
Curata da Danilo Eccher, la mostra, che appunto si intitola Mito, rientra nelle manifestazioni collaterali della 53/a Biennale d'Arte visiva di Venezia e propone l'intero percorso creativo del celeberrimo protagonista, insieme a Damien Hirst, della Young British Art, sulla cresta dell'onda ormai dai primi anni '90, quando inizio' a stupire con lavori di indiscussa sensazionalità mediatica. A cominciare da Self, la riproduzione della sua testa ottenuta con 5 litri del suo sangue congelato, a cui, più di recente, ha fatto eco Sky, che propone le fattezze del figlio, realizzate utilizzando la placenta e il cordone ombelicale del bambino. Niente è come appare, nell'opera di Quinn.
"Nell'immagine serena di un fiore - spiega Eccher - si svela il ghigno di una celata decomposizione, allo stesso modo in cui un miscuglio ripugnante di sangue e placenta disegna i tratti teneri e commoventi di una nuova vita". Sono sempre manifestazioni dell'esistenza quelle su cui si sofferma la creatività dell'artista, capace di ritrovare nuove categorie estetiche là dove l'epoca attuale individua invece un diverso che spaventa. Così immortala nell'abbagliante statuario di Carrara, secondo la tradizione michelangiolesca, una donna focomelica trionfalmente incinta e riesce a installare la sua scultura al centro di Trafalgar Square. E l'icona del jet set, la modella inglese Kate Moss, diventa simbolo di fragilità ritratta com'é in posizione yoga per Sphinx. Un soggetto alla ribalta del gossip, che ha portato l'artista sulle prime pagine dei rotocalchi, e che di recente ha rivisitato con Siren, realizzata in questa volta in oro massiccio ed esposta fino a gennaio al British Museum di Londra.
Eppure, prosegue Eccher, "la ricerca di Marc Quinn, anche se apparentemente sembra orientata sul bagliore dell'effetto, della sorpresa, dello scandalo, in realtà vuole sfruttare l'evidenza di certi inganni linguistici per spezzare la spirale transitoria dell'attualità e misurarsi con il grande mistero della storia". Come spiega l'esposizione di Verona, di grande richiamo internazionale, in quanto Eccher, come aveva già fatto al Macro di Roma nel 2006, vi ripropone "tutta la grammatica linguistica della ricerca di Quinn". Da Piazza Bra a Castelvecchio a Porta Borsari, le installazioni dell'artista inglese dialogheranno con i principali monumenti cittadini, per culminare nell'allestimento della Casa di Giulietta , dove si potranno ammirare i Flowers Paintings, la Siren in oro massiccio, e una serie di opere ancora inedite.