
"Obama non sarebbe il presidente degli Stati Uniti - ha spiegato De Poli - se non avesse accettato il confronto con l'avversario McCain: gli americani non voterebbero mai un candidato che fugge dal confronto sui temi, sui programmi, sulle idee".
Zaia, per l'esponente Udc, "invece crede di costruire il proprio consenso a partire da due posizioni gravissime: corre con lo strapotere mediatico che gli deriva dal fatto di essere ministro, e corre rifiutando ogni confronto con gli avversari". "La gente del Veneto però capisce: un candidato che rifiuta il confronto - ha concluso - è un candidato debole e inaffidabile, oltre che scorretto".
