
"Ciò che preoccupa - aggiunge Galan - in realtà, è che la GlaxoSmithKline sembra decisa ad abbandonare le ricerche in campo neurologico e in quello della salute mentale, che sono la ragione d'essere di quanto si fa a Verona. Come si intuisce facilmente, siamo di fronte al rischio di perdere un patrimonio di ricerca eccelso, sia in termini di risorse umane che di apparati tecnologici".
Annunciando che la GlaxoSmithKline "ha già confermato alla Regione la propria intenzione di collaborare a tutti i livelli pur di trovare una soluzione accettabile da tutte le parti in causa" il presidente sottolinea che la Regione "si è fatta promotrice di un tavolo cui parteciperanno anche il Governo, il Comune e l'azienda".
"Confermo infine - conclude - la piena fiducia nella disponibilità già dimostrata dal Governo nazionale allo scopo di affrontare una situazione critica il cui esito negativo sarebbe vissuto da tutto il Veneto come una ferita inaccettabile, sia sul piano economico che su quello scientifico e culturale".