Scoperta la magia dell'Amarone, il segreto è l'appassimento

Diminuisci carattere Dimensione originale Aumenta carattere Stampa Invia ad un amico Aggiungi a Mixx! Aggiungi a Digg! Aggiungi a linkedin! Aggiungi a Delicious! Aggiungi a OkNotizie! Aggiungi a Osplinder!
26/02/2010 15:39 Geni di Beta amirina sintasi, strictosinidina, delta cadinene sintasi: non e' il contenuto di una medicina, ma alcuni dei 415 geni che svelano i segreti dell'Amarone. Ci sono voluti tre anni e tutti i recenti progressi della ricerca sulle biotecnologie per permettere all'universita' di Verona di svelare il mistero dell'appassimento della bacca principe della Valpolicella: la Corvina. Si tratta di una novita' assoluta: la Corvina e' infatti il primo vitigno autoctono al mondo a cui e' stato sequenziato il Dna

La scoperta, presentata oggi a Verona nella sede dell'Accademia di Agricoltura, scienze e lettere, e' la conferma scientifica di quanto viticoltori ed enologi intuiscono da decenni: il vitigno tipico della Valpolicella ha caratteristiche e proprieta' del tutto particolari.

Il business che vale un fatturato complessivo all'uscita dalla cantina di 100 milioni di euro e oltre 9 milioni di bottiglie vendute nel 2009, ha alle spalle una spiegazione scientifica sorprendente. Massimo Delledonne e Mario Pezzotti, i due ricercatori del Centro di Genomica Funzionale dell'Universita' di Verona, hanno scoperto come la bacca di Corvina attivi dei geni unici proprio nella fase di appassimento.

Dalle sequenze del Dna prelevate (quasi 60 milioni), l'universita' di Verona ha assemblato 479 geni fino ad oggi sconosciuti alla comunita' scientifica. La ricerca, messa a disposizione del territorio e dei produttori veronesi, apre la strada ad un approccio sempre piu' innovativo nella gestione del prodotto in vigna e in cantina.

''L'obiettivo - affermano i titolari della scoperta - e' consegnare alla realta' produttiva veronese e al suo territorio uno strumento utile per un'attivita' fondamentale del nostro made in Italy. Con questo strumento ad esempio sara' possibile monitorare l'attivita' del genoma nella sua interazione con l'ambiente e quindi di definire le condizioni ottimali per la coltivazione e la produzione di un'uva di qualita'''.

Torna
Commenti :

Nessun commento per questo articolo.
Lascia un Commento.
I Nuovissimi
200 ANNI DAMORE
03/02/2012
AUTOLETTURA AGSM
03/02/2012
TASK FORCE
03/02/2012
FIERAGRICOLA
03/02/2012
VERONA IN LOVE
03/02/2012
RADIO DI FORTUNA
03/02/2012
EX CINEMA
03/02/2012
BABY AGUZZINI
03/02/2012
I più visti della settimana