
Fu un gesto che fece il giro d'Italia: non mi piace come è stato eletto. E dietro la scrivania da sindaco, Flavio Tosi, ci mise la foto del Papa con sopra il crocefisso e poi anche quella di Pertini. Ma non quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Era il 2007, Tosi era appena diventato il primo sindaco leghista di Verona. Sul suo tavolo, altre foto, molto significative. Ma sul muro, niente presidente.
Per alcuni, fu sgarbo politico: per lui, il modo di dire con la personalità di sempre non mi sento rappresentato da un comunista, eletto – ricordò Tosi - con una vistosa forzature delle buone regole parlamentari.
Ma adesso, a tre anni, di distanza, qualcosa è cambiato nel Tosi-pensiero, più legato ai doveri di sindaco. Che di Napolitano, oggi, ha un giudizio diverso, più istituzionale, meno politico. Tanto da riconoscere un ruolo imparziale al capo dello stato e ad “aprire” a quella famosa foto sul muro: "E' stato imparziale, ha lavorato bene. E' giusto riconoscerlo".
La foto della discordia prima e della riappacificazione poi, nell'ufficio di Tosi, non c'è ancora - ma arriverà. E' già arrivata al capo dello stato, invece, la lettera con la quale il sindaco ha invitato ufficialmente per la prima volta Napolitano a Verona. La data scelta è quella del 18 giugno, data della prima del prossimo festival areniano. Poche righe ma importanti, con parole di compiacimento, apprezzamento e stima verso il lavoro del capo dello stato: "A questo punto" conclude Tosi "spero davvero che Napolitano accetti l'invito di Verona e dei suoi cittadini, che sono sicuro lo accoglieranno nel migliore dei modi".