DECRETO RENZI
Popolare si candida   <br/>a grande polo bancario

Popolare si candida
a grande polo bancario

Il Banco Popolare si candida ufficialmente a creare un grande polo bancario che aggreghi le ex popolari. Con il decreto del governo Renzi, si legge nella lettera del Cda ai soci, si è aperta "una delicatissima fase di transizione" che può concludersi o "con l'approdo" del Banco "in un grande gruppo bancario non italiano" o "aggiungendosi ai due maggiori gruppi nazionali", Unicredit e Intesa Sanpaolo, per mezzo di "intelligenti aggregazioni". "Concretizzare questo secondo esito è il compito" del Banco Popolare.
RICERCA
Gsk e Novartis, accordo   <br/>con scambio di attività

Gsk e Novartis, accordo
con scambio di attività

GlaxoSmithKline ha annunciato il perfezionamento dell’accordo su tre punti con Novartis in base al quale GSK ha acquisito a livello mondiale le attività nei vaccini di Novartis (influenza esclusa) per un importo di 5,25 miliardi di dollari, creato una joint venture mondiale di primo piano nel settore Consumer Healthcare di cui deterrà una quota di maggioranza ed azioni pari al 63,5% e ceduto le proprie attività in oncologia sempre a Novartis per un valore aggregato di 16 miliardi di dollari. Il ricavo netto dopo le tasse dell’operazione per GSK è stimato in 7,8 miliardi di dollari, in considerazione dei 16 miliardi pattuiti oggi da Novartis per il portfolio oncologia e le relative attività.  A seguito dell’accordo GSK prevede di usare i ricavi della transazione per finanziare in toto la restituzione di capitale agli azionisti annunciata precedentemente, per un ammontare di 4 miliardi di sterline. Previa approvazione dell’azionariato la restituzione avverrà mediante uno schema azionario di classe B con apposito trattamento dei capitali per gli azionisti fiscalmente residenti nel Regno Unito. Ulteriori dettagli saranno forniti agli azionisti stessi a tempo debito. In considerazione della data di chiusura dell’accordo, l’azienda ha intenzione di presentare la prima trimestrale del 2015 e di organizzare una riunione degli azionisti il 6 maggio prossimo, data in cui prevede altresì di fornire previsioni sui risultati per il 2015 ed una prospettiva sul futuro e sull’assetto a medio e lungo termine del nuovo gruppo risultante dalla transazione. Sir Andrew Witty, CEO, GSK ha dichiarato: “Il perfezionamento di questo accordo rappresenta un vitale passo in Avanti nella strategia di Gruppo volta a creare una più forte e bilanciata organizzazione con attività nella farmaceutica, nel parafarmaco e largo consume e nei vaccine. Ora ci focalizzeremo su una rapida integrazione per realizzare la crescita e le opportunità di sinergia che vediamo nei settori Consumer Healthcare e Vaccini. Sicuramente avremo maggiori dettagli da condividere in occasione della riunione con gli azionisti del 6 maggio prossimo.Il commento del Presidente e amministratore delegato di GSK S.p.A., Daniele Finocchiaro: “Il perfezionamento di questo accordo è una grande notizia per GSK Italia che oggi unisce due storiche, grandi realtà scientifiche e industriali presenti nel Paese dagli inizi del ‘900, Glaxo a Verona e il polo dei vaccini di Siena, per diventare il primo gruppo farmaceutico italiano”.
BANCA
Popolare: Banco rispetta  <br/>requisiti chiesti da Bce

Popolare: Banco rispetta
requisiti chiesti da Bce

Il Banco Popolare rispetta ampiamente i ratio patrimoniali minimi richiesti dalla Banca Centrale Europea. Lo comunica in una nota l'istituto veronese dopo che la Bce ha comunicato la propria definitiva decisione riguardante i requisiti minimi che il Banco deve rispettare, fissandoli nel 9,4% per quanto riguarda il Common Equity Tier 1 ratio (Cet1 ratio) e nel 10,5% per il Total Capital Ratio. Al 31 dicembre 2014 il Cet1 ratio risulta pari all'11,9% e il Total capital ratio al 14,6%. Il CET1 ratio calcolato sulla base delle regole che saranno in vigore al termine del periodo transitorio (c.d. CET1 ratio fully phased) è stimato pari all'11,3% e all'11,5%, considerando gli impatti attesi dalla già deliberata incorporazione della controllata Banca Italease.
BILANCIO
Agsm: redditività    <br/>cresce, boom rinnovabili

Agsm: redditività
cresce, boom rinnovabili

Agsm Verona, la multitulity interamente controllata dal comune scaligero e operante in oltre 4300 comuni in tutta Italia, ha chiuso l'esercizio 2014 con un margine operativo lordo che supera i 96 milioni di euro (+7% sull'anno precedente) e un fatturato atteso a oltre 850 milioni di euro. "Numeri - ha evidenziato il presidente Paolo Paternoster illustrando i risultati dell'esercizio - che collocano il gruppo Agsm al sesto posto tra le mulitutility italiane e al primo tra quelle a socio unico". "La riduzione dei consumi elettricità (-3%) e di gas (-13%) - ha aggiunto non ha inciso sulla redditività della holding che registra un boom nella produzione di energia da fonti rinnovabili, crescita del 23% rispetto allo scorso anno". Il gruppo Agsm Verona partecipa 18 società e ne controlla 11, occupando oltre 1500 dipendenti.
BILANCIO
Agsm: redditività    <br/>cresce, boom rinnovabili

Agsm: redditività
cresce, boom rinnovabili

Agsm Verona, la multitulity interamente controllata dal comune scaligero e operante in oltre 4300 comuni in tutta Italia, ha chiuso l'esercizio 2014 con un margine operativo lordo che supera i 96 milioni di euro (+7% sull'anno precedente) e un fatturato atteso a oltre 850 milioni di euro. "Numeri - ha evidenziato il presidente Paolo Paternoster illustrando i risultati dell'esercizio - che collocano il gruppo Agsm al sesto posto tra le mulitutility italiane e al primo tra quelle a socio unico". "La riduzione dei consumi elettricità (-3%) e di gas (-13%) - ha aggiunto non ha inciso sulla redditività della holding che registra un boom nella produzione di energia da fonti rinnovabili, crescita del 23% rispetto allo scorso anno". Il gruppo Agsm Verona partecipa 18 società e ne controlla 11, occupando oltre 1500 dipendenti.
BANCHE
Fratta Pasini, Popolari    <br/>saranno filiali estere

Fratta Pasini, Popolari
saranno filiali estere

Il dl sulle banche popolari porterà gli istituti a essere "filiali di gruppi stranieri" e avremo "altre 7,8 o 10 Bnl e Cariparma" (controllate da gruppi esteri ndr) perchè "chi in Italia può investire nel capitale delle visto che non abbiamo fondi pensione e le fondazioni hanno limiti sugli investimenti? Solo i gruppi esteri potranno farlo". E' quanto afferma il presidente del Banco Popolare Carlo Fratta Pasini in audizione alla Camera criticando il dl. "I prezzi in Borsa degli istituti popolari incorporano già questo" effetto.
VERONAFIERE
Fiera Legno, settore       <br/>cresce nonostante crisi

Fiera Legno, settore
cresce nonostante crisi

“Scegliere il legno conviene”: per comfort, sicurezza, bellezza e anche visti i tempi economicità. E’ lo slogan della 9^ mostra internazionale Legno&Edilizia in Fiera a Verona fino a Domenica un vero punto di riferimento italiano delle costruzioni in legno.L'appuntamento presentato oggi è un evento di prestigio per le manifestazioni legate all’edilizia ed energia e come espressione di un settore in crescita nonostante la crisi. Che sia una manifestazione di spessore lo testimonia il grado di apprezzamento espresso nel 2013 dai 20.000 visitatori registrati. Le novità 2015 riguardano una speciale attenzione per carpentieri e progettisti, la partecipazione di delegazioni di operatori provenienti dall’Europa dell’Est e da Paesi emergenti e l’impiego di uno dei più nuovi padiglioni di Veronafiere. Crescono inoltre i contenuti espositivi, con la presenza di laboratori e dimostrazioni pratiche sempre molte curiose e di richiamo per lo spettatore. Saranno inoltre proposti legnami di ogni tipo, prodotti e macchinari, oltre a sistemi di sicurezza, rivestimenti, collanti, coperture e tetti. Tra le iniziative… “La capanna sull’albero”, il corso su come costruire una casa con i tronchi. Legno&Edilizia è aperta a tutti fino a Domenica con ingresso libero dalle 9 alle 18.
BILANCIO 2014
Banco Popolare, profilo   <br/>patrimoniale resta saldo

Banco Popolare, profilo
patrimoniale resta saldo

Il profilo patrimoniale del Banco Popolare "rimane particolarmente solido" nonostante le forti rettifiche su crediti. Lo afferma l'istituto in una nota, ricordando che il coefficiente patrimoniale CET 1 ha fatto registrato una contrazione di 35 bps attestandosi all'11,3% dall'11,7% del 30 settembre. "Il sacrificio in termini reddituali" derivante dagli stress test della Bce "consente al gruppo di posizionarsi nel nuovo contesto competitivo sovranazionale".Il Banco fa pulizia nei conti e chiude il 2014 con un rosso che sfiora i 2 miliardi di euro. Lo annuncia l'istituto che ha archivia il bilancio con un risultato negativo per 1.946 milioni, rispetto alla perdita di 606,3 milioni del 2013. Pesano le rettifiche straordinarie del quarto trimestre pari a 2,5 miliardi (3,5 miliardi nell'anno).
CRISI
Ferroli, interrotto    <br/>tavolo trattativa

Ferroli, interrotto
tavolo trattativa

La crisi morde anche sul Gruppo Ferroli, la storica azienda termomeccanica sambonifacese, che sta scontando una difficile situazione economica.Ieri si è interrotto il tavolo della trattativa tra l'ad Milanello e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed è stato organizzato un picchetto davanti alla sede dell'azienda.I sindacati, oltre a contestare l'azzeramento del contratto integrativo, hanno respinto la ventilata proposta di taglio dei salari: "Una proposta inaccettabile anche solo pensare di toccare una parte della busta paga" ha detto Massimiliano Nobis, segretario generale della Fim-Cisl."Già con quello deciso - ha aggiunto - per i lavoratori ci sarà un taglio medio sulla retribuzione annua di ottomila euro lordi. Fortunatamente non sono stati annunciati licenziamenti, al contrario di quanto successo alla Riello, dove però c'è un piano di rilancio".I sindacati lamentano la mancanza di un piano industriale da presentare all'approvazione delle banche, ma ribadiscono che i rapporti tra le maestranze e la famiglia Ferroli sono sempre all'insegna della stima e del rispetto, tuttavia con il management evidentemente si è creato qualche attrito.Per sabato prossimo è in programma una manifestazione dei lavoratori che sfileranno in corteo per le vie di San Bonifacio.
CREDITO
Famiglie venete prime    <br/>per richiesta mutui

Famiglie venete prime
per richiesta mutui

La domanda di mutui in Veneto inoltrate dalle famiglie agli istituti di credito nel corso del 2014 ha visto una crescita del +15,7%, lievemente superiore alla media nazionale (che ha fatto segnare un +15,0%). Secondo Crif, società di servizi economici, la domanda, sostenuta sia dagli stimoli proposti dagli istituti di credito, con offerte focalizzate sulla modularità e flessibilità del prodotto, sia dalle richieste di surroga, in virtù della convenienza dell'attuale tasso variabile. Nell'arco dei 12 mesi anche l'importo medio richiesto è aumentato (+13,0% rispetto al 2013, in controtendenza rispetto all'andamento negativo registrato in Italia), risultando pari a 123.293 Euro. In termini di importo richiesto, la media per i prestiti finalizzati in regione è stata pari a 5.136 euro (+5,5% rispetto al 2013), con il valore più elevato rilevato da Crif nella provincia di Padova, con 5.682 Euro (in crescita del +4,9% rispetto al 2013), seguita da quella di Venezia, con 5.322 Euro, in aumento del +5,6% rispetto all'anno precedente. Nella spaccatura per province, spicca Venezia con un incremento delle domande di mutuo pari a +19,4%, seguita da Padova e Verona, rispettivamente con +18,9% e +18,8%. All'estremo opposto della graduatoria regionale si colloca Rovigo, che ha fatto segnare un aumento del numero di richieste di mutuo molto modesto, con un +0,4% rispetto al 2013.
GOVERNO
Riforma Popolari, anche  <br/>il Banco diventerà Spa

Riforma Popolari, anche
il Banco diventerà Spa

Dopo "trent'anni" il governo ha varato la riforma per le banche popolari. Non tutte, ma solo "le dieci più grandi" con almeno 8 miliardi di attivi, avranno un anno e mezzo di tempo per cambiare pelle, eliminare il voto capitario (una testa un voto) e trasformarsi in Spa. Sono i due adempimenti che dovrà seguire anche il Banco Popolare (la più grande banca poipolare d'Italia), che invece è già in Borsa, al contrario di Popolare Vicentina e Veneto Banca che quindi dovranno anche predisporre il collocamento del titolo sul listino di Piazza Affari.Un "momento storico" ha detto il premier Matteo Renzi, ribadendo che il Paese, pur potendo vantare un sistema bancario "serio, solido e sano", ha però "troppi banchieri e troppo poco credito" e che l'obiettivo dell'intervento del governo è quello di rafforzare il sistema per essere pronti alle sfide europee ma senza "danneggiare i piccoli istituti" e senza toccare "il credito cooperativo". La scelta, annunciata già nei giorni scorsi, arriva con quello che era stato battezzato 'Investment compact', che diventa un decreto sulle banche (e sugli investimenti) con un occhio anche ai consumatori, come ha sottolineato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, confermando le misure per il cambio più rapido e soprattutto senza costi del conto corrente (con risarcimenti proporzionali ai ritardi per gli istituti che non rispetteranno i nuovi termini, due settimane in tutto). Padoan ha chiarito che si è scelto di procedere per decreto "per dare un segnale di urgenza" e che la scelta del governo "concilia la necessità di dare una scossa forte preservando però in alcuni casi una forma di governance che ha servito bene il Paese". Per questo si parte dalle grandi, anche se in futuro andranno valutati "altri suggerimenti di modifica della governance" per le piccole. Peraltro si interviene in modo graduale, indicando 18 mesi per adeguarsi che sono "un tempo sufficiente per un processo che potrebbe essere completato in molto meno". L'intervento comunque, renderà le popolari "più forti" e "più efficienti" ha detto Padoan. Un intervento che ha suscitato fin dagli annunci polemiche politiche oltre alla preoccupazione degli addetti ai lavori. E che avrebbe incontrato la netta opposizione di Ncd, anche durante la riunione dei ministri, con l'intenzione del partito di Angelino Alfano di tenersi adesso le 'mani libere' per la conversione del decreto. Il provvedimento nasceva con la volontà di far ripartire gli investimenti, ma ha perso per strada diverse misure contenute nelle prime bozze, a partire dalla certezza delle regole per i grandi investitori, per garantire "un testo snello", in attesa del nuovo capo dello Stato, spiegano Graziano Delrio e il ministro Federica Guidi, assicurando che in futuro saranno recuperate. Il 'patto' con lo Stato che doveva 'congelare' in particolare le norme fiscali da inattesi (e retroattivi) cambiamenti non ha trovato spazio nella versione finale, così come il restyling del Fondo centrale di garanzia (che doveva essere esteso anche alle cartolarizzazioni per poter poi cedere i titoli alla Bce nell'ambito del piano di acquisti degli Abs mezzanine) o la creazione dell'Agenzia unica per gli investimenti, una sorta di 'super agenzia' in cui far confluire Ice, Invitalia e Enit, per la quale già si era ipotizzato un ruolo per Luca Cordero di Montezemolo, magari nella veste di consigliere del premier ("Se personalmente posso dare un contributo, lo farò molto volentieri" si è limitato a dire, interpellato, il neo presidente di Alitalia).
INAUGURAZIONE
Banca Reale sbarca <br/>a Verona con filiale

Banca Reale sbarca
a Verona con filiale

Banca Reale ha una nuova filiale. Inaugurata oggi a Verona, è la sesta - dopo Torino, Borgosesia, Milano, Parma e Legnano - dell'Istituto di credito del Gruppo Reale Mutua. Prosegue così il progetto di crescita del gruppo torinese nel mondo del credito, "che ha il suo punto di forza - sottolinea Massimo Luvié, direttore generale di Banca Reale - nella sinergia tra la componente bancaria e quella assicurativa". "Con l'apertura della filiale di Verona - prosegue Luvié - possiamo rafforzare l'operato dei nostri Agenti, associando ai servizi assicurativi quelli bancari e finanziari, sia per chi è già nostro socio/assicurato sia per chi potrebbe diventarlo, in un'area per noi molto importante del nostro Paese".
INFRASTRUTTURE
A31 nuovo tratto: a    <br/>maggio il completamento

A31 nuovo tratto: a
maggio il completamento

Sicurezza e innovazione. In un momento in cui in Italia i progetti e le infrastrutture subiscono notevoli rallentamenti l'A31 Valdastico è invece sempre più vicina al completamento grazie all'apertura del tratto più a Sud della nuova autostrada. La partita resta aperta a Nord in attesa del via libera definitivo da parte della Provincia autonoma di Trento. Si tratta di 18 chilometri, dal nuovo casello di Santa Margherita D'Adige, in provincia di Padova all'allacciamento con la strada statale 434 Transpolesana, a Canda nel Rodigino. All'attesa inaugurazione alla barriera di Badia Polesine hanno preso parte tra le numerose autorità il ministro alle infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi, Attilio Schnek presidente dell'A4 Holding, Flavio Tosi presidente dell'autostrada Brescia, Verona, Vicenza e Padova e il governatore del Veneto Luca Zaia. La Valdastico Sud è progettata e realizzata con criteri innovativi. Tutto infatti il pacchetto tecnologico che ha fatto della Brescia-Padova una delle autostrade più all'avanguardia in Italia e in Europa è stato applicato alla A31. L'apertura al traffico di un ulteriore tratto verso Sud dell'autostrada A31 Valdastico concretizza il raggiungimento di un nuovo traguardo per il territorio Veneto e rappresenta un forte stimolo per il completamento con il suo naturale sbocco a Nord.
BILANCIO
Rana, ricavi nel 2014 <br/>in aumento del 20%

Rana, ricavi nel 2014
in aumento del 20%

Il Pastificio Rana di San Giovanni Lupatoto (Verona) chiuderà il 2014 con ricavi in crescita del 20% a 455 milioni di euro ed un balzo del 75% del margine operativo lordo a 35 milioni. In crescita anche l'occupazione (+12%) rispetto al 2013. In 7 anni - si legge in una nota dell'Azienda - i dipendenti sono cresciuti del 90% passando da 800 a 1.500 unità, grazie alla crescita all'estero, la cui quota incide sul 53% dei ricavi. In Italia il marchio Rana ha il 35% della pasta fresca venduta."I risultati raggiunti - commenta Gian Luca Rana, Ad del Gruppo - testimoniano la validità delle scelte strategiche basate sullo sviluppo delle vendite in tutta Europa a marca Rana, considerata interprete del primo piatto italiano, sul completamento della seconda piattaforma continentale negli Stati Uniti e sull'introduzione di una innovativa generazione di packaging, più vicino alla sensibilità del nuovo consumatore". Il Pastificio veronese, inoltre, ha "rinnovato tutte le ricette", rendendole "sempre più aderenti ai gusti dei paesi di destinazione". Con questa strategia Rana "ha superato il periodo di crisi generale italiana, investendo più che in ogni altro periodo della sua storia". Il Gruppo Rana produce e distribuisce all'anno 90 milioni di kg di pasta e sughi in tutto il mondo, con l'Italia che vale il 47% delle vendite, l'Europa il 35% e gli Usa il 18%. In Italia la crescita è stata del 9% e oltre alla tradizionale categoria della pasta ripiena, il Gruppo ha raggiunto il 28% di quota di mercato nei sughi freschi ed il 46% nei piatti pronti. In Europa la crescita del fatturato è stata del 12,6%, con la pasta ripiena in rialzo del +17,6%. Il pastificio Rana, già al primo posto in Spagna e Francia ha rafforzato la propria leadership in entrambi i paesi, raggiungendo il 33% in Spagna e il 25% in Francia. Il marchio Rana è cresciuto anche in Inghilterra, con il 14% di quota e diventando così il primo marchio all'ombra del Big Ben, mentre ha raddoppiato la propria presenza in Germania. Nei 2 Paesi il marchio è entrato nei circuiti distributivi di Sainsbury, Asda, Morrisons, Rewe ed Edeka. Quanto agli Usa, a due anni dall'inaugurazione del nuovo di stabilimento di produzione e distribuzione di pasta e sughi freschi, il Gruppo veronese ha più che raddoppiato il fatturato a 104 milioni di dollari (+117%), raggiungendo il 10,9% di quota di mercato.Oltreoceano Rana è presente in oltre 21.000 punti vendita, dopo accordi con Walmart, Sam's, Cotsco, Safeway e altri. Tra il 2012 e 2014 il Gruppo Rana ha investito oltre 150 milioni di euro per la costruzione del nuovo sito produttivo negli Stati Uniti e dello stabilimento di San Giovanni Lupatoto. Negli ultimi 7 anni i dipendenti sono saliti del 90% (da 800 a 1500 persone) di cui oltre il 40% solo in Italia. "Il risultato più importante e che mi sta più a cuore - ha commentato Gian Luca Rana - è quello della crescita dell'occupazione". A suo avviso "si parla sempre in termini 'economici' del lavoro, per me invece il lavoro ha un profondo significato etico, un significato che sostiene e accompagna tutte le scelte che faccio, è una grande responsabilità che ogni giorno mi assumo nei confronti di tutti i miei dipendenti e delle loro famiglie, che mi spinge ad andare avanti, a continuare ad investire, per poter assicurare la stabilità del posto di lavoro e creare nuove opportunità per le generazioni future". "Credo - ha concluso - che questo sia l'unico parametro con cui si possa veramente misurare la crescita di un'azienda".
BILANCIO
Veronafiere più forte     <br/>della crisi, sale ancora

Veronafiere più forte
della crisi, sale ancora

Veronafiere ha presentato il bilancio preconsuntivo per la chiusura dell’esercizio 2014. Risultati positivi e in crescita, che vedono la Capogruppo registrare ricavi per 75,2 milioni di euro, in aumento dell’8,5% rispetto ai 69,3 milioni del 2013. L’Ebitda si attesta a 9,6 milioni di euro, con una significativa incidenza del 12,8% sui ricavi, e un utile ante imposte pari a 1,9 milioni di euro.Contestualmente, sono state presentate le linee guida del piano industriale 2015-2017, approvato dall’ultima Assemblea dei Soci, che prevedono: consolidamento e crescita del portafoglio prodotti, sia attraverso nuove manifestazioni che tramite lo sviluppo delle esistenti sul mercato italiano ed estero, incremento della produttività e costante ottimizzazione dei costi, oltre che un importante piano di investimenti per 46 milioni di euro nel triennio."Siamo soddisfatti dei risultati che, nonostante il contesto economico e il perdurare della crisi, registrano un costante incremento del fatturato della Capogruppo rispetto allo scorso esercizio – ha commentato il Presidente Ettore Riello, nel corso della conferenza stampa di fine anno –. Progettualità, capacità di innovare e di organizzare direttamente i nostri eventi si confermano punti di forza di Veronafiere che, oltre ad aver determinato i risultati raggiunti, ci permettono di guardare al futuro con ottimismo. Abbiamo deliberato un piano industriale che prevede 46 milioni di investimenti nei prossimi tre anni, per la maggior parte autofinanziati, con l’obiettivo di offrire alle imprese un quartiere più efficiente e sempre più occasioni di business".I 46 milioni di euro di investimenti previsti sono destinati alla realizzazione del nuovo parcheggio pluripiano, vicino all’entrata Re Teodorico-Viale dell’Industria, alla creazione di nuovi accessi al quartiere e al collegamento con la stazione ferroviaria, al restyling dell’ingresso San Zeno, al sostegno di nuove partnership e acquisizioni di eventi in Italia e all’estero e ad interventi di manutenzione e di miglioramento delle infrastrutture interne al quartiere. Veronafiere conferma anche l’intenzione di acquistare le Gallerie Ex Mercatali per il loro valore storico e per la funzionalità che rivestono a servizio dell’attività fieristica."Il 2014 ci ha visto impegnati in 47 eventi fieristici in Italia e 20 all’estero in 12 nazioni, con un incremento del fatturato di tale attività del 10% per un totale di 5,4 milioni, mentre in Italia abbiamo registrato la nascita di nuovi format fieristici come wine2wine e il consolidamento di start up quali Smart Energy Expo ed il Summit ad essa collegato – ha sottolineato il Direttore Generale, Giovanni Mantovani –. Tutte le rassegne storiche, ad iniziare da Fieracavalli e Fieragricola, hanno registrato risultati positivi in termini di soddisfazione dei clienti e qualità delle presenze, con un incremento complessivo del 10% dei buyer provenienti dall’estero, pari a un totale di 250 mila su 1,3 milioni di presenze, con le punte di eccellenza di Vinitaly e Marmomacc, stabilmente sopra alla media con il 36 e 54% degli esteri sul totale dei visitatori. L’anno che si sta concludendo per Veronafiere è stato molto impegnativo anche sul fronte Expo, con l’incarico ricevuto dal Mipaaf di guidare la progettazione ed esecuzione del Padiglione del Vino-A Taste of Italy. Questa sarà una delle sfide del 2015 insieme a Vinitaly, alla 50ª edizione di Marmomacc, al ritorno all’organizzazione diretta di Eurocarne e alle novità di Fruit Gourmet Expo, CosmoBike Expo, Verona Legend Cars e Greenbuild Europe & The Mediterranean e ai crescenti impegni esteri in Brasile, Cina, Russia, Hong Kong, USA, Nord Africa, Penisola Arabica e Nord Europa".
CAMERA DI COMMERCIO VERONA
Camera di Commercio, con   <br/>il Suap addio burocrazia

Camera di Commercio, con
il Suap addio burocrazia

Burocrazia addio, con il Suap, lo sportello unico delle attività produttive, tutto diventa più fattibile. Le camere di Commercio hanno infatti messo a disposizione delle amministrazioni comunali un programma informatico gratuito che consente all'utente di inviare le pratiche al Suap che poi smisterà ai vari enti tutte le carte necessarie per l'inizio dell'attività. Si tratta di un metodo, operativo dal 2010 e assai funzionale, capace di snellire drasticamente la burocrazia per coloro che intendono tuffarsi nel mondo dell'imprenditoria. Prima del Suap infatti erano necessari incartamenti e pratiche lunghissime con tempi d'attesa dilatati all'inverosimile. La Camera di Commercio di Verona organizza per questo numerosi seminari di approfondimento per avviare imprenditori e professionisti alla conoscenza di un sistema all'avanguardia e ormai sempre più utilizzato. Il grande successo è dettato dai numeri: la Camera di Commercio coordina infatti le funzioni relative al Suap per 90 Comuni della Provinca su 98 compreso quello di Verona. Servizio veloce, procedure chiare, pratiche standardizzate e omogenee per tutti i Comuni. L'obietto è agevolare sempre più il lavoro.

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