AZIONI
Popolare boom in Borsa   <br/>Diritti a +41,35%

Popolare boom in Borsa
Diritti a +41,35%

Sprint del Banco Popolare a Piazza Affari nel giorno dell'avvio dell'aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro. Il titolo ha segnato un rialzo del 15,77% a 15,77 euro, dopo essere salito quasi del 6% nei primi minuti di contrattazioni. Boom dei diritti, con le indiscrezioni che danno i fondi esteri come BlackRock interessati all'acquisto: la chiusura ha registrato un rialzo del 41,35% a 6,18 euro.
BILANCIO
Fondazione Cariverona,     <br/>2013 in crescita

Fondazione Cariverona,
2013 in crescita

Bilancio in crescita per la Fondazione Cariverona. Il consiglio generale, presieduto da Paolo Biasi, ha approvato il rendiconto dell'esercizio 2013 che si è chiuso con 64,3 milioni di euro di ricavi, in aumento del 2,1% rispetto al 2012. I fondi a disposizione dell'attività istituzionale, ammontano a 42,2 milioni, con un incremento del 3,7%. Il patrimonio netto a fine 2013 risulta pari a 2,67 miliardi di euro (+0,4%).Tra le attività istituzionali, la Fondazione Cariverona nell'ultimo anno ha destinato 17,2 milioni al volontariato e alla beneficenza, 16 milioni all'arte ed ai beni culturali, 14,3 milioni alla sanità pubblica e alla medicina, 5,7 milioni all'educazione e istruzione, 4 milioni e mezzo all'assistrenza agli anziani. In una nota la Fondazione sottolinea che nel decennio 2004-2013 le comunità nel territorio di riferimento (Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona) hanno beneficiato di interventi contributivi per in miliardo e 102 milioni di euro.
ASSEMBLEA
Banco Popolare, dai soci <br/>fiducia Fratta-Saviotti

Banco Popolare, dai soci
fiducia Fratta-Saviotti

L'assemblea degli azionisti del Banco Popolare approva il bilancio 2013, archiviato con una perdita da 606 milioni di euro. La votazione, avvenuta in collegamento tra Verona e le altre sale assembleari distaccate (Novara, Lodi, Lucca e Modena), ha registrato ''20.480 voti favorevoli, 24 contrari e 9 astenuti'', come indicato dal presidente Carlo Fratta Pasini.''Un socio ha detto che l'ingresso in Bce porta regole e opportunità: per ora però io mi sono accorto soltanto delle regole''. Così il presidente del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, rispondendo alle domande dei soci all'assemblea degli azionisti. ''Spero comunque che dopo le forche caudine dell'asset quality review e degli stress test - ha detto il Ceo - , il Banco Popolare possa muoversi sul territorio cogliendo tutte le opportunità di crescita''.L’assemblea del Banco Popolare ha deciso di affidarsi per un altro mandato a Carlo Fratta Pasini e Pier Francesco Saviotti. La lista numero uno ha ottenuto infatti 21.300 voti favorevoli mentre quella di minoranza soltanto 2 mila permettendo così l’accesso in consiglio di un solo candidato.
AZIONISTI
Banco Popolare, 22mila    <br/>per assemblea soci

Banco Popolare, 22mila
per assemblea soci

Si è aperta nel padiglione accanto a Veronafiere l'assemblea dei soci del Banco Popolare. Assise affiollatissima, con oltre 22mila soci presenti fisicamebnte o con delega, non solo a Verona, ma anche in collegamento dalle sedi di Novara,. Modena, Lodi e Lucca.L'assemblea è chiamata ad approvare il bilancio dell'esercizio 2013 (chiuso in rosso di 606 milioni) e la fusione nel Banco Popolare dei Credito Bergamasco e Italease.Nonostante il momento critico per l'economia, permane un 'sentiment' di fiducia, in particolare per il nuovo corso varato dal Gruppo bancario presieduto da Carlo Fratta Pasini e guidato dall'amministratore delegato Pierfrancesco Saviotti, per l'aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro che scatterà da lunedì ed ha avuto finora un'ottima risposta dal mercato.
AZIONISTI
Banco Popolare, 22mila    <br/>per assemblea soci

Banco Popolare, 22mila
per assemblea soci

Si è aperta nel padiglione accanto a Veronafiere l'assemblea dei soci del Banco Popolare. Assise affiollatissima, con oltre 22mila soci presenti fisicamebnte o con delega, non solo a Verona, ma anche in collegamento dalle sedi di Novara,. Modena, Lodi e Lucca.L'assemblea è chiamata ad approvare il bilancio dell'esercizio 2013 (chiuso in rosso di 606 milioni) e la fusione nel Banco Popolare dei Credito Bergamasco e Italease.Nonostante il momento critico per l'economia, permane un 'sentiment' di fiducia, in particolare per il nuovo corso varato dal Gruppo bancario presieduto da Carlo Fratta Pasini e guidato dall'amministratore delegato Pierfrancesco Saviotti, per l'aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro che scatterà da lunedì ed ha avuto finora un'ottima risposta dal mercato.
ASSICURAZIONI
Cattolica, Bedoni: Ora  <br/>nuova fase di crescita

Cattolica, Bedoni: Ora
nuova fase di crescita

"I risultati del bilancio di quest'anno si inseriscono in un trend positivo che consolida e pone Cattolica nelle condizioni migliori per avviare una nuova fase di crescita''. Così Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni, alla riunione degli amministratori e dei dirigenti del gruppo a Verona per illustrare il bilancio, approvato una decina di giorni fa, che verrà sottoposto all'assemblea il 26 aprile. Bedoni ha definito "saggia e obiettiva" la proposta del Cda di un dividendo di 0,45 euro per azione: "La scelta, che può apparire troppo prudente, considerato il buon livello dell'utile normalizzato, si inserisce - ha spiegato - nel percorso che abbiamo tracciato in vista delle scadenze di Solvency II" per programmare, dopo l'acquisizione di Fata, ''ulteriori obiettivi di crescita coerenti con la nostra cultura e il nostro posizionamento di mercato". L'ad Giovan Battista Mazzucchelli, ha parlato di "un bilancio positivo superiore alle previsioni di budget". "Purtroppo - ha aggiunto - sull'utile di quest'anno e quindi sul dividendo pesa il colpo di maglio dell'imposta governativa una tantum di 31 milioni, oltre ai previsti 27 milioni di svalutazioni per avviamenti e titoli". Nel 2013 Cattolica ha registrato un'utile netto consolidato è di 64 milioni mentre quello normalizzato sarebbe stato di 109 milioni senza l'incidenza delle voci una tantum. "I risultati - ha concluso Mazzucchelli - sono pienamente in linea con i nostri obiettivi di crescita graduale e continua nel medio-lungo termine".
AUMENTO CAPITALE
Banco Popolare, sconto    <br/>su azioni: 17 ogni 18

Banco Popolare, sconto
su azioni: 17 ogni 18

Le azioni dell'aumento di capitale da 1,5 miliardi del Banco Popolare verranno offerte in sottoscrizione al prezzo di 9 euro, con uno sconto del 30,7% sul terp (prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione). Lo comunica in una nota l'istituto veronese informando di aver ricevuto l'approvazione della Consob al prospetto informativo. Gli azionisti avranno diritto di sottoscrivere 17 nuove azioni ogni 18 azioni possedute.Il calendario dell'aumento prevede che i diritti di opzione, negoziabili in borsa dal 31 marzo al 10 aprile, debbano essere esercitati tra il 31 marzo e il 17 aprile. Le decisioni sono state assunte dal Cda del Banco Popolare che si è riunito oggi per esercitare la delega sull'aumento conferita dall'assemblea straordinaria lo scorso 1 marzo. Il buon esito dell'operazione è assicurato dal consorzio di garanzia coordinato e diretto da Mediobanca e Ubs in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners.L'aumento di capitale sarà all'esame dell'assemblea dei soci che si riunirà sabato 29 marzo a Verona.
ECONOMIA
Banco Popolare, aumento    <br/>capitale al via il 31/3

Banco Popolare, aumento
capitale al via il 31/3

I diritti di opzione per sottoscrivere l'aumento di capitale del Banco Popolare da 1,5 miliardi di euro dovranno essere esercitati dal 31 marzo al 17 aprile e saranno negoziabili fino al 10 aprile. I diritti non esercitati saranno poi offerti dalla società in borsa entro il mese successivo. Lo comunica l'istituto in una nota precisando che oggi dovrebbe pronunciarsi Consob in merito all'autorizzazione alla pubblicazione del prospetto informativo.
ASSICURAZIONE
Cattolica, 64 mln utile <br/>Dividendo di 0,45 euro

Cattolica, 64 mln utile
Dividendo di 0,45 euro

Cattolica Assicurazioni ha chiuso il 2013 con una raccolta premi complessiva di 4 miliardi 384 milioni di euro (+19,2%), ed un utile netto pari a 64 mln - sui quali incide l'imposta governativa una tantum per 31 mln - che consente di proporre alla prossima assemblea dei soci un dividendo di 0,45 euro per azione. Sono i dati principali del bilancio approvato oggi dal cda della compagnia veronese, presieduta da Paolo Bedoni. Alla raccolta complessiva del lavoro diretto hanno concorso i premi danni con 1.715 milioni (+1,8%) e i premi vita con 2.656 milioni (+34,4%). Nel 2013 sono migliorati ancora il combined ratio (a 93,5%) e il margine di solvibilità 1, che si è attestato a 1,66 volte il minimo regolamentare. Il dividendo - informa una nota di Cattolica - sarà pagato a partire dal 22 maggio dopo l'approvazione dell'Assemblea dei soci convocata a Verona per il 26 aprile. La società sottolinea che l'utile normalizzato2 sarebbe stato pari a 109 milioni di euro. Su di esso hanno inciso, oltre a svalutazioni su avviamenti ed altri attivi pari a 27 milioni di euro, l'addizionale Ires una tantum dell'8,5%, per 31 milioni di euro.
VINO
Masi, nel 2013 ricavi  <br/>sfiorano 70 milioni

Masi, nel 2013 ricavi
sfiorano 70 milioni

Il gruppo vitivinicolo Masi archivia l'esercizio 2013 con un preconsuntivo consolidato che registra ricavi per 69,2 milioni di euro (-1% sul 2012) con un Ebitda al 28%. Lo afferma un comunicato dell'azienda veronese. Il 92% del giro d'affari deriva dai vini di pregio delle Venezie, trainati dall'Amarone, a fronte di una produzione pressoché invariata sull'anno precedente, che ha superato i 12.000.000 di bottiglie. L'esercizio - spiega la nota - è stato influenzato negativamente dall'alto valore dell'euro "che ha creato problemi di competitività in quasi tutti i mercati extra Europa". Ha influito sulla redditività la più elevata quotazione dei vini di riferimento (vini veronesi, pinot grigio e rossi e bianchi delle venezie) conseguente a due vendemmie deficitarie (2011 e 2012). La quota di export è stata pari al 92%, grazie ad una distribuzione in 94 paesi nei 5 continenti (ultimi aggiunti Guatemala, Kenya, Mauritius e Seychelles).
ECONOMIA
Matrimonio nella carta    <br/>Fedrigoni con Delfort

Matrimonio nella carta
Fedrigoni con Delfort

Il Gruppo Fedrigoni e gli austriaci di Delfortgroup hanno ufficializzato oggi ''uno studio per lo sviluppo di una collaborazione strategica in aree complementari, e per identificare sinergie di marketing, nelle vendite e nella distribuzione, così come nell'innovazione di prodotto e nel processo produttivo''. Da mesi si rincorrono voci su una possibile vendita delle Cartiere ex Miliani di Fabriano, che Fedrigoni acquisì nel 2002 dal Poligrafico dello Stato, al gruppo austriaco specializzato nella produzione di carta per sigarette e per l'industria farmaceutica. Ma c'è chi arriva a ipotizzare una cessione tout court dell'intero gruppo veronese, un'azienda di famiglia che fattura 810 milioni di euro e conta 2.200 dipendenti. Rumors senza conferme né smentite, mentre proprio questo pomeriggio una delegazione di Delfortgroup ha visitato gli impianti di Fabriano, accompagnata dall'A.d. di Fedrigoni Claudio Alfonsi. Cauti i primi commenti della Rsu di stabilimento, che ''segue con attenzione l'evolversi della situazione, in attesa dell'incontro con l'azienda già previsto entro questo mese a Verona''. Mentre il sindaco Giancarlo Sagramola apre ad ''una partnership che può solo rafforzare tutto il gruppo sul mercato globale. Auspico - afferma - che l'accordo sia foriero di un nuovo e forte sviluppo per Fabriano nel settore della carta". La cartiera fu la prima industria locale, fondata nel 1782 da Pietro Miliani: da allora è sempre stata un simbolo del Made in Italy, anche negli anni bui della gestione statale, che nel 1997-'98, prima della privatizzazione, portò le cartiere a un indebitamento di 500 miliardi di lire contro un giro d'affari di 370 mld. Attualmente nelle Marche il Gruppo Fedrigoni occupa 650 lavoratori: 450 a Fabriano e circa 200 nelle fabbriche di Pioraco e Castelraimondo (Macerata). Se l'accordo con gli austriaci si tradurrà in nuovi investimenti, in un territorio devastato dalla crisi del settore elettrodomestico ('Antonio Merloni', Indesit, ecc.), la Delfort troverà porte spalancate, ma oggi in città si respira un mix di timore e attesa. Delfortgroup ha impianti produttivi in Austria, nella Repubblica Ceca, in Finlandia e in Ungheria; conta 1.750 dipendenti e un fatturato di circa 700 milioni di euro, e, stando a una nota diffusa da Fedrigoni, opera ''in segmenti diversi e non concorrenti del mercato''. La società veronese (810 milioni il fatturato preconsuntivo), produce in Italia, Spagna e Brasile. Il 70% del fatturato viene dal settore delle carte di sicurezza, con le divisioni Fedrigoni, Fabriano, Fabriano Securities, Fabriano Boutique: le cartiere fabrianesi sono uno dei sette fornitori europei di euro selezionati dalla Bce.
ECONOMIA
Borsa, botto Popolare  <br/>Rialzo dell'11%

Borsa, botto Popolare
Rialzo dell'11%

Rally per il Banco popolare in Borsa: il titolo, forte dall'inizio dalla seduta e anche brevemente fermato in asta di volatilità, ha chiuso in rialzo dell'11,27% a 1,73 euro. Gli acquisti, con tutto il comparto del credito in forte recupero, hanno coinvolto soprattutto la Banca popolare di Milano (+7,9% finale) e sono scattati dopo report positivi tra l'altro di Banca Imi e Bank of America-Merril Lynch, oltre al via libera di Bankitalia all'aumento di capitale da 1,5 miliardi.
ECONOMIA
Veneto, crisi aziendali  <br/>Picco nel 2013

Veneto, crisi aziendali
Picco nel 2013

Secondo i dati di Veneto Lavoro comunicati ieri nella sede di Confindustria Padova - in occasione del cantiere della 'reindustrializzazione' - dal 2009 al 2013 sono state 7.107 le aperture di crisi aziendali in Veneto, con un picco di 1.930 nel 2013. La provincia di Padova ne ha contate 1.565, pari al 22%. I lavoratori coinvolti in Veneto sono stati 158.055 (34.719 a Padova), con il numero più alto ancora nel 2013 (42.248). Nei cinque anni 'orribili' sono state autorizzate in Veneto oltre 336 milioni di ore di cassa integrazione (336.315.060) tra ordinaria e straordinaria (59.575.021 a Padova e provincia), mentre gli ingressi nelle liste di mobilità sono stati 53.186 (di cui 10.373 a Padova, pari al 19,5%). Al 31 dicembre 2013 gli iscritti nelle liste di mobilità in Veneto erano circa 22.800, di cui il 45% over 50. Il settore più colpito dalla crisi è stato il manifatturiero (meccanico, legno arredo, sistema moda), che da solo ha perso oltre 70.000 posizioni lavorative. Seguono costruzioni, logistica/trasporti, terziario, pubblico impiego. Dal 2009 al 2013 l'indice di disoccupazione in Veneto è più che raddoppiato: dal fisiologico 3,5 al 7,5% (media primi tre trimestri 2013).
ECONOMIA
Banco, via libera      <br/>all'aumento di capitale

Banco, via libera
all'aumento di capitale

L'aumento di capitale per 1,5 miliardi sul quale il Banco Popolare ha chiesto oggi il via libera dei soci è imposto dai regolatori ma risolve anche ''una volta per tutti i problemi'' patrimoniali e ''in prospettiva'' permetterà all'istituto di ''offrire risultati importanti''. Lo ha detto l'Ad Pierfrancesco Saviotti all'avvio dei lavori dell'assemblea degli azionisti dell'istituto a Lodi. ''Facciamo l'aumento di capitale perché ci è stato imposto dai regolatori, ma sarebbe stato sciocco fermarci solamente alle richieste dei regolatori - ha spiegato Saviotti -. L'aumento di capitale ci mette alla pari dei principali gruppi internazionali. Ci permette di rinforzarci per poter agire sul territorio in modo più aggressivo di quanto fatto fino ad oggi. Non avremmo mai potuto fare il piano industriale presentato ieri'' senza la ricapitalizzazione, ha quindi spiegato il banchiere. ''Solo con le spalle robuste possiamo pensare di aggredire il mercato, possiamo prendere in considerazione un piano industriale di questa rilevanza - ha proseguito Saviotti -. L'aumento di capitale crea sempre un po' di disturbo, ma risolve una volta per tutte i problemi. Non spariscono i crediti dubbi, Italease'' e la redditività improvvisamente non diventa rilevante , ''ma in prospettiva arriveremo a offrire risultati indubbiamente importanti''. Il banchiere ha anche sottolineato che l'istituto ha ''una rete che non ci ha mai tradito e confermerà il suo apporto anche nei mesi a venire''.Alla fine l'assemblea straordinaria dei soci ha approvato l'aumento di capitale quasi all'unanimità: ha detto sì il 99,2% dei votanti.Al termine dei lavori Saviotti incontrando i giornalisti ha ribadito "partiamo il 31 marzo per chiudere il 17 aprile".
COMMERCIO
Ikea conferma: Al lavoro  <br/>per apetura a Verona

Ikea conferma: Al lavoro
per apetura a Verona

Nonostante l'andamento negativo del mercato, Ikea conferma l'investimento su Verona.Il responsabile delle relazioni esterne del colosso svedese dell'arredamento low cost ha dichiarato che si intravendono timidi segnali di ripresa e che il Gruppo conferma il piano d'investimenti previsto per l'Italia con la realizzazione di nuove aperture, tra le quali Verona per la quale Ikea è già al lavoro.Il sito individuato per lo store Ikea di Verona dovrebbe essere l'area ex Biasi.
BANCO
Popolare chiude in rosso    <br/>Ma Borsa premia piano

Popolare chiude in rosso
Ma Borsa premia piano

Il Consiglio di amministrazione del Banco popolare ha approvato il piano industriale 2014-2016, annunciato insieme al bilancio 2013, che conferma la previsione di chiusura con una perdita di 606 milioni.Ma la Borsa ha risposto positivamente all'annuncio del piano triennale, con previsioni sull'utile di 609 milioni e sugli esuberi (750 uscite) a fine 2016. A conclusione del piano - nel 2018 - il Banco prevede un risultato netto positivo per 787 milioni di euro.Intanto domani l'assemblea straordinaria dei soci, convocata a Lodi con collegamento dalla Fiera di Verona, sarà chiamata ad approvare la proposta di aumento dei capitale per 1,5 miliardi di euro.

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