
Fuori norma sono stati trovati sia laser venduti nei negozi di giocattoli, che esemplari molto più complessi e costosi - da 70 ai 300 euro - in vendita nelle armerie come congegni di puntamento, in uso anche degli eserciti. In tutto sono state segnalate sei persone - tre cinesi e tre italiani - per violazioni di natura penale e amministrativa, dalla contraffazione del marchio Cee al superamento della potenzialità consentita dello strumento.
L'operazione è partita dagli accertamenti della Digos veronese avviati dopo che i comandanti di alcuni aerei erano stati disturbati in fase di atterraggio all'aeroporto di Verona da ignoti muniti di laser. L'uso improprio dei laser è vietato da una specifica direttiva, e per questo la polizia ne vieta l'introduzione negli stadi. Nel match di gennaio Chievo-Juventus, al Bentegodi, i tifosi erano stati avvertiti che se avessero continuato a bersagliare con le luci laser il portiere dei gialloblù la partita sarebbe stata sospesa. Il fatto non si era più ripetuto e la partita era giunta a conclusione.
Nelle fasi di prefiltraggio, mentre i tifosi affluiscono all'interno degli stadi, le forze dell'ordine fanno in modo da evitare l'immissione di questa sorta di 'gadget' nelle aree occupate dal pubblico. Lo scopo, è stato reso noto nel corso di una conferenza stampa, è evitare che ne venga fatto un uso che finisca per danneggiare l'andamento della gara. Sul territorio, l'operazione di sequestro dei 300 puntatori laser in una cinquantina di negozi ed armerie di Verona e provincia è stata condotta dalla Divisione di polizia amministrativa e sociale della Questura di Verona, competente per i controlli sugli esercizi pubblici