
Ballerini era il navigatore del pilota Alessandro Ciardi, in coma all' ospedale del Ceppo di Pistoia. La loro auto, una Renault Clio R3, si è schiantata contro il muro di una villa. Secondo una prima ricostruzione, pare che all' uscita da una curva, l' auto sia finita con le ruote sull' erba del bordo strada, le gomme avrebbero perso aderenza mettendo in difficoltà il pilota che non è più riuscito a controllare il posteriore dell' auto che ha finito per schiantarsi contro il muro ad una velocità presunta tra i 100 e i 120 km orari.
L' auto ha sbattuto proprio sul lato destro, quello di Ballerini. Il ct è stato soccorso da una equipe del 118. Le condizioni sono apparse subito gravissime: è iniziata la rianimazione, ma è stata una manovra disperata. Ballerini è morto poco dopo, durante il trasporto in ospedale. L' incidente è avvenuto poco prima delle 9, durante l' unica prova speciale della gara, un sali-scendi di circa 10 km su una strada collinare in località. La coppia era in gara con il numero 10 ed era tra i favoriti.
La competizione è stata sospesa. Ballerini, da alcuni anni coltivava la passione per i rally in cui aveva trascinato anche Paolo Bettini, il campione livornese che sotto la sua guida ha vinto due titoli mondiali e una olimpiade. Insieme aveva gareggiato già sei volte. All' ospedale di Pistoia si è già concentrata una folla di amici e appassionati delle due ruote. Tra i primi ad arrivare l' ex ct Alfredo Martini e Paolo Bettini. "Ho perso una grande amico, anzi un fratello", ha detto l' oro olimpico di Atene. "Ballerini ha rischiato la vita mille volte in corsa. Correva la Roubaix senza casco, si buttava in discesa sulle strade delle Dolomiti e non ha mai avuto problemi. Il destino lo ha preso ora in un momento di divertimento in cui coltivava la sua passione per i motori.
Se c'era una cosa a cui Franco teneva era la sicurezza. Mai un azzardo". Ballerini lascia la moglie Sabrina e due figli. Cordoglio per la morte del ct è stato espresso dal presidente del Coni Gianni Petrucci che ha appreso la notizia mentre era in partenza per Vancouver, in vista delle olimpiadi invernali. "Sono sgomento - ha detto Petrucci - Franco era una persona straordinaria sotto tutti gli aspetti: non era solo un grande ct, era anche un grande amico. E questo non sempre succede tra dirigenti e tecnici. Non solo il mondo del ciclismo, ma tutto lo sport piange ora una grande persona. Di lui ho tanti ricordi, ma un'immagine adesso mi torna incessantemente agli occhi: io che alle Olimpiadi di Atene vengo lanciato in aria da Ballerini dopo la vittoria di Bettini, nel primo giorno di gara dei Giochi".
PARLA MOSER. "E' un colpo duro per tutto il movimento. Ballerini era un ct vincente e un uomo che sapeva gestire i corridori, lascia un vuoto incolmabile". Francesco Moser rimane attonito di fronte alla notizia della tragica scomparsa di Franco ballerini che ha appena saputo nel tamtam che si è immediatamente sparso nel mondo del ciclismo - sono quelle cose che ti arrivano come un fulmine a ciel sereno. E pensare che appena 10 giorni fa mi ero incontrato con lui e Bettini a Modena e mi avevano parlato proprio di questo rally, era molto preso da questo evento". Moser ricorda il Ballerini ciclista: "La sua corsa era proprio la Parigi-Roubaix che aveva concluso 13 volte e che aveva vinto in due occasioni. Era proprio sul pavé che riusciva a dare il massimo. Ma secondo me il suo ruolo giusto era quello che occupava da tanti anni. Come commissario tecnico riusciva a trarre il massimo da tutti i corridori, sapeva osservare, scegliere, preparare le gare e soprattutto il mondiale e in quattro occasioni i suoi azzurri si sono imposti per la gioia di noi tutti. Ora questo schianto, questa fine tragica, questo maledetto appuntamento col destino".
"MORTO UN AMICO". "Un lutto senza fine nel cuore di tutti noi. Il mondo del ciclismo, dei suoi atleti, dei suoi dirigenti, dei suoi tifosi, piange Franco Ballerini e lo ricorda con tanto inestinguibile affetto". E' la prima commossa reazione di Riccardo Nencini, presidente del Comitato regionale toscano della Federazione ciclistica italiana ma anche presidente del Consiglio regionale della Toscana, informato stamani a Prato mentre, insieme ad Alfredo Martini ed altri dirigenti della Federazione ciclistica, festeggiava i 90 anni di Giovanni Corrieri, gregario di Bartali e Coppi. "E' morto non solo un amico, un atleta, un uomo che ha onorato lo sport con passione e serietà, ma anche un esempio per tutti. Pochi sanno, per sottolineare un aspetto poco conosciuto - ha aggiunto Nencini durante una pausa di raccoglimento - della sua attività di volontariato, ed è uno dei motivi per cui lo volevamo sempre vicino anche in momenti 'istituzionali' come nelle cerimonie di premiazione o di riconoscimento non solo di giovani atleti ma anche in incontri in cui si doveva sottolineare spirito di fraternità, solidarietà, pace. Ora lo piangiamo con tanta tristezza nel cuore e ci sentiamo vicini alla sua famiglia e a tutti quelli che con lui hanno condiviso il suo amore per lo sport e per una vita ricca di valori".