FORUM EURASIATICO
Sanzioni Russia, perdita   <br/>90 miliardi per l'UE

Sanzioni Russia, perdita
90 miliardi per l'UE

“Le sanzioni significano per l’Europa una perdita di 40 miliardi quest’anno e di 50 miliardi per il 2015, ma la Russia rimarrà partner sicuro e affidabile per l’Italia”.Lo ha detto al Forum Eurasiatico di Verona il vice ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Alexey Meshkov, che ha aggiunto: “Putin ha avuto incontri molto positivi a Milano nei giorni scorsi e sono convinto che alla fine potremo uscire da questa crisi che non serve a nessuno e ricominciare a collaborare con il vostro Paese. Le sanzioni – ha concluso - hanno però stimolato in Russia attività e progetti importanti per la modernizzazione dell'economia, ad esempio in agricoltura”.Il Forum Eurasiatico, ospitato in Gran Guardia, si concluderà questa sera.
ECCELLENZE
Famiglie Amarone   <br/>Simbolo in USA

Famiglie Amarone
Simbolo in USA

I vini della Valpolicella prodotti da 'Le Famiglie dell'Amarone d'Arte' saranno protagonisti a Washington per il 39/mo anniversario della Niaf-National Italian American Foundation (23-26 ottobre), l'annuale celebrazione che mette assieme il top dell'italianità negli Usa in tutti i settori. Portabandiera del made in Italy nel mondo, le 11 famiglie del territorio della Valpolicella (Verona) producono 2,5 milioni di bottiglie di Amarone di eccellenza l'anno e realizzano un fatturato globale di 160 milioni per oltre l'80% conseguito sui mercati esteri. ''Quella de 'Le Famiglie dell'Amarone d'Arte' è una storia di successo'', afferma Marilisa Allegrini che presiede il gruppo di produttori storici, ricordando che anni fa le aziende vitivinicole Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant'Antonio, Tommasi, Venturini, Zenato, le cui vigne sono tra le colline della Valpolicella, hanno unito il loro patrimonio di tradizione, autodisciplinandosi con un codice molto rigoroso dove si lega il valore unico di uno dei vini rossi più pregiati d'Italia per promuoverlo su scala internazionale.
EXPORT
Forum Eurasia, da Verona    <br/>riparte dialogo Russia

Forum Eurasia, da Verona
riparte dialogo Russia

Il Veneto è la terza regione italiana per export verso la Russia, anche per questo è particolarmente atteso il 3° Forum Eurasiatico che prenderà il via domani a Verona, ospitato al Palazzo della Gran Guardia. "Un appuntamento cruciale per far ripartire il dialogo est-ovest" ha sottolineato Antonio Fallico, ideatore del Forum, presidente di Banca Intesa Russia e dell'Associazione Conoscere Eurasia. Di opportunità commerciali e relazioni economiche tra l'Italia, la federazione Russa e i Paesi dell'Unione Doganale si parlerà in questa terza edizione del Forum che avrà come slogan "la forza della realtà e le ragioni dell'economia devono prevalere sulla forza delle armi". "Il Veneto - ha aggiunto Fallico - ha un export verso la Russia per 1,83 miliardi e per 2 miliardi nei paesi dell'Unione Doganale. Per questo continua a giocare un ruolo primario nel panorama delle relazioni con la Russia". "E questo Forum - ha concluso - trova in Verona la sede ideale per far bripartire un dialogo oggi più che mai necessario". Un dato eloquente è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa di presentazione del 3° Forum Eurasiatico, in programma a Verona il 23 e 24 ottobre. Se nell'anno che ha preceduto la crisi russo-ucraina l'export veronese verso Mosca è cresciuto in doppia cifra, nel semestre gennaio-giugno 2014 la città ha esportato in Russia 170 milioni di euro con un perdita di 6,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013. A questo si aggiunge l'embargo russo sull'agroalimentare che secondo le stime peserà per circa 60 milioni di euro. In arrivo a Verona mille aziende, quasi 300 provenienti dai Paesi eurasiatici, che saranno impegnate nelle sette sessioni di lavoro: energia, economia e finanza, food e agroindustria, aziende e start up, infrastutture e ambiente. Si parlerà anche delle nuove possibilità di business che si potranno sviluppare dall'1 gennaio 2015 con l'entrata in vigore dell'Unione economica eurasiatica costituita da Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia, il nuovo mercato unico da oltre 170 milioni di persone ed un Pil complessivo attorno ai 2.700 miliardi di dollari, in gran parte in quota russa.
FIERA
Veronafiere alla    <br/>conquista dell'Australia

Veronafiere alla
conquista dell'Australia

La Vinitaly International Academy vola agli antipodi per portare l'eccellenza della produzione vitivinicola italiana per la prima volta anche a Melbourne, il 26 e 27 ottobre prossimi, nella cornice di Vinitalia Down Under, che quest'anno inaugura la sua seconda edizione. L'appuntamento, organizzato dalla Camera di Commercio ed Industria Italiana (Ccie) di Melbourne in collaborazione con Veronafiere, e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico all'interno del progetto Italian wine meets Australia - Piano di Promozione Straordinaria del Made in Italy - Campagna promozionale del vino italiano in Australia, ha l'obiettivo di promuovere il vino italiano con appuntamenti dedicati ai professionisti del settore, agli operatori e al grande pubblico. Vinitaly Australia, coerentemente con la mission di Vinitaly International, apre un canale bidirezionale tra gli operatori del continente interessati ad approfondire la conoscenza della variegata produzione italiana e i nostri produttori sempre più interessati a penetrare in nuovi mercati. Il mercato australiano è costantemente in crescita e sta diventando sempre più importante per il vino italiano, che si posiziona al terzo posto per volumi d'importazione. Nel 2013 sono stati 8,9 i milioni di litri di vino italiano consumati dagli australiani, per un totale di circa 30 milioni di euro.
FIERA
Veronafiere alla    <br/>conquista dell'Australia

Veronafiere alla
conquista dell'Australia

La Vinitaly International Academy vola agli antipodi per portare l'eccellenza della produzione vitivinicola italiana per la prima volta anche a Melbourne, il 26 e 27 ottobre prossimi, nella cornice di Vinitalia Down Under, che quest'anno inaugura la sua seconda edizione. L'appuntamento, organizzato dalla Camera di Commercio ed Industria Italiana (Ccie) di Melbourne in collaborazione con Veronafiere, e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico all'interno del progetto Italian wine meets Australia - Piano di Promozione Straordinaria del Made in Italy - Campagna promozionale del vino italiano in Australia, ha l'obiettivo di promuovere il vino italiano con appuntamenti dedicati ai professionisti del settore, agli operatori e al grande pubblico. Vinitaly Australia, coerentemente con la mission di Vinitaly International, apre un canale bidirezionale tra gli operatori del continente interessati ad approfondire la conoscenza della variegata produzione italiana e i nostri produttori sempre più interessati a penetrare in nuovi mercati. Il mercato australiano è costantemente in crescita e sta diventando sempre più importante per il vino italiano, che si posiziona al terzo posto per volumi d'importazione. Nel 2013 sono stati 8,9 i milioni di litri di vino italiano consumati dagli australiani, per un totale di circa 30 milioni di euro.
INDUSTRIA
Saint Gobain, nuovo   <br/>impianto: 100 assunzioni

Saint Gobain, nuovo
impianto: 100 assunzioni

Il Gruppo Saint-Gobain Italia ha inaugurato oggi nello stabilimento di Gazzo Veronese il nuovo Forno 73, un impianto tecnologicamente all'avanguardia dedicato alla produzione di bottiglie in vetro che, a regime, garantirà una capacità produttiva di oltre 1 milione di contenitori in vetro cavo al giorno, pari a circa 270 milioni di lt/anno di vino e spumante imbottigliati. Frutto di investimenti per 65 milioni di euro, il forno fusorio dello stabilimento veronese rientra tra le opere incluse nel piano pluriennale di investimenti della francese Saint-Gobain in Italia dal valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, avviato nel 2011 con il rilancio del polo produttivo di Pisa.Il completamento dell'impianto di Gazzo Veronese ha comportato uno sforzo ingegneristico e costruttivo rilevante le sue dimensioni (144 metri quadri di ampiezza) e le tecnologie implementate nella struttura. Nella sua realizzazione sono state coinvolte 130 aziende esterne, con 200 operai quotidianamente al lavoro nel cantiere, la posa di 34 km di tubature e la stesura di 167 km di cavi. Il forno impegnerà nella gestione 100 dipendenti dedicati sui 230 dello stabilimento, a cui sono state erogate oltre 6.000 ore di formazione in fase di start up. Con oltre 1 milione di contenitori prodotti al giorno, il controllo sulla qualità sin dalla fase iniziale di formatura e la possibilità di diversificare la produzione annua in una gamma di 200 contenitori diversi, il Forno 73 consentirà allo stabilimento Verallia Saint-Gobain di Gazzo Veronese di razionalizzare i costi. La struttura permetterà il risparmio di circa 48.000 tonnellate di CO2 l'anno, pari alla quantità emessa da circa 27.000 auto euro4 che percorrano 15.000 km all'anno. "L'inaugurazione del nuovo forno nello stabilimento di Gazzo Veronese dimostra, ancora una volta - ha spiegato Gianni Scotti, Presidente di Saint-Gobain Italia - come il Paese rappresenti una realtà territoriale su cui il gruppo continua a credere e investire, nonostante il clima di incertezza generale derivante dalla congiuntura economica negativa".
PAGAMENTI
Popolare-Confcommercio,  <br/>accordo sui Pos

Popolare-Confcommercio,
accordo sui Pos

L’intesa prevede affidamenti a condizioni agevolate, e canoni di favore per i servizi mobile e di conservazione sostitutiva delle fatture elettronicheBanca Popolare di Verona e Confcommercio As.Co hanno sottoscritto in data odierna un innovativo accordo legato all’utilizzo dei pagamenti mediante Pos, con condizioni vantaggiose per l’anticipo degli incassi e per i servizi di “POS Mobile” e di fatturazione elettronica “ You Invoice”.I tre prodotti protagonisti dell’iniziativa sono “Idea Anticipo POS”, Servizio “POS Mobile” ed il servizio “Ciclo Attivo Youinvoice”, quest’ultimo affiancato al servizio di “Conservazione Sostitutiva”.Nel dettaglio, “Idea Anticipo Pos” è un affidamento con il quale il cliente esercente può ricevere in disponibilità una somma, correlata all’importo medio mensile degli incassi effettuati tramite canale POS, da rimborsare con gli incassi realizzati con lo stesso canale mese per mese. Per “POS Mobile” sono previste invece condizioni di favore sul canone e sulle commissioni del servizio. Pos Mobile offre, grazie alla sinergia fra smartphone, e il Mobile POS, leggero e facilmente trasportabile, la possibilità di incasso di carte di debito, credito e prepagate in mobilità, nonché il controllo diretto delle transazioni attraverso l’Applicazione YouPosMobile. Allo stesso modo, sono previste condizioni vantaggiose sul servizio “Ciclo Attivo YouInvoice”, che permette la gestione integrata dell’emissione e della relativa veicolazione dei documenti quali ad esempio fatture, note di credito e note di debito, cui si affianca il servizio “Conservazione Sostitutiva”. Si tratta di una specifica procedura informatica, disciplinata dalla legge italiana, che garantisce nel tempo la validità legale di un documento elettronico, attribuendogli il medesimo valore probatorio dell’originale cartaceo. In questo modo YouInvoice garantisce all’Associato di Concommercio As.Co. la gestione delle fatture nel rispetto degli standard normativamente previsti per i soggetti che intrattengono rapporti con la Pubblica Amministrazione Centrale o Locale.“L’accordo sottoscritto con Confcommercio conferma l’attenzione alle piccole e medie imprese del nostro territorio. - commenta Giordano Simeoni Direttore della Divisone della Banca Popolare di Verona - Il costante dialogo con le associazioni di categoria è una strategia premiante, perché ci aiuta a comprendere maggiormente le esigenze delle imprese. Aprire un canale di comunicazione privilegiato ci permette di proporre più velocemente soluzioni in grado di rispondere alle reali necessità delle aziende.”“E’ con grande soddisfazione che suggelliamo questo accordo con uno dei principali istituti di credito del territorio - il commento del Presidente di Confcommercio As.Co. Paolo Arena - nell’ottica di implementare ulteriormente i servizi offerti ai nostri associati, molti dei quali soci e correntisti della Banca Popolare di Verona.”
BANCO POPOLARE
Saviotti: Finché ci sarò   <br/>nessun aumento capitale

Saviotti: Finché ci sarò
nessun aumento capitale

"Finché sarò amministratore delegato" del Banco Popolare "non ci saranno altri aumenti di capitale". Così il numero uno dell'istituto veronese, Pier Francesco Saviotti, a margine del 5° Congresso Uilca.Il banchiere, interpellato sugli stress-test, ha poi scherzato: "Se ci sarà un aumento di capitale" al Banco Popolare "allora mi troverete all'isola d'Elba". "Ho la fiducia - ha concluso - che supereremo gli stress-test, i nostri numeri sono chiari ed inequivocabili. Nessuno sa come la Bce valuterà i numeri. Dopo la convocazione del 6 ottobre avremo le idee più chiare anche se ci hanno già detto che non ci daranno numeri ma solo indicazioni qualitative".
ASSICURAZIONI
Cattolica, aumento    <br/>capitale 500 milioni

Cattolica, aumento
capitale 500 milioni

Il gruppo Cattolica Assicurazioni lancia un aumento di capitale da 500 milioni di euro.Il piano di impresa della Compagnia veronese prevede una raccolta di premi per 5,8 miliardi nel 2017 e un utile netto consolidato a 209 milioni. Lo annuncia una nota. Nei Danni i premi sono visti a 2,4 miliardi con un utile netto di 139 milioni. La raccolta nel ramo Vita è attesa a 3,4 miliardi, con un utile netto di 70 milioni.Il gruppo Cattolica prevede di esercitare la delega per un aumento di capitale fino a un massimo di 500 milioni di euro per sostenere la crescita del business, finanziare la trasformazione industriale e gli investimenti in innovazione e tecnologia e cogliere opportunità di acquisizione e partnership. Lo annuncia una nota.L'aumento di capitale, per l'importo fissato, avverrà mediante emissione a pagamento di azioni ordinarie dal valore nominale di 3 euro da offrire in opzione ai titolari di azioni ordinarie della società. Banca Imi sarà global coordinator e bookrunner nell'operazione, Mediobanca co-global coordinator e bookrunner. I due istituti di credito si sono impegnati a garantire la sottoscrizione dell'aumento di capitale per la parte eventualmente rimasta inoptata al termine dell'offerta in Borsa dei diritti inoptati, fino all'ammontare massimo di 500 milioni, ferma restando la possibile costituzione di comune accordo con la società di un consorzio di garanzia allargato in prossimità dell'avvio dell'offerta in opzione.
PROTESTA
Crisi ortofrutta     <br/>Coldiretti si mobilita

Crisi ortofrutta
Coldiretti si mobilita

“Meglio italiano, scelgo Veneto”. E' il tema della mobilitazione voluta fortemente da Coldiretti sulla crisi dell'Ortofrutta veronese. Nel pomeriggio infatti davanti alla prefettura in Piazza dei signori si sono ritrovati numerosi imprenditori agricoli in fermento dopo l'embargo russo che sta mettendo in seria difficoltà i produttori. A tutto questo si aggiunge poi il blocco degli aiuti europei previsti per le imprese che esportano in Russia. Una situazione che sta diventando giorno dopo giorno davvero insostenibile. L'invito da parte di Coldiretti è quello di consumare esclusivamente ortofrutta locale: a tal proposito gli agricoltori hanno distribuito mele tradizionali provenienti dai frutteti veronesi. Proprio le mele infatti stanno vivendo una crisi senza precedenti.E anche Agrinsieme questa mattina ha denunciato la situazione facendo presente che si sono avverati i peggiori timori che erano stati pronosticati tra la rabbia e lo sgomento dei produttori. La volontà di fare un'azione forte deriva anche dal momento devastante che sta vivendo il mercato dell'Ortofrutta con gravi perdite in termini occupazionali e di imprese impiegate, non solo agricole. Agrinsieme pertanto vorrebbe sensibilizzare i consumatori all'acquisto della frutta venduta sugli scaffali a dieci centesimi in più per poter sostenere i produttori e avere la garanzia di un prodotto genuino e del territorio.
AGSM
Agsm, bilancio positivo   <br/>Fatturato a 418 milioni

Agsm, bilancio positivo
Fatturato a 418 milioni

Inverno mite e stagnazione limitano ma non frenano le performance di Agsm Verona Spa, holding del Gruppo Agsm, multiutility con base a Verona e operante in 4.200 comuni del Paese nei settori dell’elettricità, del gas e del calore ma anche in altre attività di servizio. La semestrale di bilancio, approvata dal Cda, va ben oltre il budget previsto sul periodo e si attesta in linea con l’anno record del 2013: 418mln di euro il fatturato, 50,3mln di margine operativo lordo e un utile ante imposte di 17,6mln di euro (19,9mln nel 2013). Tengono tutte le principali voci di conto economico, a partire dall’allargamento dei clienti ‘extra Verona’ – che fa segnare un +96% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – sino ai servizi multibusiness e alla redditività del settore commerciale, anche qui nonostante i risicati margini sul trading dettati dai nuovi meccanismi di formazione del prezzo. “La scelta del Gruppo – ha detto il direttore generale di Agsm, Giampietro Cigolini – di investire sulle rinnovabili e di allargare la propria base operativa attraverso una politica mirata sui prezzi sta pagando oltre le previsioni. Negli ultimi 8 anni abbiamo investito 150mln di euro tra eolico e idroelettrico e oggi produciamo il 160% in più rispetto al 2012 (+19% sul pari periodo 2013) di energia pulita. E ancora, il 63% dei nostri clienti di energia elettrica proviene dalle tariffe di libero mercato, quando la media nazionale dei competitor si ferma sotto il 30%”. E proprio dalla parte commerciale di Agsm Energia arriva la ‘spinta’ più forte: dopo la performance dell’ultimo bilancio (fatturato a 900mln di euro complessivi, +38%), con un saldo attivo di oltre 7.000 clienti ‘extra Verona’ e un incremento di fatturato di oltre 160 milioni di euro, si conferma in crescita anche nella semestrale 2014, con un ulteriore allargamento della base clienti nazionale, sia privata che business, a fronte di una contrazione generalizzata dei consumi.Per il presidente del Gruppo Agsm, Paolo Paternoster: “In un semestre in cui i prezzi di mercato dell’energia sono scesi, rispetto allo scorso anno, di 11 euro/MWh (-18%) e la domanda nazionale è risultata in calo del 3%, il Gruppo – che vanta circa 330.000 utenti attivi e 1500 addetti diretti - ha dimostrato di saper trovare la forza per difendere la propria crescita. Rispetto al budget di previsione, infatti, abbiamo segnato un +14% nel fatturato e +15% sul Mol”.
CONFINDUSTRIA
Verona e la crisi,     <br/>segnali di ripresa

Verona e la crisi,
segnali di ripresa

“In lenta ma tenace risalita”: così, con una sintesi cruda ma efficace e virata all’ottimismo, l’ultimo bollettino di Confindustria descrive l’evoluzione del prodotto interno lordo e dell’occupazione a Verona e provincia.Non è l’unico dato in controtendenza rispetto alla piatta economia nazionale: a Verona, che fino al 13 settembre ospita la quinta tappa di "Panorama d’Italia", anche gli ordinativi interni sono in leggera crescita, mentre nel primo trimestre del 2014 le esportazioni fanno segnare un confortante +3,2%, equamente diviso a metà tra mercato comunitario ed extra-Ue.E' evidente: i dorati anni Novanta, quelli in cui l’export metteva a segno tassi di crescita annui in doppia cifra e la provincia veronese contendeva alle corregionali Vicenza e Treviso il record di aziende attive in rapporto alla popolazione (circa una ogni 11 abitanti) sono ancora un traguardo lontano, forse impossibile da scavallare di nuovo, visti la congiuntura. Ma i segnali di un’inversione di tendenza ci sono tutti: e potrebbero pure irrobustirsi, visto che i fondamentali messi in mostra sono migliori rispetto alla media italiana, oltre che maggiormente spalmati sui diversi settori produttivi.Rispetto agli ordini, per esempio, il primo semestre del 2014 fa registare un miglioramento rispetto al periodo precedente, con l’agroalimentare, la trasformazione edilizia (che qui significa soprattutto distretto del marmo), la manifattura e anche i servizi a trainare la performance. È stabile l’orizzonte del lavoro, assicurato per più di tre mesi. Se nell’ultima parte del 2013 si era verificata una diminuzione delle aziende che avevano una prospettiva a medio-lungo termine, quest’anno il dato della fiducia cresce sensibilmente e fa registrare un primo segnale concreto con un aumento, nel periodo, pari all’1,5 per cento.Resta, qui come altrove, il problema finanziario: dalle interviste realizzate da Confindustria emerge come l’80% delle aziende, in buona parte Pmi, dichiari un ritardo negli incassi e il 20% una liquidità tesa, anche se in lieve diminuzione rispetto al precedente trimestre.
NEGOZI CINESI
L'invasione dal paese  <br/>del Dragone

L'invasione dal paese
del Dragone

La vocazione imprenditoriale dei migranti cinesi è fortissima. Se l'incidenza degli imprenditori stranieri sul totale dei residenti stranieri presenti in Italia è pari al 14,4%, quelli cinesi sono addirittura il 29,6%: su oltre 223.000 cinesi residenti in Italia, ben 66.000 guidano un'attività economica. La Lombardia, con 14.000 attività, è la regione più popolata da aziende guidate da imprenditoriali cinesi: seguono la Toscana, con poco più di 11.800 attività, il Veneto, con quasi 8.000 e l'Emilia Romagna, con oltre 6.800. In queste quattro Regioni si concentra oltre il 60% del totale degli imprenditori cinesi presenti nel nostro Paese. Lo scorso anno, infine, si è verificato un forte calo delle rimesse: l'ammontare complessivo delle somme di denaro inviate verso la Cina dagli immigrati cinesi presenti in Italia è stato di 1,10 miliardi di euro. Meno della metà dell'importo registrato nel 2012 (2,67 mld di euro). "Da sempre - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - le principali aree di provenienza dei migranti cinesi sono le province del Sud Est del paese: Zhejiang, Fujian, Guangdong e Hainan. Per queste persone, la ricerca del successo si trasforma in una specie di debito morale nei confronti della famiglia allargata e degli amici che da sempre costituiscono un sostegno irrinunciabile per chi vuole emigrare. Non è un caso che nonostante la contrazione registrata nel 2013, l'etnia cinese continui ad essere al primo posto nel flusso di rimesse verso il Paese d'origine".
SEMESTRALE
Banco Popolare torna    <br/>utile dopo perdita 2013

Banco Popolare torna
utile dopo perdita 2013

Nel primo semestre il Banco popolare ha registrato un utile netto di 31 milioni (che diventa di 6 milioni al netto della 'fair value option' e di 77 se calcolato su base normalizzata) contro la perdita di 606 milioni del 2013 e l'utile di 156 milioni del primo semestre 2013, quando però non erano ancora iniziate le rettifiche dei crediti.I proventi operativi sono stati di 1.798 milioni (-1,2% rispetto al primo semestre 2013, +1,4% rispetto al primo trimestre di quest'anno), mentre gli oneri operativi ammontano a 1.087 milioni (-4,1% rispetto al primo trimestre 2014). Il risultato della gestione operativa è pari a 711 milioni in linea con il primo semestre 2013 (+10,4% rispetto al 31 marzo scorso). Bene la posizione patrimoniale: il CET 1 ratio 'phased in' del Banco popolare al 30 giugno scorso è al 13,3%, lo stesso parametro pro-forma (considerando gli effetti della incorporazione di Banca Italease) è al 13,5% mentre il CET 1 ratio 'fully phased' pro forma è all'11,4%. I profili di liquidità mostrano gli indici LCR e NSFR superiori ai target attualmente richiesti da Basilea 3 e si collocano al di sopra del 100%, mentre sono stati rimborsati anticipatamente 2,8 miliardi di finanziamenti LTRO. Il margine di interesse si è attestato a 770 milioni ed evidenzia un decremento del 7,6% rispetto al dato del corrispondente periodo dell'esercizio precedente (a quota 833 milioni), "dovuto alla riduzione degli impieghi medi e a una contenuta discesa dello spread da clientela", afferma la banca. Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a 620 milioni, rispetto ai 438 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Le spese per il personale sono state pari a 674 milioni con una diminuzione dell'1,6% rispetto ai 685 milioni del corrispondente periodo dell'esercizio precedente, con una riduzione dell'organico medio di 411 unità su base annua. Il controllo dei costi ha interessato anche le altre spese amministrative che sono ammontate a 338 milioni, in diminuzione del 5,1%. La raccolta diretta al 30 giugno scorso ammonta a 87,1 miliardi ed evidenzia un decremento del 3,3% rispetto ai 90 miliardi del 31 dicembre, del 2,2% rispetto agli 89 miliardi di fine del primo trimestre e dell'8,3% rispetto alle consistenze dello stesso periodo 2013. Il calo è imputabile alla diminuzione della raccolta obbligazionaria nella componente istituzionale e al rimborso dei prestiti obbligazionari emessi giunti a scadenza, mentre la raccolta in conti correnti e depositi liberi registra una crescita. Le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, incagli, crediti ristrutturati ed esposizioni scadute) ammontano a 14,7 miliardi ed evidenziano una crescita del 4,9% rispetto ai 14 miliardi del 31 dicembre scorso e del 17,1% su base annua.
BORSA
A Consob richiesta    <br/>quotazione Fedrigoni

A Consob richiesta
quotazione Fedrigoni

Fedrigoni, società veronese che opera nella produzione e vendita di vari tipi di carte, ha chiesto l'ammissione al Mercato telematico azionario di Borsa italiana e ha presentato a Consob la richiesta di approvazione del prospetto informativo relativo all'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione e quotazione delle azioni. Lo annuncia una nota. L'offerta globale sarà composta sia da azioni di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale, sia da azioni offerte in vendita da San Colombano, società facente capo alla famiglia Fedrigoni, e consisterà in un'offerta istituzionale rivolta a investitori qualificati in Italia e istituzionali all'estero e in un'offerta pubblica rivolta al pubblico indistinto in Italia. Joint global coordinator e joint bookrunner dell'operazione sono Bnp Paribas e UniCredit. Bnp Paribas agirà anche in qualità di responsabile del collocamento per l'offerta pubblica e di sponsor. I consulenti legali della società sono Chiomenti Studio Legale e Sullivan & Cromwell, mentre i joint global coordinator sono assistiti da Clifford Chance.
ECONOMIA
Popolare lancia carta  <br/>prepagata per imprese

Popolare lancia carta
prepagata per imprese

Banco Popolare, in collaborazione con Visa Europe, lancia in Italia "YouCard Business", la prima carta di debito e prepagata Visa pensata per facilitare la gestione dei pagamenti nelle imprese e garantire un elevato controllo delle spese aziendali. "YouCard Business" permette, attraverso la funzione di debito e prepagata, di gestire le spese quotidiane operative per acquisti di beni o servizi presso grandi catene retail, operatori di commercio al dettaglio e all'ingrosso, siti ecommerce, e di agevolare i pagamenti dei collaboratori che hanno necessità di viaggiare, effettuare trasferte o che per diverse ragioni sono delegati a sostenere spese aziendali. Dal lato pagamenti, "YouCard Business" permette di effettuare transazioni per conto dell' azienda presso milioni di esercizi commerciali che espongono il logo Visa, in Italia e nel mondo, e anche su Internet, con un tetto massimo di spesa deciso dall'azienda per singola carta sia per la funzionalità di addebito immediato sul conto sia per la funzionalità prepagata. Il controllo delle spese è assicurato dal portale "Vantaggio" messo a disposizione dal Banco Popolare all'azienda correntista. Il portale fornisce una vera e propria "plancia di comando" che l'azienda può utilizzare gestendo e profilando in tempo reale ogni carta in modo autonomo e funzionale per la propria impresa e con la massima flessibilità.

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