
In principio fu "L'Amore". Era il 2008 e i giovanissimi Diego e Luca Fainello, veronesi, salivano per la prima volta sul palco dell'Ariston, sezione giovani. E fu subito vittoria. Poi di acqua ne passò sotto i ponti, due dischi, un tour italiano, uno in sudamerica. E oggi un altro Sanremo. Per i Sonhora questa volta l'ingresso era quello riservato ai big, e i fratelli hanno pure provato ad uscre un po' dalle righe con un pezzo che un po' ammiccava ad atmosfere rock, un po' lontane dalle corde sanremesi. Un azzardo che forse hanno pagato con l'eliminazione dal festival, la seconda serata. Ma i due non si lasciano scoraggiare, preparano i bagagli in direzione Verona e si dicono comunque soddisfatti.A nche perchè la loro "Baby" è una delle canzoni più trasmesse dalle radio in questi ultimi giorni. Domani poi l'uscita del loro disco. E quindi tutte le attenzioni saranno concentrate sul conteggio delle copie vendute. Però, prima di abbandonare le atmosfere dell'Ariston, una punta di orgoglio si intuisce nelle loro parole."Peccato che il televoto fosse aperto solo agli italiani -hanno dichiarato i Sonhora che in Sudamerica hanno trovato la loro Eldorado"- se avessero potuto votarci anche dall'estero il risultato forse sarebbe stato diverso".