
"Il condizionale è d'obbligo - prosegue Battisti -, perché siamo consapevoli della possibilità che improvvise emergenze nazionali vadano a stravolgere la programmata ripartizione delle risorse. Ma già l'informale conferma della provvisoria ripartizione dimostra che la nostra insistente opera di sensibilizzazione, supportata dalla Segreteria Nazionale, ma altresì puntualmente supportata dalla stampa locale alla quale crediamo doveroso tributare un sentito apprezzamento, pare aver alfine convinto il Ministero a tenere in debito conto i peculiari carichi di lavoro con i quali si confronta la realtà veronese".
La nota del Siulp prosegue: "Non solo, infatti, negli ultimi anni non si era provveduto alla reintegrazione dei fisiologici pensionamenti, ma pure, ad appesantire l’ordinaria attività istituzionale ha contribuito la scelta di Verona quale città "pilota" per il rilascio in via sperimentale del passaporto di ultima generazione - con la registrazione delle impronte digitali - e del contingentamento entro il limite di 45 giorni del tempo di lavorazione dei premessi di soggiorno. A tale ulteriore aggravio si è sino ad ora potuto far fronte solo grazie alla disponibilità di un significativo numero di uomini temporaneamente aggregati, nonché all'impegno profuso dal personale della Questura. Ci è stato in buona sostanza garantito che si cercherà, in linea di principio, di consolidare le aggregazioni con assegnazioni definitive".
Battisti conclude: "Il che, in qualche modo, ci vede gratificati anche da un diverso punto di vista. E cioè che, come noi da sempre affermiamo, anche a livello ministeriale è maturata la consapevolezza che il lavoro dei Poliziotti non può essere in alcun modo sostituito dall’impiego dei militari. O, peggio ancora, delle ronde, che alla prova dei fatti hanno rivelato tutta la loro inconsistenza. Come segnalato infatti da un emblematico commento su un quotidiano cittadino, è bastato che la temperatura diventasse un po’ meno confortevole per incrinare la determinazione dei volonterosi "assistenti civici", i quali hanno ritenuto evidentemente preferibile il caldo del focolare domestico. E tutto ciò a tacere del fatto che, ad oggi, a sei mesi dalla emanazione del decreto ministeriale contenente lo specifico regolamento, nessuna associazione di volontari avrebbe ancora attivato la proceduta di iscrizione allo specifico elenco prefettizio. Verrebbe da dire: come volevasi dimostrare…".