TRIMESTRALE
Banco Popolare torna   <br/>in utile: 92 milioni

Banco Popolare torna
in utile: 92 milioni

Il Banco Popolare ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile di 92 milioni di euro contro la perdita di 109 milioni registrata nello stesso periodo del 2012. Lo comunica la società in una nota in cui ricorda che al netto della fair value option (relativa all'impatto della variazione del merito di credito sulle passività finanziarie), l'utile si attesterebbe a 49 milioni, contro i 92 milioni dell'analogo periodo del 2012.
MODA
Calzedonia pronta    <br/>ad aquistare 'La Perla'

Calzedonia pronta
ad aquistare 'La Perla'

Calzedonia punta all'acquisto de La Perla. Il gruppo veronese sta valutando di rilevare la storica azienda di intimo che da anni versa in crisi. In una nota congiunta viene precisato che le parti "dopo alcuni fruttuosi incontri preliminari, hanno deciso di iniziare una trattativa in esclusiva diretta a definire termini e condizioni di un eventuale accordo di acquisizione".
BILANCIO
Veronafiere, nel 2012    <br/>utile per 1,5 milioni

Veronafiere, nel 2012
utile per 1,5 milioni

L’Assemblea dei Soci di Veronafiere, riunitasi oggi in sede ordinaria, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2012 che, nonostante l’acuirsi della difficile situazione macroeconomica, riflette un esercizio caratterizzato da dinamismo, innovazione e progettualità, che hanno permesso di confermare il posizionamento competitivo di Veronafiere come leader italiano nella gestione diretta di eventi internazionali e tra i primi in termini di redditività netta e marginalità aziendale.A livello di Gruppo, con un perimetro di consolidamento che include, oltre a Veronafiere, anche Piemmeti SpA, Veronafiere Servizi Spa e Tandem Communication Srl, nel 2012 sono stati registrati Ricavi per € 85 milioni e un Ebitda pari a €12,7 milioni (15% dei ricavi).L'esercizio si è chiuso con un Risultato Netto positivo per € 1,5 milioni.La Capogruppo Veronafiere ha realizzato, da sola, €78,5 milioni di Ricavi con un Ebitda di €11,6 milioni di Euro (pari al 14,6% dei ricavi) ed un Risultato Netto positivo per €0,5 milioni.I risultati nel loro complesso riflettono l’importante lavoro compiuto dal management sull’ottimizzazione dei costi e l’ottima performance della gestione caratteristica.Ettore Riello, presidente di Veronafiere, ha così commentato: "Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati registrati nel corso dell’esercizio 2012 poiché riflettono con chiarezza quanto l’impegno profuso dal management in termini di progettualità e ottimizzazione dell’esecuzione, siano stati determinanti nel compensare i pesanti effetti del contesto macro economico. Risultati che ci consentono anche di distribuire ai nostri soci quelle che, tecnicamente per Statuto, si definiscono eccedenze attive di bilancio". "Lo spirito di iniziativa e la profonda conoscenza del business ha battuto la crisi nel 2012 e ci ha permesso di aprire un 2013 mantenendo un trend positivo, come dimostrano gli ottimi risultati, sia a livello nazionale che internazionale, registrati nel corso dell’ultima edizione di Vinitaly" ha proseguito Riello che ha concluso: "Il contesto continua ad essere sfidante ma Veronafiere, che conta su un azionariato compatto e di supporto, potrà quest’anno beneficiare anche del forte potenziamento della propria attività di piattaforma per la promozione del sistema Paese sui mercati esteri. Per questo, con la dovuta prudenza che il momento impone, guardiamo con fiducia al futuro".Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere focalizzando sugli effetti delle strategie di crescita all’estero, commentando i risultati, ha aggiunto: "Nel perimetro non sono naturalmente considerati gli effetti derivanti dall'importante operazione di crescita per linee esterne in Brasile, siglata lo scorso novembre e finalizzata con la recente costituzione di Veronafiere do Brasil. Operazione di sistema Paese, con la partecipazione di Simest e Sace. Tuttavia, ai fini di offrire una rappresentazione ancora più chiara della strategicità dell'acquisizione, nonché del positivo impatto sul bilancio, ipotizzando un consolidamento di Veronafiere do Brasil sull'intero esercizio 2012, i risultati proforma porterebbero il Gruppo a un livello di Ricavi oltre gli 88 milioni, con un Ebitda a circa 14 milioni, pari al 16% dei ricavi, e un Risultato Netto positivo a livello di Gruppo per € 2 milioni".La significativa performance nel 2012 è stata raggiunta grazie alla capacità di Veronafiere di dare esecuzione alla propria strategia di crescita, ottimizzando costantemente la gestione diretta e il coordinamento di ben 50 eventi fieristici svoltisi nel 2012, di cui 43 a Verona e 7 in 6 Paesi stranieri. Un know how, quello di Veronafiere, che oltre a sostenere la propria mission di partner delle imprese clienti, le ha permesso di registrare nel corso dell’esercizio un numero di visitatori complessivo pari a 1.341.018 (+7% rispetto al 2011), dei quali 178.183 provenienti all’estero (pari al 30% del totale dei visitatori riferiti alle manifestazioni internazionali, con punte del 35% per Vinitaly e del 52% per Marmomacc); contestualmente è aumentato considerevolmente anche il numero degli espositori, attestatosi a 15.427 (in crescita dell’8% sul 2011), di cui 2.840 esteri (pari al 25% del totale degli espositori riferiti alle manifestazioni internazionali). 2012: un anno di accordi all’insegna dello sviluppo. L’attività di Veronafiere nel 2012 è stata, come in parte anticipato, caratterizzata da numerose operazioni di acquisizione e partnership strategiche volte a sostenere la crescita sul fronte internazionale e domestico.In particolare, sul fronte estero, oltre a Veronafiere do Brasil, con partnership o joint venture mirate, nuove o consolidate, la Fiera di Verona ha costituito piattaforme per le imprese del settore wine&food e building in Cina (Hong Kong), USA, Russia, Nord Africa e Penisola Arabica.Parallelamente sul fronte della crescita nazionale, nel corso del 2012 Veronafiere ha potenziato il presidio di manifestazioni tecniche rivolte a una qualificato pubblico BtoB, attraverso la sigla di accordi che hanno portato nel proprio quartiere 3 manifestazioni come Metef, Foundeq, expo dell’alluminio e fonderia accompagnata dai saloni Metalriciclo Recomat e, dal 2014, Alumotive; Oil Non Oil , manifestazione biennale dedicata al mondo dei servizi dell’auto e all’automobilista e, Asphalitca, il salone delle soluzioni e tecnologie per pavimentazioni, sicurezza e infrastrutture stradali.OperaWine, overture al Vinitaly in collaborazione con Wine Spectator finalizzata alla promozione del vino made in Italy nel mondo, lanciata nel 2012 e giunta quest’anno alla seconda edizione, è diventata l’oggetto dell’importante progetto di intesa che unirà Veronafiere ed Expo Milano 2015 nell’ambito di un piano di promozione e valorizzazione dell’eccellenza vinicola italiana sull’asse Verona-Milano. La partnership vedrà le due realtà espositive collaborare a eventi, prima e durante il periodo in cui si svolgerà l’Esposizione Universale di Milano, dal 1° maggio al 31 ottobre 2015.Tra i più importanti nuovi appuntamenti, presentati nel 2012 e in programma nell’ottobre 2013, si segnala Smart Energy Expo, evento espositivo e convegnistico, di portata internazionale, che si propone di trattare il tema energetico in modo nuovo e trasversale per offrire conoscenza, cultura, strumenti e networking all’industria con il preciso obiettivo di sostenerne lo sviluppo e la competitività.
POPOLARE
Saviotti a Draghi: Diamo   <br/>più soldi dei raccolti

Saviotti a Draghi: Diamo
più soldi dei raccolti

Pier Francesco Saviotti risponde a Mario Draghi. Le banche italiane erogano più di quanto raccolgono. Con queste parole il numero uno del Banco Popolare, in occasione dell'assemblea degli azionisti a Lodi - in collegamento con gli altri soci riuniti nelle sedi di Isola della Scala, Lucca e Novara -, spedisce al mittente, ovvero al presidente della Bce, l'accusa secondo cui le banche hanno paura di fare prestiti."Ho avuto il piacere di conoscere Draghi prima che diventasse governatore della Banca d'Italia ma su una cosa non mi sento del tutto d'accordo, ovvero quando dice che il costo del credito delle banche dovrebbe essere più basso e che le banche hanno paura ad erogare il credito", ha detto Saviotti. "Il sistema nazionale eroga piu di quanto raccoglie" e "c'é una differenza di 170 miliardi tra impieghi e raccolta. Questo gap prima veniva coperto facilmente" sul mercato estero, ora invece "é più difficile andarci e quindi inevitabilmente il mercato domestico ne risente". E sempre a proposito della situazione interna, il banchiere ha avuto modo di rassicurare gli azionisti che hanno approvato a larga maggioranza un bilancio difficile da digerire con quasi un miliardo di perdite. All'assemblea record del Banco, dove hanno partecipato oltre 18 mila persone (deleghe incluse) - 17.755 favorevoli, 49 contrari e 23 astenuti sul bilancio -, Saviotti ha detto che "i primi tre mesi sono andati bene" e che "i numeri indicano di essere ottimisti" per il 2013. Il banchiere si è detto quindi fiducioso di tornare a pagare un dividendo in questo esercizio. Nonostante i conti in rosso a causa delle rettifiche su crediti imposte da Bankitalia e alle perdite scatenate dalla joint-venture con i francesi del Credit Agricole, Agos Ducato (oltre 500 milioni di svalutazioni), il Banco non si sente "la pecora nera" delle banche italiane. E l'Ad assicura che sul gruppo non cadranno più "tegole in testa" come quella di Italease. Sul caso Agos, invece, ha assicurato che "in tempi molto brevi sarà firmato l'armistizio" con i francesi. "Non usciamo ne riduciamo la quota" del 39% (Agricole al 61%), come previsto in precedenza, semmai "rilanceremo la società". Più in generale, ha precisato, la banca non è ancora "in ottima salute" ma i segnali "sono positivi: quattro anni fa l'acqua era alla bocca e ora il livello è un po' sceso. Mi sento un po' il Mosé della situazione a capo di un gruppo in cammino verso la terra promessa che è il risanamento. Purtroppo però noi non siamo gratificati dalla manna e ogni due per tre ci troviamo una sorpresa non gradita. Più che un Mosé infatti alle volte mi sento più un Don Chisciotte". Sempre dal parterre lodigiano sono arrivati anche messaggi contro il Piano Spa della Bpm. Il primo a bocciare il progetto targato Andrea Bonomi è stato il presidente Carlo Fratta Pasini nella consueta lettera agli azionisti: "Per promuovere operazioni di tal genere occorre essere privi di memoria e di speranza". Poi ha chiuso Saviotti: "La governance non va toccata a meno che l'intenzione non sia quella di mettere la banca sul mercato. E' un'operazione che non ha senso".
POPOLARE
Saviotti a Draghi: Diamo   <br/>più soldi dei raccolti

Saviotti a Draghi: Diamo
più soldi dei raccolti

Pier Francesco Saviotti risponde a Mario Draghi. Le banche italiane erogano più di quanto raccolgono. Con queste parole il numero uno del Banco Popolare, in occasione dell'assemblea degli azionisti a Lodi - in collegamento con gli altri soci riuniti nelle sedi di Isola della Scala, Lucca e Novara -, spedisce al mittente, ovvero al presidente della Bce, l'accusa secondo cui le banche hanno paura di fare prestiti."Ho avuto il piacere di conoscere Draghi prima che diventasse governatore della Banca d'Italia ma su una cosa non mi sento del tutto d'accordo, ovvero quando dice che il costo del credito delle banche dovrebbe essere più basso e che le banche hanno paura ad erogare il credito", ha detto Saviotti. "Il sistema nazionale eroga piu di quanto raccoglie" e "c'é una differenza di 170 miliardi tra impieghi e raccolta. Questo gap prima veniva coperto facilmente" sul mercato estero, ora invece "é più difficile andarci e quindi inevitabilmente il mercato domestico ne risente". E sempre a proposito della situazione interna, il banchiere ha avuto modo di rassicurare gli azionisti che hanno approvato a larga maggioranza un bilancio difficile da digerire con quasi un miliardo di perdite. All'assemblea record del Banco, dove hanno partecipato oltre 18 mila persone (deleghe incluse) - 17.755 favorevoli, 49 contrari e 23 astenuti sul bilancio -, Saviotti ha detto che "i primi tre mesi sono andati bene" e che "i numeri indicano di essere ottimisti" per il 2013. Il banchiere si è detto quindi fiducioso di tornare a pagare un dividendo in questo esercizio. Nonostante i conti in rosso a causa delle rettifiche su crediti imposte da Bankitalia e alle perdite scatenate dalla joint-venture con i francesi del Credit Agricole, Agos Ducato (oltre 500 milioni di svalutazioni), il Banco non si sente "la pecora nera" delle banche italiane. E l'Ad assicura che sul gruppo non cadranno più "tegole in testa" come quella di Italease. Sul caso Agos, invece, ha assicurato che "in tempi molto brevi sarà firmato l'armistizio" con i francesi. "Non usciamo ne riduciamo la quota" del 39% (Agricole al 61%), come previsto in precedenza, semmai "rilanceremo la società". Più in generale, ha precisato, la banca non è ancora "in ottima salute" ma i segnali "sono positivi: quattro anni fa l'acqua era alla bocca e ora il livello è un po' sceso. Mi sento un po' il Mosé della situazione a capo di un gruppo in cammino verso la terra promessa che è il risanamento. Purtroppo però noi non siamo gratificati dalla manna e ogni due per tre ci troviamo una sorpresa non gradita. Più che un Mosé infatti alle volte mi sento più un Don Chisciotte". Sempre dal parterre lodigiano sono arrivati anche messaggi contro il Piano Spa della Bpm. Il primo a bocciare il progetto targato Andrea Bonomi è stato il presidente Carlo Fratta Pasini nella consueta lettera agli azionisti: "Per promuovere operazioni di tal genere occorre essere privi di memoria e di speranza". Poi ha chiuso Saviotti: "La governance non va toccata a meno che l'intenzione non sia quella di mettere la banca sul mercato. E' un'operazione che non ha senso".
POPOLARE
Saviotti: Io come Mosè,  <br/>a volte don Chisciotte

Saviotti: Io come Mosè,
a volte don Chisciotte

Pier Francesco Saviotti si sente come "Mosé e a volte come Don Chisciotte". Lo ha detto chiudendo il suo intervento all'assemblea degli azionisti del Banco Popolare facendo riferimento ai numerosi imprevisti che la banca si è trovata davanti nel corso di questi anni. "Non siamo ancora in ottima salute - ha detto -, quattro anni fa l'acqua era alla bocca, ora il livello è sceso ed è ai glutei. Mi sento un po' il Mosé della situazione a capo di un gruppo in cammino verso la terra promessa che è il risanamento. Purtroppo però noi non siamo gratificati dalla manna e ogni due per tre ci troviamo una sorpresa non gradita. Più che un Mosé infatti alle volte mi sento più un Don Chisciotte".
BANCO POPOLARE
Fratta: Trasformare   <br/>in Spa non è soluzione

Fratta: Trasformare
in Spa non è soluzione

Il presidente del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini, boccia il piano di trasformazione in Spa della Banca Popolare di Milano. Nella consueta lettera agli azionisti allegata al bilancio, il numero uno del gruppo attacca indirettamente l'artefice del progetto milanese, Andrea Bonomi, e lo definisce una persona senza memoria e senza speranza. +"Tanto meno - si legge nella missiva - costituisce oggi una soluzione quella trasformazione delle banche popolari, da soggetti cooperativi indipendenti in banche Spa oggetto di acquisizione, che pure qualcuno è tornato a riproporre nel dibattito interno ad alcuni dei principali intermediari di credito popolare del Paese". "Per promuovere operazioni di tal genere occorre essere privi ad un tempo, di memoria - e segnatamente di ciò che hanno fatto le nostre banche in oltre 150 anni di storia e di ciò che non hanno più fatto le banche popolari trasformate in Spa - e di speranza, e segnatamente della speranza di poter continuare a fare in futuro ciò che abbiamo fatto in passato".Anche Pier Francesco Saviotti boccia il piano Spa della Bpm messo a punto da Andrea Bonomi. "Concordo con il presidente Fratta Pasini, la governance non va toccata a meno che l'intenzione non sia quella di mettere la banca sul mercato. E' un'operazione che non ha senso".
POPOLARE
Saviotti: Il Banco   <br/>non è la pecora nera

Saviotti: Il Banco
non è la pecora nera

Il Banco Popolare non è "la pecora nera" delle banche italiane. Così l'amministratore delegato dell'istituto veronese, Pier Francesco Saviotti, illustrando la gestione dell'anno 2012 nel corso del quale le rettifiche su crediti sono ammontate a 1,2 miliardi di euro per effetto anche del pressing della Banca d'Italia. "Non siamo la pecora nera - ha detto - abbiamo dei problemi ma sappiamo gestirli". Secondo Saviotti "non siamo mica in crisi" e "in questi anni abbiamo fatto dei passi in avanti enormi e ora siamo più solidi"."Italease e i crediti dubbi sono gli aspetti che più rallentano la nostra marcia". ha aggiunto Saviotti, promettendo agli azionisti il "ritorno alla redditività sostenibile" a breve, anche perché questo è "l'asse portante per arrivare alla crescita del patrimonio". "Abbiamo riacquistato la fiducia e la credibilità" del mercato, "oggi siamo una banca che può recitare un ruolo significativo nel panorama nazionale".Il Banco merita la vostra fiducia, il Banco è vitale, il Banco c'é". Con queste parole l'amministratore delegato del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, ha concluso il proprio intervento nel corso dell'assemblea degli azionisti. "Queste parole possono sembrare un'eresia di fronte a un profondo rosso di oltre 900 milioni", ha detto il banchiere, assicurando però che il gruppo non si troverà mai più davanti a scandali come quello di Italease o a maxi perdite come Agos Ducato, la joint venture nel credito al consumo con i francesi del Credit Agricole che quest'anno ha generato un risultato negativo di 516 milioni.
BANCO
Saviotti: C'è liquidità  <br/>per 14,4 miliardi euro

Saviotti: C'è liquidità
per 14,4 miliardi euro

Il Banco Popolare ''ha una disponibilita' di 'attivi stanziabili' presso la Bce, ad oggi non utilizzati, pari a circa 14,5 miliardi di euro''. Lo ha detto l'ad dell'istituto, Pier Francesco Saviotti, durante in incontro della Settimana finanziaria veronese. Parlando del difficile bilancio 2012, chiuso con perdite di 945 mln di euro, Saviotti ha detto che ''nonostante cio' il Gruppo conferma dati piu' che positivi per la patrimonializzazione e la liquidita'''.
COMUNICATO STAMPA

Officine Ferroviarie,
la nota dell'azienda

Si è svolta oggi alla presenza dell’assessore provinciale Sacchetto una riunione presso l’Assessorato dei Trasporti della Provincia di Verona tra le rappresentanze sindacali e i vertici dell’azienda Officine Ferroviarie Veronesi. In questo contesto è stato rappresentato lo scenario complesso e difficile che Officine Ferroviarie Veronesi, una delle poche aziende del settore rimaste ancora in attività, stanno gestendo, dopo che negli anni scorsi la crisi che affligge il settore ha provocato la chiusura di altre realtà industriali. L’azienda, al fine di preservare il patrimonio industriale e le commesse in corso, ha infatti deciso di presentare lunedì scorso una istanza per accedere ad una procedura concorsuale in via di definizione, che delinei il percorso che la Società intende intraprendere. La presentazione dell’istanza è funzionale anche a preservare i livelli occupazionali e le professionalità dell’azienda, mentre si stanno determinando le condizioni che risolvano le criticità attuali. Durante l’incontro sono state illustrate al sindacato le motivazioni che hanno portato alla situazione attuale causata soprattutto da penali relative a commesse in cui OFV era solidalmente responsabile con altre aziende; per effetto infatti del mancato adempimento da parte delle altre società partecipanti a vari raggruppamenti d’impresa, investite dalla crisi del mercato, OFV ha dovuto sopportare rilevanti oneri economici di cui la stessa non era direttamente responsabile, rendendo pressoché inutile il regresso. A fronte dell’istanza presentata, OFV vuole continuare ad esercitare le attività in corso garantendo così occupazione e mantenendo in vita un settore che, libero da oneri conseguenti ad inadempimenti generati da terzi, può garantire profittabilità e sviluppo futuro, essendo in crescita la domanda relativa alla manutenzione e assistenza delle carrozze ferroviarie ed essendosi fortemente ridotto il numero delle aziende del settore. Il nuovo piano industriale, in fase di redazione, verrà illustrato prossimamente alle forze sindacali per un confronto volto ad individuare soluzioni condivise per garantire il mantenimento a Verona di una realtà storica del panorama industriale ed al fine di non disperdere professionalità oramai consolidate garantendo significativi livelli occupazionali in un momento di assoluta incertezza lavorativa.
VINITALY
Unicredit crede nel vino  <br/>Ma in Italia non è ovvio

Unicredit crede nel vino
Ma in Italia non è ovvio

"Mentre in altre aree del Paese in crisi si discute sul nulla, qui si trova il business". La battuta dell'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, riassume bene l'atmosfera che si respira al Vinitaly, la kermesse internazionale del vino, teatro oggi di accordi e intese per spingere e supportare il 'miracolo' del vino made in Italy sui mercati internazionali. L'Italia è in piena crisi e "la politica sembra lontana dalle difficoltà del paese e dal senso di urgenza che sarebbe necessario" ha stigmatizzato ancora Ghizzoni, firmando un accordo con Coldiretti, Cia e Confagricoltura per linee di credito e prodotti mirati per le Pmi del vino più dinamiche, per rafforzarle e promuoverle sui mercati esteri, ma farle anche crescere in Italia. "Un accordo importante, crediamo nella capacità del Paese di uscire dalla crisi ma la scelta di investire in Italia non è del tutto ovvia, guardando al solo ritorno finanziario", ha detto il numero uno di gruppo che mette a disposizione la sua esperienza in 50 paesi e 40 miliardi di finanziamenti aggiuntivi per tutte le imprese. Il messaggio che arriva dal Vinitaly 2013 è chiaro: il calo dei consumi interni è compensato dall'ottima performance dell'export, volato del 4% nel 2012. Lo conferma la Sace che stima nell'arco 2013-2016 un trend di crescita generale dell'export di +7,9%. "Positivo che le banche guardino finalmente con attenzione ai successi del mondo del vino" hanno commentato soddisfatte Coldiretti, Cia e Confagri firmando l'accordo. Tuttavia la corsa del vino italiano si scontra con le pesanti barriere d'ingresso dei paesi emergenti, un fardello da 269 milioni di euro, pari al 12% del valore complessivo del vino esportato nei Paesi terzi, che ha superato nel 2012 quota 2,2 miliardi di euro, con una crescita del +8,8% rispetto al 2011, hanno sottolineato le cooperative agroalimentari riunite nell'Alleanza. "L'Italia potrebbe essere più competitiva nei paesi terzi - ha commentato il presidente Maurizio Gardini - se non fosse per gli ingenti dazi, in alcuni casi proibitivi, soprattutto in quei paesi che hanno un consumo procapite in continua crescita quali i mercati asiatici, est europei e sud americani". India, Malesia, Thailandia e Brasile i più penalizzanti, un problema su cui sta lavorando l'Unione europea. "A livello geografico occorrono politiche più mirate e aggressive" ha sollecitato il presidente di Federvini Lamberto Gallarini Gancia. "Il comparto si conferma tra i più dinamici e innovativi ma servono continui sforzi per fronteggiare la concorrenza di Paesi rimasti finora ai margini". Per valorizzare sempre più il vino made in Italy ecco allora al via l'asse Milano-Verona con l'accordo oggi tra Veronafiere e l'Expo 2015. La partnership vedrà le due realtà espositive collaborare a eventi prima durante e dopo l'Esposizione universale. "Il Vinitaly deve rimanere a Verona, non ho obiezioni - ha tagliato corto sulle polemiche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni - Io ragiono in termini di macroregioni e ciò significa riconoscere le eccellenze delle altre regioni in un'ottica di leale collaborazione". In visita allo stand lombardo, Maroni si apprestava a incontrare il suo quasi omonimo, l'esperto ed enologo Luca Maroni.
YOU BANKING
Banco Popolare vince   <br/>Premio Abi Innovazione

Banco Popolare vince
Premio Abi Innovazione

Il progetto YouBanking del Banco Popolare si è aggiudicato il Premio Abi per l'Innovazione 2013. La cerimonia di premiazione si è svolta a Milano presso la sede dell’ABI di Via Olona, con la consegna degli otto premi attribuiti da ABI sulla base “dell'originalità e della concretezza” dove Banco Popolare si è imposto nella vasta categoria dei “Canali Innovativi”.In particolare, si è sottolineato che “YouBanking è il progetto tramite il quale Banco Popolare coniuga gli aspetti peculiari di una banca tradizionale con i servizi online di ultima generazione”.“La Giuria ha decretato vincitore il Progetto per l’attenzione rivolta a nuove modalità di coinvolgimento del cliente sul canale di internet banking grazie alla presenza di una serie di funzionalità che lo incentivano ad un frequente accesso alla piattaforma e consentono un’attenta personalizzazione del servizio offerto”.L’offerta YouBanking ha colpito la giuria che all’unanimità ha decretato la vittoria del nostro portale online e comprende:· il conto corrente che azzera i costi di apertura e di gestione online con il bollo a carico banca fino a giugno 2015;· il dossier titoli senza alcun costo di custodia e l’imposta di bollo a carico banca fino a giugno 2015, oltre alla linea di trading dedicata;· l’innovativa YouCard, che trova nella versione YouBanking la sua massima espressione, perfetta nella gestione online, citata dalla Giuria poiché “rappresenta un esempio innovativo di integrazione del servizio internet con il servizio di carte di pagamento”;· la piattaforma YouWin, che permette agli utenti online di accedere ad un mondo gratuito di giochi e concorsi capaci di stimolare il frequente accesso dei clienti con evidenti benefici in termine di fidelizzazione e retention.YouBanking si distingue, inoltre, per aver adottato l’ascolto e l’interazione con la Rete, ponendosi a disposizione degli utenti del maggior portale finanziario italiano, rappresentato da finanzaonline.it. I partecipanti al forum, utenti professionali ed evoluti, si esprimono liberamente senza i filtri che solitamente le aziende adottano per “moderare” le discussioni, e contribuiscono con i loro commenti all’evoluzione dell’offerta. Questa forma di intervento, con approccio Web 2.0, è decisamente apprezzata dai clienti e dai potenziali clienti e permette a YouBanking di imparare ed evolvere.Per YouBanking si tratta di un altro importante riconoscimento dopo essere stato decretato “Miglior conto online 2012” ai Milano Finanza Global Awards e “Miglior banca online 2012” al Premio Internazionale Le Fonti.Nell’ambito di Abi Innovazione 2013 il Banco Popolare è stato, inoltre, premiato per il progetto della carta KDue Ateneo che ha ricevuto una Menzione Speciale nella categoria “Banca vicina al territorio”. KDue Ateneo integra un versatile badge universitario con tecnologia RFID e un’innovativa carta conto MasterCard Paypass, offrendo agli studenti servizi amministrativi e di pagamento in un unico strumento. Banco Popolare con questo progetto dimostra ulteriormente l’attenzione ai propri territori di radicamento, mettendo a disposizione degli istituti universitari partner le proprie competenze e tecnologie e accompagnando al contempo gli studenti nei primi passi del loro percorso di bancarizzazione.
VINITALY
Vino: ok export, però   <br/>Italia fatica ancora

Vino: ok export, però
Italia fatica ancora

Prosegue il traino dell'export per il vino italiano (in sei anni le esportazioni sono cresciute del 6,7% annuo, le vendite domestiche del 2,3%), ma fatichiamo nei mercati emergenti, come quello cinese e asiatico in genere. Lo afferma l'indagine sui bilanci delle 108 principali aziende effettuata da Ricerche & Studi di Mediobanca, secondo la quale l'anno scorso l'export di vino dei grandi gruppi italiani é cresciuto del 9,4%, con l'Unione europea che assorbe il 50,6% delle esportazioni, con un incremento in valore del 10,5%. La seconda area di destinazione è il Nord America (33,2% dell'export, +7,2% sul 2011) mentre Asia ed Australia sono in aumento del 26% ma con un peso ancora molto limitato: solo il 4,7% dell'export complessivo di vino italiano. Secondo l'ufficio studi di Mediobanca, che alla vigilia del Vinitaly di Verona abitualmente diffonde la sua ricerca, è del tutto marginale il contributo dell'America Latina (1,3%), mentre il resto del mondo (Africa, Medio Oriente e Paesi europei non Ue) si attesta al 10,2%, in calo dell'1,4%. Da notare che i grandi produttori di spumanti hanno aumentato il fatturato complessivo nel 2011 del 10,9% e l'export del 18,4%, ma nel 2012 dopo anni di boom hanno segnato una crescita più limitata: +3,4%, con l'export comunque ancora a tirare (+11%). Rimane comunque interessante la corsa delle bollicine italiane in Usa e Canada: l'anno scorso hanno segnato una crescita di vendite del 26%.
BANCO
Popolare, Saviotti e top  <br/>manager rinunciano bonus

Popolare, Saviotti e top
manager rinunciano bonus

I vertici del Banco Popolare a partire dall'amministratore delegato Pier Francesco Saviotti, rinunciano, come preannunciato, ai bonus. Lo si legge in una nota della banca che elenca i 29 top manager "potenziali beneficiari del piano 2013 di attribuzione di azioni loro riservato", che "hanno volontariamente comunicato la propria rinuncia all'assegnazione del premio 2013" sia per la parte in contanti, sia per quella da attribuire in azioni.
AUTOSTRADA
A22, bilancio 2012  <br/>con utile 71,8 milioni

A22, bilancio 2012
con utile 71,8 milioni

La gestione dell'Autostrada del Brennero per l'esercizio 2012 chiude con un utile di esercizio pari a 71,8 milioni di euro che, rispetto al risultato conseguito nel 2011 (84,3 milioni di euro), segna un decremento del risultato finale di 12,53 milioni di euro. Il dato emerge dal progetto di bilancio 2012 approvato stamani in via Berlino a Trento dal Consiglio d'amministrazione dell'A22,a conclusione del suo mandato triennale. Anche per l'Autobrennero il 2012 è dunque stato un anno segnato dalla negativa congiuntura sia economica che finanziaria. Ha significato infatti un calo del traffico con conseguente riduzione degli introiti da pedaggio e contrazione delle royalty provenienti dalle aree di servizio. Elementi che hanno inciso sul valore della produzione, arrivata nel 2012 a 340,8 milioni euro, registrando una diminuzione rispetto al 2011 del 4,07%. Gli introiti da pedaggio (al lordo dei sovrapprezzi) sono passati da 313,5 milioni di euro del 2011 a 303,2 milioni di euro del 2012, mentre i ricavi derivanti dalle royalty per le aree di servizio (pari a 27,7 milioni di euro) sono calati del 15,27% (nel 2011 erano risultati pari a 32,7 milioni di euro). I costi della produzione invece hanno subito un aumento del 4,70% (265,09 milioni di euro) dovuto principalmente a costi per acquisti e servizi. Marginalmente hanno inciso i costi del personale (l'organico è sceso a 956 dipendenti). Il risultato operativo (74,9 milioni di euro nel 2012 contro i 101,3 milioni di euro del 2011) segna un decremento del 26,04%.Nel 2012 l'apporto positivo della gestione finanziaria al risultato di gestione si è incrementato in maniera sensibile, risentendo anche dell'andamento dei tassi d'interesse che ha caratterizzato l'anno appena trascorso: complessivamente, l'area finanziaria contribuisce al risultato di periodo con circa 26,1 milioni di euro (19,8 milioni di euro nel 2011), con un incremento del 31,46%. Il risultato prima delle imposte è stato di 104,22 milioni di euro. Al netto delle imposte d'esercizio e delle imposte differite, l'utile d'esercizio risulta pari a 71,84 milioni di euro, in calo rispetto al 2011 di 12,53 milioni di euro. La società nel corso del 2012, ha realizzato investimenti per oltre 39 milioni di euro che hanno interessato principalmente i sovrappassi, le innovazioni gestionali e l'adeguamento della corsia di emergenza, nonché la terza corsia nel tratto Verona-Modena. Per quest'ultima sono proseguite le attività di sondaggio geotecnico e gli approfondimenti sull'impatto ambientale. Di pari passo è proseguita l'attività di progettazione esecutiva. Tra tutti gli interventi portati a termine e quelli che sono stati avviati, è stata completata la nuova struttura destinata ad ospitare il Cau (Centro assistenza utenti), il Coa (Centro operativo autostradale) e la sottosezione della Polizia stradale. Il nuovo edificio, funzionante dallo scorso dicembre, sorge vicino alla stazione autostradale di Trento Centro e della sede della società. Altro progetto portato a compimento nel 2012 è la ristrutturazione della stazione autostradale di San Michele all'Adige, in Trentino, e dell'adiacente Centro di servizio per l'assistenza autostradale (Csa). Nel corso del 2012, la società ha inoltre sostenuto costi per lavori di manutenzione per oltre 43 milioni di euro. Tali spese sono destinate fondamentalmente al mantenimento di elevati standard qualitativi e di sicurezza dell'arteria: uno sforzo continuo e costante negli anni che ha certamente contribuito al contenimento del fenomeno dell'incidentalità, congiuntamente agli impegni per il mantenimento in efficienza di tutti gli apparati tecnologici presenti lungo l'arteria, nelle gallerie, sui ponti, oppure quelli pensati per il miglioramento della visibilità di cantieri e per l'informazione all'utenza. Il progetto di bilancio licenziato oggi dal Cda dovrà ora essere approvato dall'assemblea dei soci in calendario il prossimo 30 aprile.
CRISI
Veneto Sviluppo, 127  <br/>milioni a liquidità Pmi

Veneto Sviluppo, 127
milioni a liquidità Pmi

Un plafond di 127 milioni di euro destinati a coprire le necessità di liquidità delle Pmi è stato varato da Veneto Sviluppo in collaborazione con Veneto Confidi, Unicredit e Antonveneta. L'iniziativa, presentata oggi dal presidente di Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale, Giorgio Grosso, dal governatore del Veneto Luca Zaia e dal responsabile del coordinamento temporaneo d'impresa tra Confidi Antonio Favrin.I finanziamenti agevolati saranno erogati tramite il "Tranched Cover", garanzie di portafoglio: nella prima tranche sono previsti prestiti per 56 milioni da parte di Mps-Antonveneta entro i prossimi 30 giorni e 71,4 milioni da parte di Unicredit che dal 2 aprile inizierà l'istruttoria delle domande. Complessivamente il progetto, realizzato in 60 giorni, prevede di erogare importi dai 30mila ai 300mila euro ad impresa necessari a coprire i problemi di liquidità di breve termine."Non è facile dare risposte alle imprese - ha osservato Zaia - noi proviamo a farlo accompagnando l'imprenditore dal cancello dell'azienda ai mercati. La vera sfida in Veneto è tenere alzate le serrande. Ricordo che 700 imprese se ne sono già andate oltre confine. Questa sì che è secessione. Abbiamo perso così 13mila posti di lavoro. Fuori dall'Italia promettono fiscalità contenuta e burocrazia quasi a zero. Non possiamo competere con le cerbottane contro i carri armati".

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