AGSM
Agsm, bilancio positivo   <br/>Fatturato a 418 milioni

Agsm, bilancio positivo
Fatturato a 418 milioni

Inverno mite e stagnazione limitano ma non frenano le performance di Agsm Verona Spa, holding del Gruppo Agsm, multiutility con base a Verona e operante in 4.200 comuni del Paese nei settori dell’elettricità, del gas e del calore ma anche in altre attività di servizio. La semestrale di bilancio, approvata dal Cda, va ben oltre il budget previsto sul periodo e si attesta in linea con l’anno record del 2013: 418mln di euro il fatturato, 50,3mln di margine operativo lordo e un utile ante imposte di 17,6mln di euro (19,9mln nel 2013). Tengono tutte le principali voci di conto economico, a partire dall’allargamento dei clienti ‘extra Verona’ – che fa segnare un +96% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – sino ai servizi multibusiness e alla redditività del settore commerciale, anche qui nonostante i risicati margini sul trading dettati dai nuovi meccanismi di formazione del prezzo. “La scelta del Gruppo – ha detto il direttore generale di Agsm, Giampietro Cigolini – di investire sulle rinnovabili e di allargare la propria base operativa attraverso una politica mirata sui prezzi sta pagando oltre le previsioni. Negli ultimi 8 anni abbiamo investito 150mln di euro tra eolico e idroelettrico e oggi produciamo il 160% in più rispetto al 2012 (+19% sul pari periodo 2013) di energia pulita. E ancora, il 63% dei nostri clienti di energia elettrica proviene dalle tariffe di libero mercato, quando la media nazionale dei competitor si ferma sotto il 30%”. E proprio dalla parte commerciale di Agsm Energia arriva la ‘spinta’ più forte: dopo la performance dell’ultimo bilancio (fatturato a 900mln di euro complessivi, +38%), con un saldo attivo di oltre 7.000 clienti ‘extra Verona’ e un incremento di fatturato di oltre 160 milioni di euro, si conferma in crescita anche nella semestrale 2014, con un ulteriore allargamento della base clienti nazionale, sia privata che business, a fronte di una contrazione generalizzata dei consumi.Per il presidente del Gruppo Agsm, Paolo Paternoster: “In un semestre in cui i prezzi di mercato dell’energia sono scesi, rispetto allo scorso anno, di 11 euro/MWh (-18%) e la domanda nazionale è risultata in calo del 3%, il Gruppo – che vanta circa 330.000 utenti attivi e 1500 addetti diretti - ha dimostrato di saper trovare la forza per difendere la propria crescita. Rispetto al budget di previsione, infatti, abbiamo segnato un +14% nel fatturato e +15% sul Mol”.
CONFINDUSTRIA
Verona e la crisi,     <br/>segnali di ripresa

Verona e la crisi,
segnali di ripresa

“In lenta ma tenace risalita”: così, con una sintesi cruda ma efficace e virata all’ottimismo, l’ultimo bollettino di Confindustria descrive l’evoluzione del prodotto interno lordo e dell’occupazione a Verona e provincia.Non è l’unico dato in controtendenza rispetto alla piatta economia nazionale: a Verona, che fino al 13 settembre ospita la quinta tappa di "Panorama d’Italia", anche gli ordinativi interni sono in leggera crescita, mentre nel primo trimestre del 2014 le esportazioni fanno segnare un confortante +3,2%, equamente diviso a metà tra mercato comunitario ed extra-Ue.E' evidente: i dorati anni Novanta, quelli in cui l’export metteva a segno tassi di crescita annui in doppia cifra e la provincia veronese contendeva alle corregionali Vicenza e Treviso il record di aziende attive in rapporto alla popolazione (circa una ogni 11 abitanti) sono ancora un traguardo lontano, forse impossibile da scavallare di nuovo, visti la congiuntura. Ma i segnali di un’inversione di tendenza ci sono tutti: e potrebbero pure irrobustirsi, visto che i fondamentali messi in mostra sono migliori rispetto alla media italiana, oltre che maggiormente spalmati sui diversi settori produttivi.Rispetto agli ordini, per esempio, il primo semestre del 2014 fa registare un miglioramento rispetto al periodo precedente, con l’agroalimentare, la trasformazione edilizia (che qui significa soprattutto distretto del marmo), la manifattura e anche i servizi a trainare la performance. È stabile l’orizzonte del lavoro, assicurato per più di tre mesi. Se nell’ultima parte del 2013 si era verificata una diminuzione delle aziende che avevano una prospettiva a medio-lungo termine, quest’anno il dato della fiducia cresce sensibilmente e fa registrare un primo segnale concreto con un aumento, nel periodo, pari all’1,5 per cento.Resta, qui come altrove, il problema finanziario: dalle interviste realizzate da Confindustria emerge come l’80% delle aziende, in buona parte Pmi, dichiari un ritardo negli incassi e il 20% una liquidità tesa, anche se in lieve diminuzione rispetto al precedente trimestre.
NEGOZI CINESI
L'invasione dal paese  <br/>del Dragone

L'invasione dal paese
del Dragone

La vocazione imprenditoriale dei migranti cinesi è fortissima. Se l'incidenza degli imprenditori stranieri sul totale dei residenti stranieri presenti in Italia è pari al 14,4%, quelli cinesi sono addirittura il 29,6%: su oltre 223.000 cinesi residenti in Italia, ben 66.000 guidano un'attività economica. La Lombardia, con 14.000 attività, è la regione più popolata da aziende guidate da imprenditoriali cinesi: seguono la Toscana, con poco più di 11.800 attività, il Veneto, con quasi 8.000 e l'Emilia Romagna, con oltre 6.800. In queste quattro Regioni si concentra oltre il 60% del totale degli imprenditori cinesi presenti nel nostro Paese. Lo scorso anno, infine, si è verificato un forte calo delle rimesse: l'ammontare complessivo delle somme di denaro inviate verso la Cina dagli immigrati cinesi presenti in Italia è stato di 1,10 miliardi di euro. Meno della metà dell'importo registrato nel 2012 (2,67 mld di euro). "Da sempre - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - le principali aree di provenienza dei migranti cinesi sono le province del Sud Est del paese: Zhejiang, Fujian, Guangdong e Hainan. Per queste persone, la ricerca del successo si trasforma in una specie di debito morale nei confronti della famiglia allargata e degli amici che da sempre costituiscono un sostegno irrinunciabile per chi vuole emigrare. Non è un caso che nonostante la contrazione registrata nel 2013, l'etnia cinese continui ad essere al primo posto nel flusso di rimesse verso il Paese d'origine".
SEMESTRALE
Banco Popolare torna    <br/>utile dopo perdita 2013

Banco Popolare torna
utile dopo perdita 2013

Nel primo semestre il Banco popolare ha registrato un utile netto di 31 milioni (che diventa di 6 milioni al netto della 'fair value option' e di 77 se calcolato su base normalizzata) contro la perdita di 606 milioni del 2013 e l'utile di 156 milioni del primo semestre 2013, quando però non erano ancora iniziate le rettifiche dei crediti.I proventi operativi sono stati di 1.798 milioni (-1,2% rispetto al primo semestre 2013, +1,4% rispetto al primo trimestre di quest'anno), mentre gli oneri operativi ammontano a 1.087 milioni (-4,1% rispetto al primo trimestre 2014). Il risultato della gestione operativa è pari a 711 milioni in linea con il primo semestre 2013 (+10,4% rispetto al 31 marzo scorso). Bene la posizione patrimoniale: il CET 1 ratio 'phased in' del Banco popolare al 30 giugno scorso è al 13,3%, lo stesso parametro pro-forma (considerando gli effetti della incorporazione di Banca Italease) è al 13,5% mentre il CET 1 ratio 'fully phased' pro forma è all'11,4%. I profili di liquidità mostrano gli indici LCR e NSFR superiori ai target attualmente richiesti da Basilea 3 e si collocano al di sopra del 100%, mentre sono stati rimborsati anticipatamente 2,8 miliardi di finanziamenti LTRO. Il margine di interesse si è attestato a 770 milioni ed evidenzia un decremento del 7,6% rispetto al dato del corrispondente periodo dell'esercizio precedente (a quota 833 milioni), "dovuto alla riduzione degli impieghi medi e a una contenuta discesa dello spread da clientela", afferma la banca. Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a 620 milioni, rispetto ai 438 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Le spese per il personale sono state pari a 674 milioni con una diminuzione dell'1,6% rispetto ai 685 milioni del corrispondente periodo dell'esercizio precedente, con una riduzione dell'organico medio di 411 unità su base annua. Il controllo dei costi ha interessato anche le altre spese amministrative che sono ammontate a 338 milioni, in diminuzione del 5,1%. La raccolta diretta al 30 giugno scorso ammonta a 87,1 miliardi ed evidenzia un decremento del 3,3% rispetto ai 90 miliardi del 31 dicembre, del 2,2% rispetto agli 89 miliardi di fine del primo trimestre e dell'8,3% rispetto alle consistenze dello stesso periodo 2013. Il calo è imputabile alla diminuzione della raccolta obbligazionaria nella componente istituzionale e al rimborso dei prestiti obbligazionari emessi giunti a scadenza, mentre la raccolta in conti correnti e depositi liberi registra una crescita. Le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, incagli, crediti ristrutturati ed esposizioni scadute) ammontano a 14,7 miliardi ed evidenziano una crescita del 4,9% rispetto ai 14 miliardi del 31 dicembre scorso e del 17,1% su base annua.
SEMESTRALE
Banco Popolare torna    <br/>utile dopo perdita 2013

Banco Popolare torna
utile dopo perdita 2013

Nel primo semestre il Banco popolare ha registrato un utile netto di 31 milioni (che diventa di 6 milioni al netto della 'fair value option' e di 77 se calcolato su base normalizzata) contro la perdita di 606 milioni del 2013 e l'utile di 156 milioni del primo semestre 2013, quando però non erano ancora iniziate le rettifiche dei crediti.I proventi operativi sono stati di 1.798 milioni (-1,2% rispetto al primo semestre 2013, +1,4% rispetto al primo trimestre di quest'anno), mentre gli oneri operativi ammontano a 1.087 milioni (-4,1% rispetto al primo trimestre 2014). Il risultato della gestione operativa è pari a 711 milioni in linea con il primo semestre 2013 (+10,4% rispetto al 31 marzo scorso). Bene la posizione patrimoniale: il CET 1 ratio 'phased in' del Banco popolare al 30 giugno scorso è al 13,3%, lo stesso parametro pro-forma (considerando gli effetti della incorporazione di Banca Italease) è al 13,5% mentre il CET 1 ratio 'fully phased' pro forma è all'11,4%. I profili di liquidità mostrano gli indici LCR e NSFR superiori ai target attualmente richiesti da Basilea 3 e si collocano al di sopra del 100%, mentre sono stati rimborsati anticipatamente 2,8 miliardi di finanziamenti LTRO. Il margine di interesse si è attestato a 770 milioni ed evidenzia un decremento del 7,6% rispetto al dato del corrispondente periodo dell'esercizio precedente (a quota 833 milioni), "dovuto alla riduzione degli impieghi medi e a una contenuta discesa dello spread da clientela", afferma la banca. Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a 620 milioni, rispetto ai 438 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Le spese per il personale sono state pari a 674 milioni con una diminuzione dell'1,6% rispetto ai 685 milioni del corrispondente periodo dell'esercizio precedente, con una riduzione dell'organico medio di 411 unità su base annua. Il controllo dei costi ha interessato anche le altre spese amministrative che sono ammontate a 338 milioni, in diminuzione del 5,1%. La raccolta diretta al 30 giugno scorso ammonta a 87,1 miliardi ed evidenzia un decremento del 3,3% rispetto ai 90 miliardi del 31 dicembre, del 2,2% rispetto agli 89 miliardi di fine del primo trimestre e dell'8,3% rispetto alle consistenze dello stesso periodo 2013. Il calo è imputabile alla diminuzione della raccolta obbligazionaria nella componente istituzionale e al rimborso dei prestiti obbligazionari emessi giunti a scadenza, mentre la raccolta in conti correnti e depositi liberi registra una crescita. Le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, incagli, crediti ristrutturati ed esposizioni scadute) ammontano a 14,7 miliardi ed evidenziano una crescita del 4,9% rispetto ai 14 miliardi del 31 dicembre scorso e del 17,1% su base annua.
BORSA
A Consob richiesta    <br/>quotazione Fedrigoni

A Consob richiesta
quotazione Fedrigoni

Fedrigoni, società veronese che opera nella produzione e vendita di vari tipi di carte, ha chiesto l'ammissione al Mercato telematico azionario di Borsa italiana e ha presentato a Consob la richiesta di approvazione del prospetto informativo relativo all'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione e quotazione delle azioni. Lo annuncia una nota. L'offerta globale sarà composta sia da azioni di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale, sia da azioni offerte in vendita da San Colombano, società facente capo alla famiglia Fedrigoni, e consisterà in un'offerta istituzionale rivolta a investitori qualificati in Italia e istituzionali all'estero e in un'offerta pubblica rivolta al pubblico indistinto in Italia. Joint global coordinator e joint bookrunner dell'operazione sono Bnp Paribas e UniCredit. Bnp Paribas agirà anche in qualità di responsabile del collocamento per l'offerta pubblica e di sponsor. I consulenti legali della società sono Chiomenti Studio Legale e Sullivan & Cromwell, mentre i joint global coordinator sono assistiti da Clifford Chance.
ECONOMIA
Popolare lancia carta  <br/>prepagata per imprese

Popolare lancia carta
prepagata per imprese

Banco Popolare, in collaborazione con Visa Europe, lancia in Italia "YouCard Business", la prima carta di debito e prepagata Visa pensata per facilitare la gestione dei pagamenti nelle imprese e garantire un elevato controllo delle spese aziendali. "YouCard Business" permette, attraverso la funzione di debito e prepagata, di gestire le spese quotidiane operative per acquisti di beni o servizi presso grandi catene retail, operatori di commercio al dettaglio e all'ingrosso, siti ecommerce, e di agevolare i pagamenti dei collaboratori che hanno necessità di viaggiare, effettuare trasferte o che per diverse ragioni sono delegati a sostenere spese aziendali. Dal lato pagamenti, "YouCard Business" permette di effettuare transazioni per conto dell' azienda presso milioni di esercizi commerciali che espongono il logo Visa, in Italia e nel mondo, e anche su Internet, con un tetto massimo di spesa deciso dall'azienda per singola carta sia per la funzionalità di addebito immediato sul conto sia per la funzionalità prepagata. Il controllo delle spese è assicurato dal portale "Vantaggio" messo a disposizione dal Banco Popolare all'azienda correntista. Il portale fornisce una vera e propria "plancia di comando" che l'azienda può utilizzare gestendo e profilando in tempo reale ogni carta in modo autonomo e funzionale per la propria impresa e con la massima flessibilità.
ECONOMIA
La crisi? A Verona       <br/>si è sofferto di meno

La crisi? A Verona
si è sofferto di meno

La crisi? Non ha colpito tutti i territori allo stesso modo. Lo dice l'ultima inchiesta del sole 24 ore che ha preso in esame dieci indicatori di resistenza analizzando le performance, città per città degli ultimi 7 anni dal 2007 al 2013. Il risultato? Verona è tra le dieci che hanno sofferto meno la crisi. All'ottavo posto dietro Vicenza, Bolzano, Modena, Mantova, Pisa, Genova e Prato. Una classifica che lancia segnali importanti dato che in cima alla graduatoria delle città più colpite ci sono non solo le città del sud, ma città di regioni come Piemonte, Emilia, Marche, Lazio tradizionalmente considerate delle isole di benessere. Sette anni di generale spending review che ha visto modificare abitudini e stili di vita. La casa la performance migliore di Verona, una delle città italiane dove il costo a metro quadro di una appartamento medio in una zona semicentrale è calato di meno. Nel caso di Verona passando dai 3.300 euro del 2007 ai 3.050 del 2013. Tra gli altri indicatori presi in esame la disoccupazione, che pure a Verona è cresciuta del 74% passando da 3,37% al 5,87%, ma che in Italia è raddoppiata. I depositi bancari, cresciuti a Verona di oltre il doppio e passati da una media di 13.093 euro per abitante a 29.247, un dato che indica una precisa scelta di risparmio. E ancora prestiti, valori degli immobili, quantità di rifiuti prodotti, numero di laureati, spese per i medicinali. Nei dieci indicatori di riferimento anche beni durevoli, calati a Verona del 21,5%, la vendita di auto nuove, calata del 49,5% e il prodotto interno lordo sceso del 2,5% dai 28.302 euro pro capite del 2007 ai 27.599 del 2013. Nelle dieci città dove la crisi si è sofferta di più Viterbo, Latina, Cosenza, Nuoro, Cagliari, Terni, Messina, Grosseto e Reggio Calabria.
FIERA
Verona crea hub Africa <br/>per l'edilizia in Egitto

Verona crea hub Africa
per l'edilizia in Egitto

Veronafiere punta sul Cairo per creare un "hub" fieristico delle costruzioni proiettato verso l'intero continente africano. L'iniziativa, denominata "Projex Africa", e' stata presentata oggi nella capitale egiziana e viene portata avanti dall'ente fieristico di Verona assieme a due partner egiziani: l'Associazione degli esportatori dell'Egitto (Expolink) e "Art Line", organizzatore di fiere e conferenze. Il primo passo sara' "Projex Africa 2014", una Fiera internazionale delle costruzioni che si svolgera' dall'11 al 14 dicembre al Cairo assieme ad un'edizione cairota di due grandi esposizioni Veronafiere: Marmomacc, la maggiore Fiera al mondo per il settore marmo e delle pietre naturali; e Samoter, salone numero tre planetario per le macchine da movimento terra e per l'edilizia. Insomma, come sottolinea un comunicato, un "mega evento" per il settore. L'attrattiva del Cairo, e' stato spiegato alla presentazione, e' fra l'altro la potenzialita' dell'Egitto quale porta per le esportazioni verso l'Africa ed il Medio oriente grazie agli accordi di libero commercio sia con l'Ue che con la parte sud-orientale del continente africano (Comesa), i paesi arabi (Pafta) e arabo-mediterranei (Agadir). Inoltre sono state sottolineate le potenzialita' dell'Egitto e del continente africano per il comparto delle costruzioni: in Africa vivono un miliardo di persone, per il 40% in citta', destinate a raddoppiare entro il 2050; il continente gia' importa 29 miliardi di dollari di materiale da costruzione (di cui 590 milioni dall'Egitto) e ha progetti immobiliari, infrastrutturali e ricettivi in crescita. Il solo Egitto prevede per l'anno prossimo 7,2 miliardi di dollari di investimenti nel settore delle costruzioni dopo aver sperimentato, dal 2001 al 2013, un incremento del 27,5% a 31,8 miliardi di dollari di quelli immobiliari. Per attrarre architetti africani, protagonisti nella scelta dei materiali, "Projex Africa" fara' leva anche sui "crediti" formativi che questi professionisti devono acquisire per poter esercitare in diversi paesi del continente nero come Congo, Nigeria e Tanzania e non solo nel mondo anglosassone e presto anche in Europa, ha detto Gianpaola Pedretti, manager del Dipartimento internazionale di Veronafiere. In occasione della maga-fiera si terra' un corso di aggiornamento di tre giorni organizzato dalla "Marmomacc stone academy". L'ente veneto del resto, ricorda una nota, e' gia' l'unico al mondo che attribuisce crediti riconosciuti dalle piu' prestigiose associazioni professionali di architettura di Usa, Gran Bretagna, Canada, Australia, Sud Africa. La partecipazione di 66 architetti provenienti da 37 studi d'architettura africani e' stata assicurata da Seif Aboul Alnaga, presidente della Societa' degli architetti egiziani ed ex-numero uno dell'Unione di quelli africani. La Fiera di dicembre comprendera' anche una conferenza scientifica internazionale sul settore dei materiali da costruzione.
ASSICURAZIONI
Cattolica prepara   <br/>piano triennale

Cattolica prepara
piano triennale

Le linee-guida del nuovo piano d'impresa di Cattolica sono all'esame del cda del gruppo assicurativo. La redazione del piano, che avrà proiezione triennale, verrà ultimata - si legge in una nota - entro l'estate e portata all'approvazione del Consiglio nel mese di settembre. Il nuovo piano ha l'obiettivo di accelerare il percorso di crescita intrapreso in questi anni, facendo leva sui punti di forza tradizionali del Gruppo, sulla crescita dei rami elementari retail, sullo sviluppo di Vita, Welfare e Previdenza, sull'innovazione nella distribuzione e nei processi, e sulle prospettive che si aprono nel settore agroalimentare con l'acquisizione di Fata. Nell'ambito di questa impostazione, l'esigenza di consentire agli agenti di Fata di vendere anche i prodotti Vita, Welfare e Previdenza ha reso opportuna l'anticipazione, rispetto al piano, del processo di coordinamento e riorganizzazione degli assetti distributivi del gruppo. Anche in funzione di questo obiettivo, il cda ha deciso di procedere all'integrazione nella capogruppo di Cattolica Previdenza, la società specializzata nei prodotti previdenziali.
FIERA
Metef, Verona capitale <br/>dell'alluminio

Metef, Verona capitale
dell'alluminio

Inaugurata oggi la decima edizione di Metef, l'expo internazionale dell'alluminio. La cerimonia è stata aperta dal Presidente di Verona Fiere, Ettore Riello, che ha sottolineato l'importanza di far conoscere e promuovere i settori rappresentati dall'evento fieristico, "settori - ha affermato Riello - che sono caratterizzati da una eccezionale potenzialità e da grandi prospettive". "Occorre inquadrare una manifestazione come questa - ha continuato Riello - in un'ottica di Paese, evidenziando come la manifattura, nel suo insieme, possa e debba continuare a essere un elemento di traino per l'insieme dell'economia italiana". Il Presidente di Alfin-Edimet Metef, Mario Bertoli, prima di chiamare sul palco alcuni dei protagonisti dell'evento fieristico, ha voluto sottolineare l'importanza di aver creato un evento "capace di superare la logica dei mille campanili, tipicamente italiana, e che ha saputo cogliere, nello spostamento da Brescia a Verona, tutto il plus strategico del polo fieristico veronese". Subito dopo il taglio del nastro, si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori e dei segnalati della seconda edizione del Premio Innovazione METEF 2014. Hanno ricevuto il premio, per la categoria "Prodotti", Gianni Rizzuto di Alfechem; per la categoria "Macchine e impianti", Luca Baraldi di Baraldi, Diego Mancini di Sapp e EnginSoft e Mario Bertoli di Metra con Gianpaolo Marconi di 2 Effe Engineering; per la categoria "Materiali", Andrea Piva di Decoral; per la categoria "Tecnologie e processo", Vittorio Ori di Five for Foundry, Ennio Gritti per FMB e Animisteria Franciacorta, Ambrogio Pogliani di Altea, Emanuela Speziani di Diesse, Stefano Galoforo di Leonardo, Andrea Panvini dell'Università degli studi di Brescia e Renzo Moschini di Maprof. Menzione speciale "Modello di business" a Stefano Ceccato di Alluminio Sammarinese. In Piazza Italia è stata allestita dal Museo Nicolis di Villafranca una mostra con alcuni pezzi emblematici delle sue collezioni a due e quattro ruote. che ha un sapore del tutto particolare perché vuole dimostrare che talento ed eccellenza italiani hanno una lunga storia alle spalle, affondano le radici nella grande tradizione industriale e imprenditoriale del nostro Paese e che l'Ansaldo PF-IVA del 1906, la Vespa Piaggio con sidecar del 1953, la bicicletta da corsa Bianchi del 1947, il tandem della medesima casa italiana ne sono la "prova provata". La prima giornata di Metef 2014 è proseguita con un calendario di convegni: "Un nuovo standard per i getti in lega d'alluminio: i risultati del progetto europeo Stacast", coordinato dal prof. Franco Bonollo, docente presso il Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali dell'Università di Padova e "La sostenibilità dell'alluminio nell'imballaggio" presentato da CIAL-EAA-Packaging Division. Si apre inoltre la presentazione dell'iniziativa Save the Weight, i casi di eccellenza che contribuiscono all'alleggerimento dei veicoli. In chiusura la conferenza Stampa Face, Federation of Aluminium Consumers in Europe, che ha scelto Metef come palcoscenico ideale per annunciare la richiesta, indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, volta a sensibilizzare il Governo sul tema della liberalizzazione delle materie prime.
BILANCIO
Agsm, fatturato sale   <br/>a 900 milioni: +38%

Agsm, fatturato sale
a 900 milioni: +38%

Agsm Verona Spa, holding del Gruppo Agsm, ha chiuso il 2013 con un fatturato che sfiora i 900 milioni di euro (+38%), l'Ebitda a +34% (95,2 mln) e un utile ante imposte a +18% (18,9 mln). Anche per il 2013 si conferma la crescita della multiutility con base a Verona e operante in circa 4 mila comuni italiani nei settori dell'elettricità, del gas e del calore ma anche in altre attività di servizio. A confermarlo il suo consiglio di amministrazione che oggi ha approvato il progetto di bilancio, ora al vaglio dei soci. Crescono il portafoglio dei servizi multibusiness, i clienti (saldo attivo di 7 mila nuovi clienti nel 2013) il fatturato e la redditività del settore commerciale. Cresce anche la quota dei clienti che hanno scelto il libero mercato (il 65% del totale), il doppio rispetto alla media nazionale. "Nonostante il difficile contesto macroeconomico, la sofferenza economica di aziende e famiglie, la riduzione dei volumi di gas e delle tariffe, nonché la svalutazione dell'impianto termoelettrico di Salionze l'azienda - ha detto il dg del Gruppo Giampietro Cigolini - cresce, investe e presenta dati positivi. Nell'energia rinnovabile in primis, che ha registrato un aumento della produzione del 130%, grazie anche agli investimenti effettuati soprattutto nell'ultimo biennio con quattro nuovi impianti eolici tra Toscana e Veneto ma anche nell'espansione commerciale che, grazie ai nuovi clienti acquisiti, ha visto fatturato e margini in notevole crescita".
ECONOMIA
Business con l'Olanda   <br/>Vertice al Consorzio Zai

Business con l'Olanda
Vertice al Consorzio Zai

Si è svolto al Centro direzionale del Consorzio Zai Interporto di Verona Netherlands-Italian Workshop & Matchmaking Logistics. Sviluppi, soluzioni innovative e opportunità di business, l'evento promosso da Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia e da Consorzio ZAI Interporto Quadrante Europa di Verona. L'appuntamento, inserito nel programma di Olandiamo in Veneto, è parte di una missione commerciale a cui hanno partecipato 12 aziende olandesi attive nei diversi comparti del settore trasporti e logistica, interessate ad avviare o intensificare i rapporti commerciali con partner italiani.«Parole d'ordine della giornata sono state innovazione e sostenibilità – sono state le conclusioni di Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che ha moderato le diverse fasi del programma– due assi su cui Italia e Olanda possono lavorare insieme grazie anche a una mentalità simile e che possono portare grandi collaborazioni, anche perché i consumatori italiani sono molto sensibili a questi fattori».La giornata è stata aperta dall'intervento di Matteo Gasparato, presidente di Consorzio Zai Interporto Quadrante Europa, che ha ricordato come i Paesi Bassi dispongano oggi tra l'altro del più grande porto in Europa (Rotterdam, 434,6 milioni di tonnellate di merci e 11,9 milioni di TEU movimentate nel 2011): «Il settore logistica e trasporti vale in Olanda circa 42 miliardi di euro l’anno, concorre per il 7,5% al Pil nazionale e dà lavoro a circa 750.000 addetti - ha illustrato Gasparato - e l’Italia ha un rapporto molto stretto con l’Olanda nel settore del traffico delle merci. In particolare il totale delle relazioni tra Interporto di Verona e Olanda più Belgio è pari a 32 circolazioni a settimana, pari a circa il 10% del totale del traffico Quadrante Europa, con una tendenza in costante crescita».Circa 120 gli addetti ai lavori che hanno partecipato al workshop in programma questa mattina; nella prima fase, in tre sessioni, sono state presentate rispettivamente la situazione e le potenzialità del settore logistica e trasporti in Olanda e in Italia, con particolare attenzione al ruolo dell'Interporto di Verona; le peculiarità legali e fiscali legate alle procedure di sdoganamento nei due Paesi; e infine i vantaggi che possono arrivare da una formazione specifica, attraverso l'esempio del Master in Logistica Integrata Logimaster.Olandiamo in Veneto è il progetto ideato e organizzato dall'Ambasciata e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia per far conoscere l'economia, la cultura e la società olandesi in Veneto, che con il suo programma annuale di eventi, che toccheranno tutte le province, mira a promuovere collaborazioni e partnership tra Olanda e Veneto in virtù dei tanti fattori di collegamento in campo economico e culturale, il legame con l'acqua, il turismo, la storia, l’enogastronomia ecc.
AGROALIMENTARE
Veronesi, fatturato    <br/>a 2,83 miliardi

Veronesi, fatturato
a 2,83 miliardi

Il Gruppo Veronesi si conferma la quinta realtà agroalimentare italiana per fatturato e continua a svilupparsi in tutte le aree in cui opera. Nel 2013 il gruppo ha incrementato del 3,7% il fatturato, attestatosi a 2 miliardi 832 milioni di euro, mentre il fatturato estero è cresciuto del 13%, toccando i 368 milioni. Il margine operativo lordo (Ebitda) è stato pari a 115 milioni di euro, mentre il risultato operativo è stato di 25,6 milioni. Sul fronte dell'occupazione Veronesi ha raggiunto i 7.200 addetti. Il bilancio consolidato 2013 è stato presentato alla comunità finanziaria dal presidente della holding, Bruno Veronesi, nella villa Vo' Pindemonte a Isola della Scala. "Nel 2013 - ha detto Veronesi - si è radicata la consapevolezza che la crisi economica e politica che stiamo vivendo, particolarmente forte in Europa e ancora più acuta in Italia, non è un momento transitorio, ma un nuovo scenario con cui dovremo con tutta probabilit, continuare a convivere". "La diversificazione geografica e di prodotto - ha aggiunto-, uniti alla solidità aziendale, si sono confermati i principali vantaggi competitivi, ottenendo risultati eccellenti in tutti i settori di attività: dai marchi Aia e Negroni all'avicolo, fino ai mangimi". Al termine del primo mandato triennale Bruno Veronesi è stato confermato ai vertici della holding, mentre Mario Veronesi, rappresentante della terza generazione, è stato nominato vicepresidente.
BANCO POPOLARE
Saviotti: Senza accordi <br/>Sorgenia alle banche

Saviotti: Senza accordi
Sorgenia alle banche

Su Sorgenia ''finora non ci sono passi nuovi e, se dall'incontro previsto nel prossimo futuro non si decide niente, l'unica possibilità che resta è quella'', che il gruppo vada alle banche. Così l'amministratore delegato del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti, a margine dell'esecutivo dell'Abi. ''Siamo al punto che le parti si devono ritrovare ancora'', aggiunge Saviotti, spiegando che ''c'è questa ipotesi di un ulteriore incontro che dovrebbe essere gestito da tre rappresentanti delle banche ma non so dire quando avverrà''.
BILANCIO
VeronaFiere, fatturato   <br/>2013 a 76 milioni

VeronaFiere, fatturato
2013 a 76 milioni

L’Assemblea dei Soci di Veronafiere, riunitasi oggi in sede ordinaria, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2013 che, nonostante il protrarsi della difficile situazione macroeconomica e la struttura del calendario che per ciclicità non prevedeva nel 2013 alcune importanti rassegne bi o triennali, riflette un esercizio all’insegna di innovazione e progettualità con risultati in linea con le attese.A livello di Gruppo, con un perimetro di consolidamento che include oltre a Veronafiere, anche Piemmeti SpA, Veronafiere Servizi Spa, Tandem Communication Srl e, dal 2013, anche Veronafiere do Brasil, nell’esercizio concluso sono stati registrati Ricavi per 76 milioni di euro, un Ebitda pari a 12,3 milioni di euro (16,2% dei ricavi).La Capogruppo Veronafiere ha realizzato, da sola, 69,3 milioni di euro di Ricavi con un Ebitda di euro 11,4 milioni di Euro (pari al 16,4% dei ricavi) ed un Risultato Netto positivo per 700.000 euro.I risultati nel loro complesso riflettono l’importante lavoro compiuto dal management sull’ottimizzazione dei costi e la positiva performance della gestione caratteristica.Gli investimenti, coerentemente con il business plan 2012-2016, nel corso dell’esercizio 2013, sono stati pari a euro 8,8 milioni, comprendenti gli interventi sulle infrastrutture per lo sviluppo qualitativo del quartiere, quelli per l’adeguamento delle strutture sul fronte della sicurezza nonché le immobilizzazioni finanziarie e immateriali.La significativa performance nel 2013 è stata raggiunta grazie alla capacità di Veronafiere di dare esecuzione alla propria strategia di crescita, ottimizzando costantemente la gestione diretta e il coordinamento di 50 manifestazioni, 40 delle quali a Verona e 10 all’estero in 6 diversi Paesi. Nel 2013 sono stati venduti più di 617 mila metri quadrati netti, sono stati ospitati oltre 1 milione di visitatori, 158 mila dei quali provenienti dall’estero, e circa 11.500 espositori, di cui 2.000 esteri. Infine sono stati ospitati 410 convegni e congressi, di cui 84 extra manifestazioni.Ettore Riello, Presidente di Veronafiere, ha così commentato: "Siamo soddisfatti dei risultati registrati nel corso dell’esercizio 2013 poiché riflettono quanto l’impegno del management in termini di progettualità e ottimizzazione delle risorse siano stati significativi nel compensare gli effetti della congiuntura economica, un impegno che ha trovato riconoscimento non solo nelle performance industriali ma anche nell’incarico affidatoci per la realizzazione e la gestione del Padiglione del Vino a Expo Milano 2015, di cui siamo molto orgogliosi".Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere, commentando i risultati, ha aggiunto: "La nostra strategia oltre al consolidamento degli eventi a Verona, ha visto una forte componente di internazionalizzazione la cui prima fase si è concretizzata con la creazione di Veronafiere do Brasil con un apporto di 3 milioni di euro sul fatturato 2013. Ora l’obiettivo, che sarà sviluppato con l’aggiornamento del piano industriale a fine 2014, è valorizzare al meglio l’apporto dei Soci al fondo di dotazione, per sviluppare nuovi prodotti a Verona ed all’estero. In una parola, diversificare ed ottimizzare il portafoglio della nostra attività".

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