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Incendio Osa, indagini
tra dolo e colpa

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10/07/2012 16:51

Sono le nove di venerdì sera. Dalla Osa, azienda di ortofrutta, in via del Commercio, si alza una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Un incendio mangia interamente i tre capannoni, distrugge centinaia di cassette di legno e plastica. Le operazioni dei vigili del fuoco proseguono per 24 ore ininterrotte, si rende necessario, per agevolare l'intervento, l'abbattimento del muro di uno degli stabili. I primi soccorsi difficili a causa delle centinaia di persone radunatesi intorno alle fiamme. Nessun accenno, il giorno dopo, alle possibili cause dell'incendio. Alcune voci facevano riferimento al barbecue improvvisato da alcuni senzatetto all'esterno degli stabili. Fiamme che sarebbero sfuggite al loro controllo originando il rogo. Voci che non sono però mai state confermate. Come non è mai stata confermata, per quanto battuta, la pista del dolo. Il fuoco pare si sia originato nel cortile esterno dell'azienda dove, a detta dei titolari, non ci sarebbe stato materiale infiammabile. Si pensa quindi che qualcuno, per motivi personali, abbia appiccato il fuoco per in vari punti fino a dare vita ad uno dei più grandi incendi di cui Verona abbia ricordo. Una ritorsone, insomma. Ma nessun elemento a carico dei titolari dell'azienda, definiti senza macchia dagli inquirenti, pare ora confermare quest'ipotesi.

Le indagini proseguono, con la stretta collaborazione di Procura e Squadra Mobile. E in queste ore un altro fronte investigativo resta aperto. Quello che riguarda il rogo, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì in un capannone a Ronco all'Adige. Un altro rogo per il momento senza responsabili.


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