PUBBLICAZIONE
E' in edicola <br/>il Top Aziende 2012

E' in edicola
il Top Aziende 2012

Come ogni inizio d'anno, si rinnova l'appuntamento con il "Top Aziende", la tradizionale pubblicazione edita da Telenuovo. L'edizione 2012, curata da Marco Gastaldo, è in edicola con la consueta classifica delle 2000 società leader di Verona e provincia per fatturato, ma anche le graduatorie per settori di attività. 224 pagine ricche di dati, interviste e approfondimenti. Una fotografia a 360 gradi dell'intero tessuto imprenditoriale veronese.
CONFRONTO
Fieragricola, 10 anni<br/>dalla lire all'euro

Fieragricola, 10 anni
dalla lire all'euro

C'é chi li ha ribattezzati "i dieci anni che sconvolsero l'agricoltura" e chi invece ha saputo trarre una lettura meno drammatica. Fatto sta che dal 2001 al 2011, ultima stagione della lira prima dell'entrata in vigore dell'euro molte cose sono cambiate. Fieragricola, la rassegna internazionale di Veronafiere dedicata al comparto agricolo, in programma dal 2 al 5 febbraio, ha chiesto al professor Ermanno Comegna, economista agrario, esperto di Politica agricola comune e direttore della rivista Latte d'Italia, come si è evoluta l'agricoltura nei dieci anni che hanno di fatto portato dalla lira alla moneta unica europea. Naturalmente, ampliando lo sguardo su uno scenario sovranazionale. "In dieci anni - analizza Comegna - molto è cambiato. Tre mi sembrano possano essere individuati come fenomeni principali: l'indebolimento dei redditi agricoli; il processo di ristrutturazione e adattamento del settore alle sollecitazioni provenienti dall'esterno; il maggior orientamento al mercato, dopo i vari processi di riforma della Pac e di allargamento dell'Unione europea"."Dunque, non soltanto ombre. Anzi. Una considerazione che riguarda da vicino il sistema agroalimentare italiano è indubbiamente positiva - prosegue Comegna - I prodotti mediterranei hanno registrato una performance sul mercato internazionale migliore in termini di esportazioni rispetto al complesso delle produzioni agricole ed alimentari europee". Redditi in frenata: -14,6 per cento in termini reali. Dal 2001 al 2011 i prezzi pagati ai produttori in termini reali sono diminuiti del 5 per cento, mentre i costi sostenuti dagli agricoltori per acquistare i mezzi tecnici sono aumentati del 15 per cento, sempre in termini reali. Calcolatrice alla mano, i redditi reali in agricoltura sono diminuiti pertanto del 14,6 per cento. "L'Italia è andata peggio della media comunitaria - osserva il professore - segnando un calo cumulato del reddito agricolo complessivo in termini reali dal 2001 al 2011 del 35,6 per cento".
FIERA
Fieragricola, cresce<br/>export verso Balcani

Fieragricola, cresce
export verso Balcani

L'area balcanica innesca la ripresa nelle importazioni di macchine agricole italiane. Secondo i dati elaborati da FederUnacoma (la Federazione dei costruttori di macchine agricole, aderente a Confindustria) sulla base dei rilevamenti Istat, il 2011 ha visto una ripresa delle esportazioni italiane verso questa area. Nel periodo gennaio-settembre 2011 - emerge dalle informazioni elaborate all'associazione presieduta da Massimo Goldoni per Fieragricola, in programma a Veronafiere dal 2 al 5 febbraio - l'export di macchine agricole e trattrici italiane verso Slovenia, Serbia, Croazia e Bosnia-Erzegovina ha raggiunto un valore pari a 62 milioni di euro, in netto incremento rispetto allo stesso periodo 2010. A guidare la classifica dei Paesi balcanici è la Slovenia, con 30,1 milioni di euro (+9,9% sullo stesso periodo 2010), seguita da Croazia (18,6 mln, +35,8%), Serbia (10,7 mln, +39,1%), e Bosnia-Erzegovina (2,5 mln, +27,8%. In termi assoluti l'export verso l'area dell'ex Jugoslavia incide per il 2% del totale del flusso italiano di trattrici e mezzi agricoli oltre confine, che al settembre 2011 ammontava ad oltre 3 miliardi di euro. Nei prossimi 3-5 anni, anche grazie ai recenti sviluppi del referendum che porterà la Croazia nell'Unione europea, l'export delle macchine e trattrici agricole Made in Italy potrebbe - secondo l'osservatorio di Fieragricola - crescere notevolmente fino anche a raddoppiare rispetto agli attuali livelli. "In questo scenario - osserva il direttore generale di Veronafere, Giovanni Mantovani - Fieragricola riveste un ruolo strategico, per la posizione geografica che la rende un hub ideale fra i distretti produttivi dell'agrimeccanica e tutta l'area dei Balcani e dell'Europa centro-orientale".
BORSA
Unicredit, da Cassamarca<br/>sì ad aumento capitale

Unicredit, da Cassamarca
sì ad aumento capitale

Il Consiglio di indirizzo e il Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassamarca, "vista la difficile situazione del settore", hanno deliberato oggi di aderire all'aumento di capitale di Unicredit. Questo per aggiungersi "all'esigenza di solidarietà richiesta in questo momento".Aderendo all'aumento di capitale di Unicredit, Cassamarca manterrà, perciò, la quota di partecipazione a Piazza Cordusio dello 0,7%. Lo strumento finanziario che la fondazione trevigiana utilizzerà per sostenere l'operazione sarà deciso, secondo quanto si apprende, da una commissione di tre persone, fra cui il presidente, Dino De Poli, e che si pronuncerà entro pochi giorni. Il contributo di Fondazione Cassamarca necessario a conservare inalterata la propria quota in Unicredit è di circa 55 milioni di euro.
BORSA
Unicredit, da Cassamarca<br/>sì ad aumento capitale

Unicredit, da Cassamarca
sì ad aumento capitale

Il Consiglio di indirizzo e il Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassamarca, "vista la difficile situazione del settore", hanno deliberato oggi di aderire all'aumento di capitale di Unicredit. Questo per aggiungersi "all'esigenza di solidarietà richiesta in questo momento".Aderendo all'aumento di capitale di Unicredit, Cassamarca manterrà, perciò, la quota di partecipazione a Piazza Cordusio dello 0,7%. Lo strumento finanziario che la fondazione trevigiana utilizzerà per sostenere l'operazione sarà deciso, secondo quanto si apprende, da una commissione di tre persone, fra cui il presidente, Dino De Poli, e che si pronuncerà entro pochi giorni. Il contributo di Fondazione Cassamarca necessario a conservare inalterata la propria quota in Unicredit è di circa 55 milioni di euro.
GRAFICA
Mondadori cede il resto<br/>di Printing a Pozzoni

Mondadori cede il resto
di Printing a Pozzoni

Mondadori ha formalizzato la cessione a Pozzoni del residuo 20% detenuto in Mondadori printing per 19,18 milioni di euro. Lo si legge in una nota in cui si ricorda che l'operazione è stata perfezionata a fronte dell'esercizio dell'opzione di acquisto concessa al Gruppo Pozzoni nell'ambito del contratto preliminare, che risale al 19 novembre 2008, relativo alla cessione dell'80% del capitale di Mondadori Printing, società in cui erano concentrate le attività della divisione grafica del Gruppo Mondadori. Il Gruppo Pozzoni è costituito da 10 società operative e 9 stabilimenti nelle province di Bergamo, Lecco, Milano, Roma, Trento, Verona e Vicenza.
CAPITALE
Unicredit, Cariverona sì<br/>ad aumento solo 3,5%

Unicredit, Cariverona sì
ad aumento solo 3,5%

Il Consiglio Generale di Fondazione Cariverona, in coerenza con il voto espresso in sede di assemblea straordinaria di Unicredit sull’aumento di capitale di 7,5 miliardi, oggi ha deliberato di sottoscrivere la quota del 3,51% che sarà totalmente finanziata con mezzi propri, senza vendita di diritti e senza ricorso all’indebitamento.L'impegno dell'ente guidato da Paolo Biasi si attesta così a 260 milioni di euro, contro i 315 milioni che sarebbero stati necessari per sottoscrivere l'aumento da 7,5 miliardi per l'intera quota detenuta in Piazza Cordusio.Una nota diffusa in serata precisa che questa decisione conferma l’impegno della Fondazione a sostenere, tramite Unicredit, le economie dei territori dove essa opera, così duramente colpite dalla crisi finanziaria ed economica in atto da tempo.
BANCO
Popolare, via libera<br/>a ristrutturazione bond

Popolare, via libera
a ristrutturazione bond

L'assemblea dei detentori dell'obbligazione convertibile del Banco popolare da un miliardo di euro ha approvato la modifica del regolamento del 'soft mandatory', ampliando il numero delle azioni sottostanti al bond in modo da permetterne in futuro l'intera conversione in titoli del Banco Popolare. All'assemblea è intervenuta più della metà dei portatori dell'obbligazione: era presente il 69,33% dei bond complessivamente emessi. Il via libera è avvenuto a larga maggioranza, ha infatto votato a favore il 60,3% delle obbligazioni emesse (contrario il 7,84%, astenuto l'1,2%). La ristrutturazione del bond 'soft mandatory' renderà possibile la richiesta da parte della banca di far computare l'obbligazione come capitale per soddisfare in parte le richieste di ripatrimonializzazione arrivate dall'Eba, l'autorità bancaria europea.
CARIVERONA
Unicredit, Fondazione<br/>parteciperà ad assemblea

Unicredit, Fondazione
parteciperà ad assemblea

Il Consiglio di amministrazione e il Consiglio generale di Fondazione Cariverona si sono riuniti oggi per proseguire l'esame delle misure di rafforzamento patrimoniale approvate dal Cda di Unicredit il 14 novembre scorso, decidendo di partecipare all'assemblea straordinaria di Unicredit di domani per l'approvazione dell'aumento di capitale. Lo afferma una nota della fondazione veronese, presieduta da Paolo Biasi.
CRISI
A Verona l'export cresce<br/>ancora: +11%

A Verona l'export cresce
ancora: +11%

A Verona l’export continua a crescere anche dopo la pausa estiva. Il commercio con l’estero nei primi nove mesi dell’anno è aumentato dell’11%. Le imprese scaligere hanno esportato beni e servizi per 6,6 miliardi di euro. I flussi con l’estero sono trainati dal settore dei macchinari, dall’agroalimentare, dall’abbigliamento e dalle calzature.Sui principali paesi di destinazione, si conferma la leadership della Germania verso la quale l’export ha registrato una crescita del +15,8%. Si confermano ancora interessanti sbocchi per le imprese scaligere la Francia (+10.1%), gli Stati Uniti (10,8%) e il Regno Unito (+4,6%), mentre l’export verso la Spagna perde un 7%.“I flussi con l’estero sono la cartina tornasole dell’economia locale – afferma Alessandro Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Verona – certo sappiamo che ad esportare sono le aziende più capitalizzare e strutturate, ma attorno ad esse ruota tutta una filiera di pmi. In questo momento di pessimismo e sfiducia prendiamo ad esempio quelle imprese che vanno a scoprire nuovi mercati. L’export in Cina è cresciuto del 23,2%, quello in Turchia del 30,4%, ma ci sono mercati tutti da scoprire, per le imprese scaligere, come il Brasile dove Verona cresce solo del 3,7%”.Nei primi nove mesi dell’anno l’export veronese è cresciuto meno rispetto al Veneto (+12,4%) e al dato italiano (+13,5%), lieve gap che sconta il maggior tasso di recupero registrato nel 2010. Continua in ogni caso, la corsa delle vendite estere anche quest’anno: confrontando il terzo trimestre 2010 con il terzo trimestre 2011, cioè solo i mesi di luglio, agosto e settembre, l’export scaligero cresce del 10,6% e quello Veneto del 9,5%.
BILANCIO
Veronafiere cresce,<br/>utile a 1,6 milioni

Veronafiere cresce,
utile a 1,6 milioni

Bilancio in crescita per Veronafiere. Il preconsuntivo 2011 presentato oggi dall’ente scaligero porta i ricavi a 84 milioni di euro, con un margine lordo pari a 12,1 milioni ed un utile netto che si attesta a 1,6 milioni. “Chiudere l’anno con questi numeri – ha detto il presidente, Ettore Riello – è un risultato di cui siano molto soddisfatti”. Unico tra i principali operatori fieristici italiani, Veronafiere ha incrementato la propria quota di mercati, passando dal 12,5% al 16,6%.Riello ha sottolineato che “i ricavi sono in linea con le previsioni, anche in considerazione del minor numero di eventi in calendario rispetto al 2010 per la rotazione di alcune fiere con cadenza diversa da quella annuale, ed i margini si registrano in crescita”.Nel 2011 Veronafiere ha promosso 50 manifestazioni, 38 delle quali a Verona e 12 all’estero; sono stati venduti oltre 790mila metri quadrati netti ed ospitati più di un milione e 200mila visitatori, dei quali 165mila provenienti dall’estero. Per le rassegne internazionali l’incidenza delle presenze estere ha avuto una media del 25% con punte superiori al 50% del totale. Complessivamente gli espositori sono stati oltre 14mila di cui 2700 esteri,
BILANCIO
Cantina Negrar,<br/>vola il fatturato

Cantina Negrar,
vola il fatturato

Vola il fatturato della Cantina Valpolicella Negrar, che ha chiuso l'esercizio al 31 Luglio 2011 con un fatturato consolidato di 26.500.000 euro, in crescita del 10% sull'anno precedente. "Questi ottimi risultati sono l'effetto della nostra filosofia produttiva - afferma Luigino Galvani, Presidente della Cantina - che si basa sempre più su alta qualità dei prodotti, valorizzazione del territorio e presenza sui mercati internazionali". Mercati esteri che hanno raggiunto quota 30 e che registrano un aumento della domanda di Amarone e Ripasso. "Il 60% del nostro fatturato è all'estero - spiega Daniele Accordini, Direttore Generale della Cantina - dove assistiamo ad una forte crescita della domanda in Nord Europa, un consolidamento nel Nord America e un'affermazione nei Paesi del Nuovo Mondo. Inoltre, nell'ultimo anno di attività, abbiamo acquisito nuovi mercati - Taiwan, Spagna, Finlandia e Singapore - e siamo sempre più presenti in Russia e nei paesi dell'Est europeo". "Tra i 230 soci della Cantina di Negrar, che coltivano circa 600 ettari di vigneto, quest'anno sono stati ridistribuiti ben 10 milioni di euro" - aggiunge Galvani -. Questi dati indicano come la rendita lorda annua di un ettaro di vigneto coltivato in Valpolicella dai nostri soci abbia un valore medio di circa 18.000 euro: siamo ai vertici nel contesto italiano dove la Valpolicella si posiziona tra le DOC a maggiore rendita. Un ulteriore passo in avanti si è avuto con questa annata: per la prima volta nella lunga storia della Cantina si evidenzia un utile lordo d'esercizio positivo, pari a 314.069 euro. In tema di patrimonio netto si raggiungono i 7.612.000 euro".
EUROPA & BANCHE
Banco Popolare contesta<br/>le richieste dell'EBA

Banco Popolare contesta
le richieste dell'EBA

In tutta Europa 71 banche, compreso il Banco Popolare, hanno partecipato all’esercizio sul capitale, che ha l’obiettivo di creare un buffer straordinario e temporaneo per fronteggiare la preoccupazione dei mercati per il rischio sovrano e gli altri rischi creditizi collegati all’attuale difficile fase congiunturale. Questo buffer non ha l’obiettivo di coprire perdite causate dal rischio sovrano, bensì di rassicurare i mercati in merito alla capacità delle banche di resistere a una serie di situazioni di shock mantenendo un capitale adeguato.La metodologia alla base dell’esercizio sul capitale è stata definita dall’EBA prima di questa comunicazione allo scopo di assicurare un’applicazione uniforme a tutte le banche europee partecipanti all’esercizio. Tale affermazione è da riferirsi esclusivamente alle responsabilità dell’EBA.L’esercizio sul capitale condotto dall’EBA, in cooperazione con l’autorità nazionale competente, ha prodotto i seguenti risultati: il Banco Popolare sulla base di tale esercizio manifesterebbe esigenze di rafforzamento patrimoniale pari a 2.731 milioni di euro.In relazione a questi risultati la richiesta dell’EBA risulta così articolata:- il Banco Popolare, così come le altre banche che manifestano esigenze di rafforzamento patrimoniale sulla base dell’esercizio suddetto, dovrà presentare alla Banca d’Italia entro il 20 gennaio 2012 un piano per il raggiungimento di un Core Tier 1 ratio pari al 9% entro la fine di giugno 2012;- il piano verrà discusso con le autorità nazionali competenti nell’ambito dei collegi dei supervisori e con l’EBA.Il Banco Popolare rimarca che i diversi metodi di ponderazione degli attivi adottati nei diversi Paesi rendono non confrontabili le situazioni patrimoniali delle diverse Banche attraverso un unico indicatore sintetico (il Core Tier 1), generando esiti in cui può apparire raccomandabile un rafforzamento di capitale di fatto non necessario. Inoltre, il Banco Popolare rileva il fatto che la decisione di ipotizzare il conseguimento di un Core Tier 1 ratio del 9% entro giugno 2012 non appare appropriata per banche che svolgono quasi esclusivamente attività di credito a servizio delle famiglie e delle piccole e medie imprese e i cui rischi finanziari sono legati sostanzialmente all’esposizione verso titoli governativi italiani. Tale richiesta comporta infatti gravi impatti negativi per l'economia italiana, con specifico riferimento all’attività di erogazione del credito, nonché distorsioni della concorrenza su scala europea e nazionale. Per tali ragioni, il Banco Popolare si augura che le attuali previsioni di EBA possano essere riviste quanto prima, prevedendo un diverso livello di Core Tier 1 per le banche domestiche a vocazione retail.Il Banco Popolare, salvo le riserve di cui sopra, farà ogni miglior sforzo per raggiungere un Core Tier 1 ratio del 9% entro la fine di giugno del 2012, tramite un mix di azioni che consentano di escludere ulteriori ricorsi al mercato. Tali azioni verranno presentate all'Autorità di Vigilanza nazionale entro il 20 gennaio 2012.
BANDI
Camera Commercio stanzia<br/>4,6 milioni per imprese

Camera Commercio stanzia
4,6 milioni per imprese

Ammonta a 4,6 milioni di euro l'importo complessivo dei bandi per lo sviluppo delle imprese messo a disposizione per il 2012 dalla Camera di Commercio di Verona. L'ente camerale ha deciso di aggiungere 2 milioni in più rispetto al 2011. I finanziamenti riguarderanno l'occupazione, lo sviluppo della banda larga e la ricerca e sviluppo, prefiggendosi di agevolare così l'innovazione e l'internazionalizzazione delle aziende. I bandi 2012 sono stati approvati dal Consiglio camerale e saranno presentati alla stampa domani.
BANCO
Popolare: confermato<br/>ad Saviotti, Faroni dg

Popolare: confermato
ad Saviotti, Faroni dg

Il consiglio di amministrazione del Banco Popolare si è riunito per la prima volta dopo l'assemblea dello scorso 26 novembre, che ha approvato la fusione tra il Banco e le banche del territorio, e ha confermato Pier Francesco Saviotti amministratore delegato. Lo si legge in una nota in cui viene indicato Maurizio Faroni come direttore generale, affiancato dal condirettore Domenico De Angelis. Entrambi i direttori erano consiglieri di gestione con il vecchio modello duale. Il comitato esecutivo risulta composto dal presidente Carlo Fratta Pasini, e dai vicepresidenti dell'ex consiglio di sorveglianza Guido Castellotti e Maurizio Comoli, insieme all'ad e ai due direttori generali. Il Comitato nomine è composto invece da Comoli (presidente), Fratta Pasini, Castellotti e Saviotti insieme a Giovanni Francesco Curioni e agli ex consiglieri di sorveglianza Pietro Buzzi, Gian Luca Rana, Tommaso Zanini e Cristina Zucchetti. Nel comitato remunerazioni siedono gli ex consiglieri di sorveglianza Enrico Perotti (presidente), Gianni Filippa, Andrea Guidi e Maurizio Marino insieme ad Alberto Bauli.
BANCO
Tosi, appello<br/>all'Eba

Tosi, appello
all'Eba

Flavio Tosi, sindaco di Verona, chiede al governo di far sentire la sua voce in Europa perché l'Eba, l'Autorità bancaria europea, ammorbidisca le sue richieste sul patrimonio del Banco Popolare e delle altre banche italiane. "In un contesto economico difficile e in presenza di problemi generalizzati per il comparto bancario, le banche italiane rischiano di pagare un prezzo troppo alto rispetto alla loro solidità patrimoniale" ha detto Tosi intervenendo ieri all'assemblea dei soci. "Credo che il governo dovrà fare uno sforzo in questo senso" confrontandosi con l'Europa "per difendere il sistema bancario italiano affinché non sia penalizzato oltre misura" dalle richieste dell'Eba in un momento in cui "la vera difficoltà è avere la liquidità da dare alle famiglie e alle imprese e non quella di avere più patrimonio". Il sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, ha parlato della riorganizzazione del Banco come di "un passaggio complesso che ci viene imposto dai mercati" e ha chiesto di non abbandonare "i valori di relazione con il territorio, che sono la forza del gruppo e delle popolari e che devono guidarci nei passaggi futuri che dovremo affrontare". "L'orizzonte della responsabilità sociale non può essere estraneo alla riorganizzazione e al rafforzamento della governace" ha detto il sindaco di Novara, Andrea Ballaré, che, senza entrare nel merito delle scelte del Banco, ha detto che "solo i fatti potranno tranquillizzarci fino in fondo: il Banco dovrà dimostrare ogni giorno il suo impegno sul territorio".
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