
Il grande appuntamento vedrà insieme i rappresentanti della macchina dell'internazionalizzazione italiana (oltre al ministero, Simest, Agenzia delle Dogane, Finest, Ice) e quelli di dieci Paesi dei Balcani.
Il forum - che dovrebbe divenire un appuntamento fisso - è stato presentato oggi, nella sede della Stampa Estera, dal viceministro allo Sviluppo Economico, con delega al Commercio estero, Adolfo Urso, che ha subito spiegato anche la scelta di Verona quale sede dell'incontro, perché, ha detto, è lo snodo del Nord-Est produttivo più vocata all'internazionalizzazione verso i Balcani. Un'area dove operano oggi più di trentamila imprese italiane che in passato, ha aggiunto facendo l'esempio della regione romena di Timisoara, si sono mosse come "la fanteria".
"Oggi, ha aggiunto il viceministro, occorre che questa presenza sia diversa, diventi sistemica. Il forum di Verona vedrà la partecipazione di rappresentanti - soprattutto dei ministeri dello Sviluppo - di Albania, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Kosovo, Moldova, Montenegro, Romania, Serbia e Slovenia, con i quali potranno dialogare 400 imprese italiane".
"Cinque - ha voluto sottolineate Urso - i tavoli di lavoro su cui imprenditori italiani e rappresentanti dei Paesi dei Balcani potranno confrontarsi: agroalimentare, infrastrutture e ambiente, logistica e trasporti, strumenti finanziari e integrazione europea, commercio internazionale. Sarà questa una prima fase, ha detto ancora Urso, cui seguirà, dall'altro lato dell'Adriatico, la attuata con incontri ed eventi nei quali le imprese italiane troveranno assistenza e che potrà preparare ad una presenza più strutturale dei nostri investimenti".
"E' un'occasione - ha concluso Urso - che non possiamo farci sfuggire che ci consentirà di invertire la rotta già nel corso di quest'anno, tornando a crescere nell'area balcanica dopo la drastica contrazione dell'export che si è registrata nel 2009. Il nostro obiettivo è di aumentare le esportazioni di almeno il 15 per cento, superando così il tetto dei dieci miliardi di euro".