
I lavoratori della Cartiera di Cadidavid tornano ad un tavolo con il Presidente della Provincia Miozzi. Un paio di settimane fa l'accordo con Unicredit, che si è aggiunta alla cassa di Risparmio del Veneto, per l'anticipazione della cassa integrazione straordinaria ai dipendenti che non vedevano stipendio da dicembre, adesso si parla di far ripartire un'azienda ferma da ormai un anno. Questo il nodo: la ICC, società proprietaria, non ha ancora abbandonato lo stabile nonostante un ordine di sfratto del tribunale di Reggio Emilia. E dopo il ricorso, respinto, il Tribunale di Verona ha stabilito il 18 marzo come termine ultimo per liberare la Cartiera. E finchè quest'ordine non verrà ottemperato la MBN, la società v.se che dovrebbe subentrare, non potrà farlo. E quindi tutto resta fermo."Bisogna accelerare i temi -dice Nello Sanesi, dipendente della Cartiera- perchè si tratta di far ripartire un'azienda che è ferma da ormai un anno, è una cosa semplice".
Bisogna agire in fretta. E per questo si è stabilito un incontro, mercoledì, tra Presidente della Provincia, lavoratori e liquidatore giudiziale di Reggio Emilia per fare in modo di sbloccare la situazione.
"C'è un azienda morta che impedisce ad una sana di far ripartire un'attività e ai dipendenti di lavorare, è un'assurdità", questa la rivendicazione dei lavoratori in cassa integrazione da ormai un anno. Mercoledì dunque i nodi potrebbero venire al pettine per la Cartiera. E guardando alle altre situazioni critiche, Glaxo in testa, si guarda all'isitituzione di un fondo straordinario da parte di tutti i 98 comuni. "Prima delle opere, delle infrastrutture, delle iniziative culturali -spiega il Presidente della Provincia Miozzi- è necessario dare una risposta a chi ha perso il lavoro, è in mobilità, non riesce a mandare i figli all'asilo nido. Il fondo, di cui discuteremo settimana prossima, si rivolegerà proprio a queste persone e a queste situazioni".