
Funziona così: l'alunno in ospedale si collega dalla stanza del reparto dove è ricoverato con il supporto dell'insegnante ospedaliero attraverso una postazione multimediale. In contatto con lo studente in videoconferenza un team di insegnanti aderenti al progetto school@t.hospital in grado di fare lezioni spiegando, ma anche inviando o ricevendo file in tempo reale.
ANCHE PER LE SUPERIORI. "Il progetto della scuola in ospedale esiste da anni, ma sinora non si era mai riusciti a coprire le esigenze degli alunni delle superiori" ha spiegato il presidente di Amia Paolo Paternoster. "Abbiamo deciso di intervenire fornendo due postazioni multimediali e il collegamento in rete alle scuole Pasoli, capofila del progetto. L'obiettivo è permettere a ragazzi che sono costretti in ospedale per periodi medio lunghi o sono impossibilitati ad andare fisicamente a scuola di poter seguire il programma e di non perdere l'anno scolastico".
CONSEGNA. Alla presentazione del progetto era presente anche il vicepresidente di Amia Stefano Legramandi e l'assessore veneto alla Sanità Sandro Sandri, che ha definito l'iniziativa "uno straordinario esempio di umanizzazione dell'ospedale: bella e concreta, perché così facendo si eviterà che molti ragazzi, già messi in difficoltà dalla malattia, rischino anche di perdere l'anno".