall'età adulta trascinando con sé, dal mondo reale, altri bambini come lui, tra sirene, indiani, fate e pirati.
Lo spettacolo inizia, sul palco viene proiettato un video che porta diretti nella camaera di Wendy, MIchael e Jhon. E quando, dalla finestra, entra Manuel Frattini, uno dei nomi più importanti del musical made in Italy, la suggestion ha inizio. E dal protagonista al suo antagonista. Un cattivissimo Capitan Uncino interpretato da un davvero bravo Pietro Pignatelli. Tanti i momenti divertenti e il pubblico, c'è da dirlo decisamente non numeroso, apprezza e si fa sentire. Un ottimo cast, capace di coinvolgere con la complicità delle note di Bennato. Però, è non è la prima volta che succede, è il posto ad essere sbagliato. Perchè il palco dell'Arena non è quello di un teatro. E così, trasferenso, senza adattarle, dimensioni e scenografia, gli spazi non vengono sfruttati, le incredibili potenzialità dell'anfiteatro sacrificate. Con il risultato che lo spettacolo perde, affoga in una dimensione troppo grande. Ed è un peccato. Perchè attori, scene e costumi, sul palco per esempio del Teatro Romano, avrebbero portato a casa un successo scontato.















